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Calcio

CALCIO / E’ caos: società dilettantistiche con le spalle al muro, il problema protocollo

Mercoledì è previsto un tavolo tra la Regione Marche, Figc Marche, presidenti delle Asl marchigiane. Il calcio non può diventare un focolaio

JESI, 10 ottobre 2020 – Il Comitato Regionale della Figc Marche ha divulgato i calendari dopo che nei giorni precedenti moltissime società erano intervenute, sospendendo momentaneamente gli allenamenti, chiedendo come minimo di allineare il protocollo della Federazione stessa con quello delle Asl marchigiane.

Tutti vogliono giocare ma certe ristrettezze ed imposizioni, a volte discordi tra territorio e territorio, non lasciano tranquilli né società né tanto meno giocatori e staff tecnici.

I club sono intervenuti proprio su spinta da parte dei loro tesserati e pretendono chiarimenti e concretezza.

Per mercoledì 14 ottobre è previsto un incontro tra la Regione Marche, i presidenti delle Asl territoriali, il Comitato di presidenza della Figc Marche.

All’ordine del giorno i protocolli sopra citati ma anche un altro problema che sta a cuore a tanti club: la presenza del pubblico all’interno degli impianti sportivi.

Insomma stadi aperti e protocolli univoci e certi.

Cosa accadrà e cosa si deciderà è difficile immaginare.

Più facile prevedere che dopo una prima analisi ed esposizione dei problemi sicuramente si guadagnerà tempo.

Nel frattempo i campionati prenderanno il via.

Come spesso accade le opinioni sono contrastanti.

Un unico denominatore comune prevale: il diritto alla salute è un obbligo ed il calcio non può e non deve diventare un focolaio di diffusione del Covid.

In tanti si attendevano uno slittamento della data stabilita per l’inizio dei campionati, altri sono invece allineati sulla bontà della decisione presa.

Il mister Giorgio Latini della Sampaolese dice che “ci hanno messo con spalle al muro rendendo pubblici i calendari. Il problema tuttavia è sempre lo stesso: il protocollo va cambiato. I ragazzi non sono contenti, qualcuno ha paura di essere costretto in quarantena se un solo suo compagno di squadra risultasse positivo. Il problema è solo questo, non c’è nient’altro. Mi mantengo alle decisioni della società e a quello dei ragazzi alcuni dei quali ha una azienda propria ed io devo rispettare il volere dei ragazzi. Aspetto comunicazioni da parte della società”.

Angelo Ortolani (Cupramontana) “la situazione è delicata era come prevedevo quando immaginavo che non ci saremo fermati e chiedevo appunto una riflessione. D’altronde non hanno alcun motivo per fermarsi e poi quando succederà qualcosa prenderanno i provvedimenti al riguardo. Noi come Cupramontana riprenderemo gli allenamenti ed eviteremo le amichevoli”.

Ubaldo Bravi (direttore sportivo Victoria Strada): “Personalmente sono contrario all’inizio del campionato per due motivi fondamentali. Il primo è che nelle nostre realtà è praticamente impossibile rispettare i protocolli di sicurezza con tutto quello che ne consegue in termini di responsabilità anche morali in quanto credo che il gioco non valga la candela e quindi non si possa mettere a rischio la salute delle persone per una partita di calcio, senza considerare le conseguenze materiali relative ad eventuali quarantene cui tutti saranno sottoposti in caso di positività come già successo con il Trodica. Il secondo motivo sicuramente meno importante riguarda il fatto che in una situazione come questa viene meno la gioia, l’allegria e il gusto di stare insieme perchè si ha sempre il timore che possa succedere qualcosa, ed allora penso che senza questi ingredienti che sono la forza delle nostre realtà non ha senso continuare”.

Diego Massaccesi allenatore Le Torri: “Per adesso resta tutto sospeso. Ci incontreremo con i ragazzi per decidere il da farsi. La situazione è imbarazzante. Adesso siamo come si dice tra l’incudine ed il martello. La Federazione ci ha lasciato liberi di decidere ma è chiaro che il momento è difficile: da una parte c’è la voglia di continuare, dall’altra prevale il pensiero e la preoccupazione di quello che può accadere. Vediamo. Decideremo in serenità tutti insieme”.

Sandro Esposito, ex vice presidente della Jesina calcio, molto legato al Largo Europa: “Se la situazione rimane questa sarà molto difficile che il Largo Europa continuai l’attività ma aspettiamo con fiducia come si evolvono gli incontri istituzionali che si terranno tra la Regione e la FIGC la settimana prossima poi valuteremo e prenderemo una decisione definitiva”.

Filippo Piattella (Monsano): “Dico che non è facile continuare a giocare. Non tener conto degli attuali numeri del Covid in forte aumento e forzare una partenza potrebbe essere un’ulteriore bomba di contagi pronta ad esplodere! Non è facile gestire il Covid tra noi dilettanti! Per adesso come società non riprendiamo gli allenamenti poi in settimana ci vedremo con il direttivo e prenderemo una decisione. Ci metteremo in contatto anche con le altre società per cercare di percorrere una via comune”.

Marco Montesi (Castelbellino): “Noi non ci siamo mai fermati, ci siamo sempre allenati, ci atteniamo alle regole attuali. Poi anche il caso del Trodica si è sgonfiato molto alla fine la quarantena che hanno fatto è stata di 3/4 giorni il tempo di fare i tamponi al gruppo squadra e da ieri sono tutti liberi”.

Riccardo Saltarelli (Monserra): “Sicuramente, iniziare il campionato in queste condizioni porterà ad un sicuro frazionamento del calendario, con partite rinviate e tutta una serie di problemi logistici. Prima di uscire con date, protocolli e calendari, il Comitato avrebbe dovuto sincerarsi dell’effettiva realtà e problematiche delle società di Promozione, Prima, Seconda e Terza, ma anche di alcune di Eccellenza. Questo andava fatto a monte, di certo il Palazzo non ha fatto i nostri interessi. Giunti a questo punto, o prendono decisioni di polso e di responsabilità nei confronti di Roma, oppure abbiamo i risultati di ieri, ignorano la protesta e se ne escono coi calendari. Anche la protesta delle singole società penso sia fatta per dare un segnale forte, visto che siamo tutti costantemente in contatto, e i mezzi per sentirci a strettissimo giro, perché non bloccare gironi interi invece di blocchi di attività a macchia di leopardo che non portano a nulla? La nostra intenzione è quella di proseguire a meno di contrordini dal Palazzo, accordi concreti tra società o fatti eccezionali”.

 

Evasio Santoni

ha collaborato Giacomo Grasselli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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