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Calcio

JESI / Ermanno Pieroni: “Con Leopoldo alla Jesina furono anni splendidi”

Da garzone di bottega di colui che un giorno sarà il Presidente a direttore sportivo della Jesina nel periodo più bello del calcio leoncello. I ricordi

JESI, 17 novembre 2020 Leopoldo Latini, Ermanno Pieroni. Un binomio che ha portato agli inizi degli anni ’80 la Jesina nel punto più alto della storia calcistica della città.

Nel giorno della morte del Presidente, il Direttore Sportivo l’ha così ricordato.

Triste la notizia della morte di Leopoldo Latini. Già a 5 anni facevo il suo garzone di bottega in falegnameria in via Roma dove lui era giovane ed il papà Alfredo guidava la falegnameria.

Siamo dello stesso quartiere e ci siamo sempre rispettati. Al punto che quando lavoravo alla Merloni, nel 1978, mi propose la possibilità di venire a lavorare nella sua azienda a Jesi, la ‘Latini Cucine’, come Direttore Commerciale.

Accettai perché lo ritenevo allora un salto di qualità e da lì iniziò quella che poi divenne la mia vera professione: direttore sportivo.

Una idea questa che va attribuita a Alessandro Bigi, ‘il Bello’, anche lui deceduto, purtroppo, di recente. Un pomeriggio, nella saletta del Circolo Cittadino, Bigi mi mise in testa questa idea visto anche il mio passato come arbitro di calcio e dunque uno che conosceva il calcio.

Sono rimasto alla Jesina sette anni dove vincemmo tre campionati: al primo, al terzo, al quinto anno passando dai dilettanti alla C1.

I ricordi, tanti.

Con Leopoldo abbiamo costruito allora veramente le fondamenta del club leoncello.

Una domenica mattina Latini mi venne a trovare a casa e mi disse: “dobbiamo salvare la Jesina”. Successe questo.

Sia io che Lino Fazi che Roberto Gagliardi firmammo delle cambiali che poi furono scontate da Leopoldo nella sua azienda.

Partimmo con Bruno Cantone allenatore, vincemmo il campionato. Poi arrivò Alberto Baldoni e ci fu lo spareggio vincente di Arezzo e successivamente Gegè Di Giacomo per il salto in C1.

All’epoca giocammo contro il Rimini allenato da Arrigo Sacchi, il Vicenza che schierava Roberto Baggio.

Una curiosità. Pareggiammo 0-0 a Rimini al debutto in C1 e questo risultato a livello giornalistico quasi non fu accettato perché la Jesina giocò alla grande.

Sono stati sette anni splendidi, sono rimasto nell’attività aziendale accettando poi nel 1985 di andare a Messina a fare il direttore sportivo.

A Jesi si iniziò con Emilio Mencarelli e poi durante la stagione ci fu il passaggio a Leopoldo Latini.

Jesi è stata una esperienza bellissima e ritornare allora nella mia città fu il massimo. Con Latini ho avuto dei periodi di rapporto di lavoro e amicizia eccezionali.

Ho accolto la notizia del suo decesso con un grande dispiacere.

Sono fuori per lavoro non so se sarò presente per i funerali. Colgo comunque l’occasione per porgere le più sentite condoglianze alla moglie, ai figli.

‘Poldo’, che la terra ti sia lieve.

(e.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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