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Calcio

JESI / Deceduto ‘Poldo’ Latini, re delle cucine e presidente della Jesina ‘vinci tutto’

Aveva 88 anni. Con lui la Jesina conquistò a Cattolica la storica promozione in C1 disputata l’anno successivo contro squadroni di livello nazionale

JESI, 17 novembre 2020 – Jesi sportiva ed imprenditoriale piange la scomparsa di Leopoldo Latini, 88 anni, personaggio che ha legato il suo nome alle fortune sia in campo imprenditoriale che sportivo.

Latini è deceduto questa mattina all’Ospedale Carlo Urbani, dove era giunto preveniente dalla casa di Riposo di via Gramsci, a causa del Covid.

Latini Leopoldo

Si è sempre adoperato iniziando nel 1960 in un laboratorio di falegnameria in via Roma con il padre Alfredo producendo mobili.

L’attività industriale, in grande, iniziò nel 1969, esportando i suoi prodotti in Arabia Saudita, Emirati Arabi, Libia, America, Francia, Inghilterra, ecc.

È quella l’epoca in cui, nell’area della Zipa, poco lontano dall’uscita Jesi Est della SS 76, costruì il primo capannone di 6.000 metri quadrati, affiancato da uno successivo di altrettanta grandezza.

Socio onorario dell’allora Cassa di Risparmio di Jesi; anche il suo marchio aziendale cominciò a farsi conoscere.

L’azienda ebbe una espansione con uno stabilimento a New York.

Agli inizi degli anni ’80 iniziò la sua avventura come ‘patron’ della Jesina e nel suo stabilimento nacque quella che diventò famosa come la ‘casa bianca’, vero centro dove si radunavano tutti i personaggi più illustri del calcio della serie C e non solo: dirigenti, giornalisti, tecnici, giocatori.

Latini Leopoldo in platea – 90 anni della Jesina

Una vera e propria sede della Jesina che ogni giorni ospitava decine e decine di persone.

La Jesina, con Latini, ed al suo fianco Ermanno Pieroni e Gegè Di Giacomo, scalò i vari gradini delle categorie fino alla C1. Memorabile la vittoria di Cattolica che decretò la promozione e le sfide in C1 contro Brescia, Spal, Vicenza, Rimini.

Nel frattempo ‘Poldo’, tramite il marchio aziendale che portava il suo nome, divenne anche sponsor della squadra di Forlì che militava nel massimo campionato italiano di basket con passaggi pubblicitari televisivi costanti nelle televisioni nazionali.

L’impegno nello sport si allargò anche a rugby e volley.

Poi il calcio, come ogni ciclo importante, terminò e Latini per un periodo di tempo si mise in disparte prima di iniziare nel 1992 una nuova avventura imprenditoriale in Russia con lo stabilimento Latini Cucine Inital Srl situato a Mosca a due passi dalla piazza Rossa che serviva circa 180 negozi.

Nel 2016 Latini fece ritorno in Italia, a Jesi, alla ricerca di agenti di commercio ai quali affidare la gestione di questa clientela sparsa ovunque sul territorio russo.

In quel periodo accettò la candidatura a consigliere Comunale nelle liste di Forza Italia con Massimiliano Lucaboni candidato Sindaco.

Latini – Lucaboni

Partecipò attivamente alla realizzazione della festa dei 90 anni della Jesina calcio mettendo a disposizione tutto il materiale in suo possesso che ricordava appunto anni indimenticabili della società leoncella.

Nei primi mesi del 2017, mentre si stava recando lungo Corso Matteotti, ebbe un malore e dal quel giorno, purtroppo, ha dovuto far fronte a cure e relegato in una struttura sanitaria.

Appresa la notizia Massimiliano Lucaboni ha così commentato: “ho appreso con tanta tristezza della morte di Leopoldo Latini. Per molti forse in personaggio controverso ma per chi come me l’ha conosciuto bene era una persona buona che aveva ancora tanto da dire e dare. Aveva un’energia che veramente ti spiazzava. Idee progetti che oggi apparterrebbero più ad un ventenne che ad uno di 80 e passa anni. L’esperienza della campagna elettorale delle ultime amministrative a Jesi ci ha uniti molto. Stavamo spessissimo insieme e in quelle occasioni mi parlava tantissimo di sport. Della Jesina un grande amore, effettivamente dopo di lui risultati poco convincenti, della pallavolo: insomma il suo cuore era comunque rimasto in mezzo ai Leonelli. La sconfitta elettorale gli ha pesato parecchio. Pochi voti. Probabilmente ha percepito in quell’occasione un sorta di abbandono da parte della città. Credo si stato un dolore immenso per lui. Mi dispiace veramente era un brav’uomo”.

La salma sarà a disposizione di quanti lo vorranno da domani e per due giorni all’Obitorio del Carlo Urbani e successivamente alla casa del commiato Santarelli a Monsano.

Appena possibile la salma sarà cremata e poi tumulata al cimitero di Jesi dove riceverà l’ultima benedizione.

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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