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Calcio / Goffredo Juchich, AD L’Aquila: «La nostra Società esempio di partecipazione»

L’AD della società rossoblù ha raccontato l’esperienza di azionariato popolare e crowdfunding che ha preso il via dalle ceneri del fallimento avvenuto nel 2018

JESI, 10 giugno 2024 – Si è svolto sabato 8 giugno presso la Sala “Ex II Circoscrizone” di via San Francesco l’incontro dal titolo “Il nuovo calcio: azionariato popolare, crowdfunding e impiantistica. L’esperienza L’Aquila Calcio”, con ospite l’Amministratore Delegato dell’Aquila Goffredo Juchich.

Dopo i saluti di rito dell’Assessore allo Sport del Comune di Jesi Samuele Animali e del Vice Presidente del CONI Marche e Presidente della Consulta dello Sport Marco Porcarelli, l’AD rossoblù Goffredo Juchich, intervistato dal giornalista Michele Grilli, ha raccontato l’incredibile esperienza di rinascita del calcio aquilano dopo il fallimento del 2018.

L’iniziativa intrapresa dalla società abruzzese si presenta infatti come unica nel suo genere, con un’operazione di azionariato popolare avvenuto con la ripartenza degli abruzzesi dal torneo di 1a Categoria.

Juchich, classe 1976, già Presidente dell’Academy, il Settore Giovanile rossoblù, dal febbraio 2024 è diventato Amministratore Delegato della società, fondata nel lontano 1927. Questa forma comune di partecipazione è avvenuta lanciando una campagna di Crowdfunding, coinvolgendo tutto il tessuto economico cittadino e non solo.

Un momento dell’incontro

Queste le parole dell’AD aquilano Goffredo Juchich: «Mi sono avvicinato al calcio sin da giovanissimo, frequentando un po’ come tutti i ragazzi la nostra curva. Nel 2018, purtroppo, si è registrato il terzo fallimento della nostra storia col pubblico che si era già allontanato da tempo, e presenze allo stadio ridotte a circa 500 unità. Col fallimento, i tifosi hanno deciso di prendere in mano la situazione, stanchi di gestioni che avevano infangato il nome della città, ripartendo da una nuova società in 1a Categoria, investendo un budget di circa 90.000 € raccolto direttamente dalle piccole attività. Questa forma di azionariato popolare, con quote da poter acquistare per contribuire ognuno in base alle proprie disponibilità, ha avuto larghi consensi anche visti i risultati ottenuti sul campo, con la vittoria immediata del campionato. La squadra è riuscita a risalire pian piano la china raggiungendo prima l’Eccellenza, centrando poi la Serie D in 3 anni. Una campagna di raccolta fondi che si è allargata poi a livello nazionale, visto che sono arrivati contributi anche da parte di tifosi aquilani sparsi per l’Italia. Bisogna partire comunque dal presupposto che fare calcio è difficilissimo, noi cerchiamo di farlo in modo virtuoso».

La mia esperienza nell’Aquila Calcio 1927, continua Juchich, «È stata trasversale, ricoprendo un po’ tutti i ruoli. Ho iniziato da Team Manager in occasione della nostra ripartenza in 1a Categoria, sino a diventare Presidente dell’Academy, il Settore Giovanile rossoblù, ramo strategico di ogni società. Infine, sono stato eletto Amministratore Unico. Siamo orgogliosi di quanto fatto, ridando credibilità alla società, riportando entusiasmo e soprattutto tante famiglie allo stadio, che registra domenicalmente migliaia di unità. Nella stagione appena conclusa le nostre presenze sono state seconde solo a quelle della Sambenedettese, con la squadra che ha centrato un incredibile secondo posto dietro al Campobasso, primo classificato, battuto per giunta sia in casa che in Molise. La squadra purtroppo, ha perso alcuni punti per strada in gare che ritenevamo più abbordabili. L’obiettivo per la prossima stagione è quello di vincere. Il sogno sarebbe quello di portare l’Aquila in Serie B in occasione del centenario».

Una veduta della tribuna dello Stadio “Gran Sasso d’Italia-Piero Acconcia” (foto profilo FB ufficiale “L’Aquila Calcio 1927”)

Un progetto che ha ridato centralità alla figura del tifoso, a differenza di ogni altra realtà dove l’appassionato è semplice contorno partecipando passivamente con l’acquisto del biglietto o l’abbonamento annuale.

La gestione e il controllo, conclude Juchich «Sono demandati all’APS, “Associazione di Promozione Sociale”, che vigila affinché le somme raccolte siano gestite in modo corretto e trasparente. Effettuiamo inoltre un controllo settimanale del nostro bilancio, niente deve essere lasciato al caso. Anche una semplice bolletta della luce, che in uno stadio come il nostro può aggirarsi a svariate migliaia di euro, deve essere tenuta sotto controllo. Stadio “Gran Sasso D’Italia-Italo Acconcia” che sarà a breve ampliato con una nuova curva, pronta ad ospitare al suo interno anche un teatro, per cercare di rendere la struttura fruibile per più giorni alla settimana e non solo in occasione delle partite domenicali».

Lo stemma dell’Aquila Calcio 1927 (foto profilo FB ufficiale “L’Aquila Calcio 1927”)

Un’esperienza dunque unica, interessantissima, anche se qualche tentativo a livello inferiore lo si è già visto in Italia, senza grande successo, da cui potrebbero prendere spunto tante altre società, magari proprio nel nostro territorio, quest’anno più che mai in crisi di identità calcistica, con retrocessioni e figuracce forse mai viste nella storia del calcio marchigiano.

©riproduzione riservata

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