Connect with us

Basket

Basket B interregionale / Pallacanestro Jesi, una serata che è stata molto più di una partita

La Mens Sana Siena passa al PalaTriccoli (55-67) e chiude la serie playoff, ma la PJ saluta la propria stagione tra applausi, orgoglio e la consapevolezza di aver riportato entusiasmo, identità e appartenenza attorno al basket cittadino

Jesi, 7 maggio 2026 – Il tabellone finale dice 57-66 Mens Sana Siena. Dice che i playoff della Pallacanestro Jesi finiscono qui, contro una delle società più prestigiose della storia del basket italiano. Ma sarebbe riduttivo fermarsi al risultato. Sarebbe quasi ingiusto.

Perché ieri sera, al PalaTriccoli, è successo qualcosa che va oltre una partita persa.

Jesi ha ritrovato sé stessa.

Lo si capiva entrando nel palazzetto, pieno come non accadeva da anni. Lo si sentiva nel rumore continuo delle tribune, nella presenza di oltre cento tifosi toscani, nelle “curve” che hanno trasformato gara 2 in una serata di sport vera, intensa, viva. Lo si respirava e percepiva anche senza guardare il campo, senza tifare necessariamente una delle due squadre. Per quaranta minuti non è sembrata soltanto una partita playoff di B Interregionale: è sembrato basket nel senso più puro del termine. Passione, appartenenza, orgoglio.

E dentro tutto questo, la Pallacanestro Jesi ha giocato una gara enorme.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Non perfetta, non abbastanza per vincere, ma enorme. Perché questa squadra, decimata dagli infortuni e costruita attorno a un gruppo giovane e inesperto, ha trovato ancora una volta il modo di andare oltre i propri limiti. Dopo il crollo di gara 1 sarebbe stato facile sciogliersi, lasciare spazio alla differenza tecnica, atletica e di esperienza tra le due squadre. Invece Jesi ha risposto col carattere. Ha combattuto su ogni pallone, ha retto l’urto fisico e mentale della Mens Sana e per lunghi tratti ha dato la sensazione concreta di poter trascinare la serie a gara 3.

Siena ha meritato il passaggio del turno, perché è squadra profonda, forte e costruita per arrivare lontano. Al tempo stesso Jesi ha meritato gli applausi finali. Tutti.

Perché questa stagione non racconta soltanto un piazzamento playoff. Racconta la nascita di un’identità. Racconta un progetto partito appena due anni fa, dalla DR1, senza certezze e con tante difficoltà da affrontare: infortuni pesanti, orari complicati, problemi logistici, scetticismo esterno. Eppure, pezzo dopo pezzo, questo gruppo è riuscito a costruire qualcosa che in città mancava da tempo: credibilità.

La Pallacanestro Jesi oggi non è più una sorpresa simpatica o un progetto interessante sulla carta.

È una realtà vera, seria, riconoscibile. Una società che ha riportato entusiasmo attorno al basket jesino, che ha riavvicinato con naturalezza persone al palazzetto e che ha creato un senso di appartenenza autentico attorno a una squadra giovane, affamata e mai banale.

Il merito è condiviso: di una dirigenza che ha saputo avere visione e pazienza, di uno staff tecnico guidato da Domenico Sorgentone — figura centrale dentro e fuori dal campo — e di ragazzi che non hanno mai cercato alibi, nemmeno quando il destino sembrava accanirsi contro di loro.

Alla fine Siena ha vinto la partita. Ma la sensazione, uscendo dal PalaTriccoli, era un’altra. Che ieri sera Jesi abbia perso il punteggio e vinto tutto il resto.

 

Pallacanestro Jesi: Giulietti 5, Ogiemwonyi 11, Castellino ne, Grifoni 2, Scarpone 8, Bagdonavicius 8, Rossini, Loccioni ne, Bosso 2, Mazzantini 19, Stazi 2. All. Sorgentone

Mens Sana Siena: Belli 2, Pannini 7, Calviani 3, Cerchiaro 7, Yarbanga 11, Pucci 9, Buffo 11, Bartolozzi 7, Cesaretti ne, Nepi 7, Prosek 2, Jokic ne. All. Vecchi

Parziali: 21-15, 16-20, 11-18, 9-13
Progressivi: 21-15, 37-35, 48-53, 57-66
Uscito per 5 falli: nessuno

Matteo Sebastianelli

©riproduzione riservata

image_pdfimage_print

Advertisement
Advertisement

More in Basket

Segnala a Zazoom - Blog Directory