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Calcio

ECCELLENZA / Protocollo sanitario, impossibile allenarsi: gli impianti non sono a norma

Al Carotti di Jesi spogliatoi chiusi a chiave. I giocatori dovranno presentarsi già in divisa e poi ritornare a casa per la doccia. Sarà così praticamente dappertutto  

VALLESINA, 14 agosto 2020 –  Tutti aspettavano questo momento per riprendere ogni attività dopo circa sei mesi di stop.

Le società di Eccellenza, dopo che il Comitato Regionale Marche ha stabilito l’inizio della Coppa Italia per il 20 settembre e il campionato per il 27 settembre, hanno deciso la data della ripresa degli allenamenti per molti fissata per il 17 agosto prossimo.

Forse lo dovranno fare anche i club della Promozione se, come sembra, verrà cambiato il format e stilati due gironi da 18 squadre.

Subito le prime difficoltà con molti impianti, inadeguati, che apriranno solo il cancello del rettangolo verde di gioco tenendo ancora ben chiusi gli spogliatoi.

Strutture dunque a mezzo servizio perché non in regola con quanto prevede le normative del Covid con i giocatori che dovranno presentarsi al campo già in divisa da allenamento e poi ritornare a casa per fare la doccia.

Alla Jesina, ci hanno detto, al momento queste disposizioni sono ferree e vengono fatte giustamente rispettare. Sarà così anche in altre parti? Sicuramente si perchè nessuno vuol e deve rischiare.

Oltre a narrare un protocollo che impone alle società stesse di far rispettare tutti quegli accorgimenti che va ad esempio dalla misurazione della temperatura, alla compilazione delle autocertificazioni giornaliere da parte di staff, giocatori, addetti ai lavori per dichiarare il proprio stato di salute.

Insomma ripartire sembra un’impresa per tutti.

Nelle ultime ore è uscita una ordinanza della Regione Marche per gli eventi sportivi dal 17 agosto in poi dove si prevede la partecipazione del pubblico fino ad un massimo di 1000 unità.

Si specifica che questo è consentito solo in quegli impianti dove sia possibile assicurare la prenotazione e assegnazione preventiva del posto a sedere nel rispetto del distanziamento interpersonale.

Strutture così, pronte alla situazione, e all’esigenza, se ne contano pochissime.

Cosa accadrà? Con il passare dei giorni molte condizioni si sistemeranno ma è pur vero che, considerato che molti impianti sono vetusti, questo potrebbero mettere in difficoltà diversi club e la stessa organizzazione dei campionati.

Ecco che dovrebbe intervenire, con una comunicazione più efficace e continuativa, oltre ad una presenza qualificata e di supporto, lo stesso Comitato Regionale della Figc in questo momento, invece, completamente…in vacanza.

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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