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Calcio / Chiesanuova, il biancorosso tra fratelli: la storia di Matteo, Giovanni e Andrea Marinangeli

La nostra intervista tripla ai tre fratelli di Cingoli che hanno giocato con la Juniores in due periodi diversi: “Qui ci sentiamo a casa”

CINGOLI e CHIESANUOVA di TREIA, 30 giugno 2026 – Nel mondo del calcio, non è raro che due fratelli vestano le maglie di una stessa squadra e spesso è quella della propria città. Al Chiesanuova, però, ben tre fratelli e di un comune limitrofo hanno avuto l’opportunità di vestire la maglia biancorossa. Parliamo di Matteo, Giovanni e Andrea Marinangeli, residenti a Cingoli e che hanno giocato e stanno giocando con la Juniores della frazione di Treia, dopo gli inizi alla San Francesco Cingoli.

L’eredità Marinangeli: chi sono Matteo, Giovanni e Andrea

Matteo Marinangeli, difensore classe 2002, attualmente è in forza al Villa Strada: ha giocato al Chiesanuova nella Juniores dal 2019-2020 al 2020-2021 e nel 2021-2022 in Prima Squadra in Promozione. Giovanni, invece, è nato nel 2006 ed è un centrocampista: dal 23-24 fa parte dell’Under 19 biancorossa e in quest’ultimo periodo, per motivi di studio, è stato lontano dai campi. Andrea, quindi, è il più piccolo dei tre, essendo nato nel 2008. Difensore, dopo gli anni tra gli Allievi della Cingolana SF, in questo 2025-2026 ha esordito con la Juniores Regionale (segnando anche un gol) e addirittura ha ricevuto una convocazione in Prima Squadra, in Eccellenza, nello scorso gennaio.

Matteo Marinangeli

Habitat Chiesanuova: “Ci siamo sentiti a casa e in famiglia, affezionati a questa società”

Cosa hanno trovato nell’ambiente Chiesanuova i tre fratelli Marinangeli? “Sono affezionato a questa società – spiega Matteo -, perché dal primo giorno in cui sono stato lì non mi ha mai fatto mancare nulla. Sono orgoglioso di vedere Giovanni e Andrea indossare questa maglia, sia perché hanno potuto conoscere una realtà diversa da quella in cui giocavano prima, ma soprattutto perché il Chiesanuova è una società con valori sia umani che professionali che non tutte le società hanno. Ho creato forti legami con molte persone, tanto che ancora oggi ci sentiamo, a partire dal mister, allo staff e ovviamente i compagni di squadra”.

Giovanni Marinangeli

“Mi sono sentito fin da subito a casa – ammette Giovanni -. Pur arrivando da un’altra realtà, sono stato accolto come uno di famiglia, e credo che sia difficile trovare società con un ambiente come quello di Chiesanuova. In questi tre anni ho avuto la conferma di

quanto questa sia una società speciale, capace di unire grandi valori umani e professionalità.

Fin dal primo giorno ho percepito calore, fiducia e senso di appartenenza, caratteristiche che hanno reso questa esperienza davvero importante per me. Voglio ringraziare il presidente Bonvecchi, il mister Lupetti, che rappresenta perfettamente l’essenza e i valori del Chiesanuova, il DS Tantucci per l’opportunità che mi ha dato, e tutta la società, perché mi hanno fatto sentire parte di questa grande famiglia fin dal primo giorno”.

Le emozioni di Andrea: “Ho assaggiato il calcio dei grandi e con la Juniores abbiamo sfiorato la vittoria del girone”

Tornando ad Andrea, questa stagione è stata parecchio emozionante. “L’esperienza con la Prima Squadra – spiega il più piccolo dei tre fratelli Marinangeli -, e poi la convocazione, mi ha fatto assaggiare il calcio dei grandi, dove ci sono ritmi altissimi, tanto sacrificio e disciplina. Devo ringraziare per questo soprattutto il ds Sandro Tantucci e mister Lupetti. Giocare con la Juniores, però, è tutta un’altra cosa: qui la serietà degli allenamenti si alterna ai momenti di scherzo, perché restiamo comunque un gruppo di ragazzi

Andrea Marinangeli

Quest’anno poi è stato speciale perché siamo diventati come una famiglia, dentro e fuori dal campo, creando legami fortissimi. È stata proprio questa unione a darci la forza di fare un grande percorso, arrivando a un soffio dalla vittoria del campionato, secondi a un solo punto dall’Osimana…”.

L’assenza forzata di Giovanni: “Mi è mancato di più il gruppo”

Quest’anno – aggiunge, invece, Giovanni -, a causa degli studi universitari ad Ancona, ho dovuto vivere il calcio in modo diverso rispetto al passato. Quello che mi è mancato di più è stato il gruppo: la quotidianità con i compagni, i momenti condivisi nello spogliatoio e tutto ciò che si vive durante la settimana. Mi è mancato il calcio nella sua interezza, non solo la partita della domenica, ma anche gli allenamenti, il confronto con la squadra e l’atmosfera che si crea ogni giorno. Sono aspetti che spesso si danno per scontati, ma quando vengono a mancare ci si rende conto di quanto siano importanti e speciali. Nonostante le difficoltà, ogni volta che sono riuscito a essere con la squadra ho cercato di dare il massimo e di godermi ogni momento”.

Una famiglia biancorossa e bianconera

Matteo, Giovanni e Andrea fanno parte di una grande famiglia, composta da papà Luca, mamma Sara e dalle sorelle Silvia e Giulia. Nella quale, dopo il biancorosso di Chiesanuova, batte fortissimo il bianconero della Juventus. “Essendo il più piccolo dei fratelli maschi – conclude Andrea -, ho sempre cercato di imparare il più possibile da loro, vedendoli da sempre come punti di riferimento sia nel calcio che nella vita. Ho sempre cercato di ‘copiare’ il meglio da entrambi. Da Matteo ho sempre ammirato la tecnica, la visione di gioco e la capacità di non buttare mai via il pallone. Da Giovanni, invece, cerco di prendere la grinta di lottare su ogni pallone, la determinazione e il suo modo di fare gruppo con i compagni; in più, per quanto posso, cerco di ‘rubargli’ il suo tiro di sinistro, visto che lui è mancino e io invece sono destro”.

Giacomo Grasselli

©riproduzione riservata

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