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Calcio

Jesina / I tifosi ‘ricordano’ al presidente Chiariotti di lasciare

L’invito è rivolto anche ad Amici. Dal  ‘Chiariotti vattene’ al ‘non sarete mai la Jesina’. Il presidente dopo le dichiarazioni a caldo del post retrocessione “o con me o la Jesina chiude” non ha più parlato seppur sollecitato

JESI, 18 maggio 24 – E’ trascorsa una settimana dalla retrocessione della Jesina in Eccellenza e niente è emerso riguardo il futuro.

Da più parti si invoca l’impegno di nuove figure che portino aiuti economici, che provino a rilevare la societàe e prendere in mano la situazione.

L’amministrazione comunale tace, sicuramnete ci si aspetta un intervento del Sindaco dopo la retrocessione, il presidente Chiariotti non lascia trapelare nulla, seppur sollecitato a chiarire in maniera chiara cosa intenda davvero fare.

Siamo rimasti insomma all’esternazione presidenziale “o con me o la Jesina chiude” di domenica sera 12 maggio nel dopo partita contro il Monturano, sconfitta che ha spinto la Jesina in Promozione.

Ieri mattina poi allo stadio Carotti, dopo che striscioni erano stati esposti anche al passaggio del Giro d’Italia a Monsano, molteplici scritte contro la società e nel mirino sempre il presidente. Una situazione che dovrebbe far scattare la scintilla ma che invece lascia presagire che forse non succederà nulla.

In tutto questo silenzio societario ed attesa, il comunicato della tifoseria riconferma le posizioni già note e l’ennesimo invito al presidente di lasciare: “Sapevamo da anniscrivono che con questa gestione saremmo arrivati a questo punto. Una società composta da incompetenti su tutti i fronti, che cambia nome alla Jesina all’insaputa di tutti. Un presidente che non sa né parlare né stare zitto e che di buono non ha mai fatto nulla. Amici, paladino del calcio pulito, è tanto altezzoso quanto arrogante, più interessato ai commenti sui social che alla gestione. Non sono stati capaci di cambiare la rotta verso la deriva. Una squadra guidata da uno sbruffone e costruita con i piedi. La jesinità che ci era stata promessa, hanno pensato di rappresentarla con pseudo-giocatori indegni di indossare la nostra maglia. Siamo stati attaccati perché erano stati da noi avvertiti che questo sarebbe stato il finale e non hanno fatto nulla per rimediare. Fare interviste e rispondere parlando del calcetto vuol dire nascondersi. Chiariotti sarà il cognome legato al punto più basso della storia del calcio a Jesi. Adesso esigiamo che vi allontaniate da ciò che non vi appartiene. Non sarete mai la Jesina. Vi dovete vergognare a vita, perché noi a vita vi odieremo!firmato eppure il vento soffia ancora…”.

(e.s.)

©riproduzione riservata

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