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Calcio

JESINA CALCIO / Graziano Tittarelli: «Il mio sostegno è a Cossu no alla società»

Roberto Possanzini e Graziano Tittarelli nel calcio sono una pedina sola. Se le intenzioni non sono credibili e paritarie resteranno a Moie

JESI, 27 aprile 2020 – L’intervista dei giorni corsi a Roberto Possanzini presidente del Moie e le due lettere inviate dalla Jesina calcio ai genitori del settore giovanile e ai tecnici e dirigenti dello stesso ha scatenato un  mare di considerazioni.

Come pure la reazione di alcuni genitori, dirigenti e tecnici.

In molti si sono rivolti a noi per chiarimenti: che ne sarà delle quote pagate per intero se a nuova stagione i genitori decideranno di portare i loro figli altrove? come verranno saldate le spettanze ai tecnici? La risposta è stata ovvia e quella di rivolgersi alla proprietà nelle figure di Mosconi e Chiariotti.

Altri si sono rivolti a Graziano Tittarelli. Nel gennaio scorso Tittarelli insieme a Pietro Panettieri e Marco Pigliapoco  era entrato in un pool di lavoro affiancando Cossu per avviare un progetto che a fine maggio avrebbe partorito i suoi risultati.

Poi il Coronavirus che non ha bloccato i lavori ma sicuramente non li ha accelerati.

Tittarelli vuol chiarire la sua posizione? 

“Ho accettato l’invito di Alessandro Cossu senza alcun rimborso spese per dare la mia esperienza ad avviare un progetto ma non sono entrato nella società Jesina né come Graziano Tittarelli né come Astralmusic. Darò una mano a Cossu fino al 1 giugno, è un amico e lo stimo. Spero che riesca nell’intento. Sono legato al Moie Vallesina e non uscirò da lì per andare alla Jesina calcio”.

Tittarelli Graziano

Tittarelli e Astralmusic crede nel progetto Moie Vallesina?

“Sono dirigente e sponsor della società del presidente Roberto Possanzini e non ho alcuna intenzione di abbandonare. Il nome della mia azienda sulle maglie della squadra Juniores della Jesina è stato un accordo estemporaneo fine a se stesso. Di conseguenza se genitori e tecnici del settore giovanile del club leoncello hanno delle richieste da fare o dei dubbi da soddisfare devono rivolgere alla proprietà Jesina”.

Allargare una collaborazione a tutti i settori giovanili della Vallesina potrebbe essere la mossa vincente per ripartire dopo la crisi?

“Sono d’accordo ma con un progetto serio. Estendere le collaborazioni con strutture idonee e adeguate sarebbe la strada da percorrere ed il Moie Vallesina aprirà le porte a questa possibilità collaborando. Roberto Possanzini e Graziano Tittarelli nel calcio sono una pedina sola. Valuteremo le possibilità ma se le intenzioni non sono credibili e paritarie resteremo a Moie. Non abbiamo alcuna intenzione di entrare in questa Jesina calcio”.

Gli sforzi di Cossu resteranno sulla carta?

“Spero di no! Tittarelli però non vuol essere abbinato alla società della Jesina calcio. Bisognerà ripartire da zero, se c’è continuità non va bene. Mi sono impegnato fino al 1 giugno e poi proseguirò a Moie”

Sembra tuttavia che Aurora calcio e Junior Jesina abbiano dato l’ok ad una collaborazione?

“Le risposte sono state date alla persona di Cossu non alla Jesina. Ripeto: la gente, come tesserati e genitori, si aspetta qualcosa da me o da Astralmusic ma ora non è così. Per le problematiche in corso bisogna rivolgersi alla proprietà Jesina e a nessun altro.

Se il progetto Cossu diventerà vincente poi si chiamerà Jesina?

“Lo verificheremo e spero di si ma in questo momento non ne vedo le basi”.

Mosconi e Chiariotti che faranno secondo Tittarelli?

“Rimarranno al loro posto! Negli anni precedenti la Jesina ci aveva contattato come Moie. La collaborazione chiesta a noi era quella di dover portare un pacchetto economico e finiva lì. Non va bene! Ora come Jesina, ed anche Possanzini è d’accordo su questo, non vediamo niente di nuovo. Di conseguenza resteremo a Moie.  Il Moie resterà Moie e la Jesina rimane Jesina. Quando dico Jesina non dico Cossu. Cossu fa parte di un progetto che non è Jesina, potrebbe diventarlo ma ancora non lo è”.

Un periodo difficile per il calcio in generale?

“In questo periodo il calcio passa in seconda posizione: prima l’azienda poi il resto. Prima vanno aiutate le persone e le famiglie”.

Che fine farà il calcio?

“Molte società andranno in difficoltà e non si sa come si ripartirà e quando. C’è molta paura. Anche io ho tre figli che vanno a scuola calcio e mi interrogo se sarà tutto a norma, ampi spogliatoi, spazi larghi. Poi le sponsorizzazioni. Molti degli aiuti verranno a mancare. Ci sarà un ridimensionamento che era necessario: troppo professionismo nei dilettanti. A Moie siamo in riga: società sana e strutture a disposizione idonee. Anche i settori giovanili subiranno un calo, molte società scompariranno e per questo che ci vuole un nuovo progetto una nuova visione d’insieme per ripartire. Cossu ed anche Possanzini hanno visto lontano ma mi sembra che non tutti la vedono alla stessa maniera ”.

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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