Riceviamo da un tifoso della Jesina una lettera dove analizza, critica in maniera costruttiva e descrive dal suo punto di vista quello che è ad oggi la Jesina. Un tifoso che vuol rompere il silenzio per aprire un dialogo ‘vero’ con la città
Jesi, 12 luglio 2026 – “Lo sport vive di passione, partecipazione e senso di appartenenza” ci scrive il tifoso e “quando questi valori vengono meno, resta soltanto una squadra che scende in campo, ma non una comunità che la sostiene. Da anni la Jesina Calcio sembra aver scelto la strada della chiusura, rinunciando al confronto con i propri tifosi e alimentando una distanza sempre più evidente con la città. Una società che non dialoga con il proprio pubblico finisce inevitabilmente per perdere il patrimonio più prezioso che possiede: la fiducia della sua gente”. E sprona anche l’amministrazione comunale nella figura e nel ruolo dell’assessore allo sport. “Ancora più incomprensibile è il silenzio dell’Amministrazione comunale. L’Assessore allo Sport ritiene davvero che tutto questo non riguardi il Comune? È possibile assistere, anno dopo anno, allo svuotamento dello stadio e al progressivo allontanamento dei tifosi senza sentire il dovere di favorire un confronto tra le parti? La Jesina non è una società qualsiasi. È un patrimonio storico, sportivo e identitario della città. Per questo motivo l’indifferenza non può essere una risposta”. Ed eccoci con lo sguardo al marzo 2027, giorno del centenario: “Il prossimo anno – ricorda il nostro tifoso – ricorrerà il centenario della Jesina Calcio. Dovrebbe essere una grande festa per tutta la città. Rischia invece di trasformarsi nell’emblema di un’occasione mancata, celebrata davanti a spalti sempre più vuoti e a una comunità sempre più distante. È arrivato il momento di rompere il silenzio. La società apra finalmente un dialogo vero con la città. L’Amministrazione eserciti il ruolo di garante dell’interesse pubblico che le compete. I tifosi meritano rispetto, ascolto e trasparenza. Perché la Jesina appartiene alla sua storia, ma soprattutto appartiene ai suoi tifosi. E senza i tifosi non esiste alcun centenario che possa essere davvero celebrato”. La conclusione lasciata ad una osservazione legata al momento, che sa più di battuta: “Il viale della Vittoria tra òe sue funzioni conduce anche allo Stadio Carotti. Lettera firmata“.
©riproduzione riservata