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Calcio / Maiolati, Federico Buffa emoziona con “Italia Mundial”

Il narratore milanese grande protagonista a Moie e Maiolati con lo spettacolo che ripercorre, tra ricordi ed emozioni infinite, l’impresa della Nazionale in Spagna nel 1982

23 marzo 2024 – Un Mondiale indimenticabile quello di Spagna 1982, scolpito nella mente di ogni appassionato di calcio e non, vivissimo ancora oggi, a più di 40 anni di distanza.

Il giornalista e narratore Federico Buffa

A ripercorrerlo in uno spettacolo teatrale, è stato il giornalista e volto noto di SKY Federico Buffa, tramite il suo lavoro “Italia Mundial”, presentato ieri sera al Teatro “Gaspare Spontini” di Maiolati Spontini, che ha visto un antipasto nell’incontro tenutosi nel tardo pomeriggio alla “Biblioteca La Fornace” di Moie insieme all’Assessore alla Cultura e Vice-Sindaco Sebastiano Mazzarini e dal Consigliere con Delega alle Politiche Giovanili Tommaso Ciampichetti.

Uno spettacolo toccante in un teatro da tutto esaurito, partendo dal contesto difficilissimo di quel periodo, in cui l’Italia usciva dagli “Anni di Piombo” e la Spagna da un tragico tentato Golpe nel 1981.

Una squadra l’Italia, guidata da un uomo, Enzo Bearzot, che aveva già in sé qualcosa di mitico nel destino, come l’aver giocato nel Torino ricostruito dopo la tragedia degli “Invincibili” e soprattutto, l’esser stato l’ultimo capitano dei granata e l’autore dell’ultimo gol al “Filadelfia”, lo stadio che li vide protagonisti, prima della sua chiusura e il passaggio al vecchio “Comunale”.

Dopo il Mondiale 1978 in Argentina, in cui l’Italia ben figurò, Bearzot costruì la squadra che portò con sé in Spagna non senza polemiche, su tutte, la scommessa di Paolo Rossi, giocatore reduce da una squalifica di 3 anni, appena tornato a giocare, solo a marzo, dopo un lunghissimo periodo di inattività. La scelta del tecnico dell’attaccante juventino, sacrificò il capocannoniere del campionato italiano Roberto Pruzzo, prendendosi un rischio altissimo, ma Bearzot, “Hombre Vertical” tutto d’un pezzo, andò avanti dritto per la sua strada.

Due gli uomini di fiducia, assoluta: il capitano Dino Zoff e Gaetano Scirea. Capitano non giocatore, Franco Causio.

Un momento dello spettacolo con la foto sullo sfondo di uno dei protagonisti del Mondiale 1982, il brasiliano Zico

Dopo un primo girone eliminatorio che l’Italia supera segnando 1 sola rete, qualificandosi a spese del Camerun a pari punti, per il maggior numero di gol realizzati, arriva un girone proibitivo a tre con Brasile ed Argentina. Con la squadra in silenzio stampa da tempo, arrivano le due vittorie contro i sudamericani che segnano la svolta nell’avventura spagnola, e l’esplosione del suo uomo simbolo: Paolo Rossi, ribattezzato dagli spagnoli “Pablito”.

Gli infortuni pesantissimi di Collovati, che porta alla scoperta di un giovanissimo Bergomi, Antognoni e Graziani quest’ultimo avvenuto nella finalissima con la Germania, non fermano gli Azzurri, che conquisteranno un Mondiale epico, scolpito nella mente di tutti quei fortunati che hanno avuto la fortuna e l’onore di viverlo.

Indimenticabile la partita a scopone sull’aereo di ritorno tra il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, altro personaggio che con la sua grandissima personalità risulterà poi autentico valore aggiunto caricando la squadra alla vigilia, Enzo Bearzot, Dino Zoff e Franco Causio, come in un momento di totale simbiosi dopo il trionfo.

Il racconto del narratore, stupendo, emozionante e commovente nel ricordo di chi, purtroppo, non c’è più come Gaetano Scirea, Paolo Rossi ed Enzo Bearzot, si conclude proprio col momento dell’incontro tra il goleador, quello che sapeva sempre un attimo prima dove sarebbe arrivata la palla, e il tecnico, quasi un padre, che ripose in lui una fiducia incondizionata, che gli svela di essere malato, ma di non preoccuparsi perché, come gli confida: «Grazie a te e agli altri, io sono stato un uomo felice».

©riproduzione riservata

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