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Calcio

JESI / Lo sport che unisce, foto e idee per resistere (parte sedicesima)

La storia del calcio leoncello allo stadio comunale e dietro la scrivania: Collesi, Scortechini, Bolletta, Passabrodo, Moschè

JESI, 10 aprile 2020 – In questo periodo abbiamo raccontato i personaggi sportivi del nostro territorio e  pensiamo di aver colto nel segno. Lo scopo è stato raggiunto anche se, ovviamente, e di certo, i protagonisti non li abbiamo menzionati tutti sia per dimenticanza che per mancanza di materiale, leggasi foto, da pubblicare.

Oggi vogliamo proporne alcuni personaggi legati al calcio leoncello. La maggior parte di loro non sono stati atleti ma appartenuti al mondo del calcio o come addetti ai lavori o dietro la scrivania: Aroldo Collesi, Gigetto Scortechini, Otello Bolletta, Alberto Girolimini detto Passabrodo, Elio Casali detto Moschè.

Molti calciatori, dirigenti, allenatori, tifosi della seconda metà del secolo scorso, che a qualsiasi titolo hanno frequentato lo stadio comunale, sicuramente se li ricorderanno.

Gigetto Scortichini

Gigetto Scortechini, dipendente comunale, è stato il custode del campo sportivo per tantissimi anni. A volte, raccontano i bene informati e chi ha avuto a che fare con lui, sembrava che volesse più bene al campo ed alla struttura che controllava che a tutto il resto. Era insomma la sua casa. La sua mansione gli consentiva di stare insieme agli allenatori e calciatori ma teneva molto all’ordine e, soprattutto,  alla salvaguardia del manto verde del terreno di gioco.

 

Alberto Girolimini detto Passabrodo: massaggiatore per una vita alla Jesina, e non solo. Aveva la cosi detta spugna magica ed ogni volta che interveniva in campo per qualsiasi infortunio lui era in grado di rimettere tutti a posto e subito in piedi per ritornare a correre e calciare.

La formazione della Jesina con Passabrodo (con i pantaloni alla zuava) nel 1945-46: Fantini, Brecciaroli Libero, Memè, Leoni, Santarelli, Massani, Pesaresi, Cucciarini, Girolimini, Olivieri, Brecciaroli Augusto, Coltorti, Della Bella. Allenatore di questa squadra Aldo Longhi

Di Passabrodo riportiamo un aneddoto postato da Daniele Pirani sul suo profilo facebook quando Girolimini svolgeva le funzioni di massaggiatore alla Spes Jesi. “Un sabato pomeriggio agli inizi degli anni ’90 la Spes giocava in casa al campo sportivo Cardinaletti. La stessa giornata Eros Ramazzotti, la sera, si sarebbe esibito in concerto al Palazzetto dello Sport adiacente. Capita che durante le prove del pomeriggio, il cantante cada e si faccia male. Gli organizzatori, non sapendo più che pesci prendere, vedendo che al campo sportivo c’era una partita, chiesero se fosse stato disponibile un massaggiatore per rimettere in piedi Eros Ramazzotti. Presto fatto la scelta era una: toccava a Passabrodo. Quando gli dissero se poteva andare a fare un massaggio a Ramazzotti, lui rispose: ”Ramazzotto quello che abita giù pel vallado?”. Andò comunque al Palazzetto da Eros che dopo il trattamento ricevuto lo ringraziò infinitamente perché si sentiva molto meglio tant’è che chiedette al massaggiatore se cortesemente la sera, prima della esibizione, attorno alle 20, potesse ritornare per un altro trattamento. La risposta di Passabrobo ad Eros fu epica: ”ninì, io alle 20 ho già cenado e so dendro el letto sotto le coperte”.

Che Passabrodo era un personaggio lo si deduce anche dal fatto che Lello Longhi, scrittore in lingua e in vernacolo, tra i maggiori poeti dialettali jesini, gli ha riservato il seguente sonetto dal titolo La spugna miracolosa: “Domenniga passada, insieme a Otello, so’ gido a la partida de pallo’. e me cià preso ‘n tifo, ‘na passio’…ce credi?… perch’è ‘n giogo tanto bello. ma a ‘n certo punto so’ gido a cappello che l’arbidro, vendudo bicicchio’ e credo che sia ‘ncora ‘n cornacchio’, ce combino’ na spèce de tranello. Non ha voludo dacce ‘no rigore e c’era sa’, che ‘n zenghero terzino ha dato ‘na falciada a ‘no jesino che pòro ca’ per pogo non ce mòre. Fortuna Passabrodo…l’ha toccado ‘n momento co’ ‘na spugna e l’ha salvado!”

Un altro personaggio noto in quel periodo di Passabrodo e Scortichini alla Jesina e allo stadio comunale fu Casali Elio detto Moschè. Il suo compito era particolare. La domenica mattina, quando la Jesina giocava in casa, era l’addetto alle righe del campo. Moschè si presentava di buon ora, preparava tutto l’indispensabile, attrezzi, calcina, spago, martello e alle 11 circa si metteva all’opera tracciando con manualità, in verticale e orizzontale, comprese le aree di rigore e il cerchio di centrocampo, le linee del rettangolo di gara: un artista. Poi metteva pure le quattro bandierine a delimitare la zona del calcio d’angolo e sistemava a dovere e con puntiglio le reti delle porte controllando che non vi era alcun buco dove poteva occasionalmente passare la palla finita in rete dando l’impressione di essere terminata fuori.

Aroldo Collesi: Calciatore nel ruolo di portiere, allenatore, direttore sportivo. Ha iniziato la sua carriera come portiere nel settore giovanile della Roma. Ha esordito in serie C con l’Aviosicula Palermo ed in serie B con l’Ancona nel campionato 1942-43 giocando 11 gare.

Nel dopoguerra è sempre in maglia dorica e gioca due campionati con 54 gettoni di presenza. Poi al Pescara ed infine in serie D all’Aquila. Da allenatore ha esordito in Umbria nello Spoleto (IV serie) per poi sedersi sulle panchine di Avezzano e Fermana. In serie C ha allenato il Barletta, Ascoli, Chieti, Montevarchi, Avellino, Ancona, l’Aquila. Infine a Jesi nel 1973 con in rosa: Venturini, Recchi, Rossetti, Pasetto, Baroni, Pellegrini, Martinello, Salpini, Zardo, Giannini, Cassinari, Tamellin, Mosca. Ancora un paio di campionati in campo e poi dietro la scrivania per un lunghissimo periodo come direttore sportivo. Collesi è stato insieme a Fulvio Bernardini, Luigi Del Grosso, Nereo Rocco il fondatore dell’ Associazione Italiana Allenatori di Calcio (AIAC) e membro del consiglio direttivo stesso.

Otello Bolletta: Il segretario per antonomasia. Appassionato di calcio e della Jesina da metà anni ’70 fino al 1990 ha svolto il ruolo, non facile e fondamentale per un club calcistico, di segretario tra serie D, C e dilettanti.

Il personale in servizio allo stadio comunale di Jesi durante la segreteria di Bolletta

Bolletta ha diretto la segreteria del club leoncello negli anni d’oro con Leopoldo Latini presidente e poi a seguire con il commissario Nello Giacani, ed i presidenti Mengarelli, Armando Latini, Bartera, Gianni Cerioni: prima alla ‘casa bianca’, poi nella sede di via Chiappetti e in via Mazzini. Nel suo periodo gli allenatori che si sono avvicendati sulla panchina della Jesina sono stati Collesi, Fiorindi, Cantone, Zara, Piccioni, Di Giacomo, Luzii, Vannini, Corelli.

(e.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

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