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Calcio

Calcio femminile C / Jesina, Katia Cantori una veterana: 20 candeline con la maglia leoncella

Portiere classe 1983 non ha intenzione di smettere anche se al momento è ferma per un infortunio. Rientrerà a fine ottobre ma vede bene il nuovo corso targato mister Casaccia

JESI, 30 agosto 2023 – Per Katia Cantori, osimana, classe 1983 portiere sarà per la ventesima stagione consecutiva con la maglia della Jesina femminile.

 

Insomma una veterana che in questo momento è ai box perchè deve smaltire un infortunio al ginocchio. La sua convinzione è che per file ottobre sarà di nuovo pronta ed a disposizione per contribuire dal di dentro alle fortune del calcio jesino. La ragazza riesce ancora a conciliare lavoro e sport trasferendosi quasi quotidianamente da Osimo a Jesi per potersi allenare. Insomma tanta passione e sacrifici.

Katia Cantori da quanto indossa questa maglia della Jesina?

“Ho frequentato diversi sport, anche la pallacanestro, poi mi sono appassionata al calcio grazie a delle amiche, ed ho iniziato a scendere in campo quasi subito con la maglia numero uno. Nel 2004 sono venuta a Jesi, allenatore Renzi, e poi tutto d’un fiato fino ad oggi toccando anche la serie A”.

Un pezzo di storia di questa società?

“Sicuramente si dove ho visto passare anche tante compagne di squadra giovani che sono riuscite a fare il grande salto e che tuttora sono protagoniste nella massima serie nazionale con club di prestigio. Mi riferisco alla Polli, Bellucci, Monterubbiano, Ciccioli, Guidi e buon ultima Catena trasferitasi da poco alla Roma. L’anno della promozione in serie A. ma anche in quel campionato seppur siamo subito retrocesse, difficilmente li dimenticherò”.  

Che stagione di aspetti?

“A dir la verità per me ancora gli allenamenti non sono iniziati perchè reduce da un infortunio e spero di rientrare in gruppo il prima possibile”.

Nuovo allenatore, nuove compagne di squadra?

“Sono arrivate tante giovani a rafforzare il gruppo tanto che l’età media mi sembra addirittura diminuita rispetto allo scorso anno. Anche mister Casaccia ha fatto il suo esordio con noi e la squadra ha iniziato a lavorare con impegno e tanta volontà. Vedo positivo e vedo entusiasmo: quello che serve”.

Che squadra è stata allestita?

“Mi sembra un gruppo già coeso che sta facendo di tutto per conoscersi il prima possibile come cercherà senza perdere tempo di affinare i meccanismi e mettere in pratica le idee del nuovo allenatore. Penso che si possa far bene, le premesse mandano questi segnali”.

Tradotto in termini pratici che vuol dire far bene?

“Le altre squadre si sono tutte rafforzate e magari, ad esempio, il Merano cercherà di tagliare quel traguardo della serie B rincorso senza successo nell’ultima stagione come altri club blasonati proveranno a spingere subito sull’acceleratore per dire la loro. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere la salvezza il prima possibile, cercando di divertirci e stare sempre a ridosso delle prime posizioni di classifica. Poi quello che verrà lo accoglieremo con grande soddisfazione. Tuttavia sono convinta che faremo bene e ci ripeteremo. Nel passato ce la siamo giocata sempre e comunque contro tutti rischiando poco per ciò che riguarda la bassa classifica”.

 A che punto è il livello del calcio femminile in Italia?

“I campionati sono sempre più difficili perchè tutti provano a migliorarsi anche se a livello nazionale per raggiungere un buon livello c’è ancora tanto da lavorare. Siamo indietro alle altre nazioni. Questo poi si ripercuorte anche sulla squadra nazionale come abbiamo visto ai recenti mondiali con l’immediata eliminazione”.

Quanto pesano le strutture sulla crescita del movimento? Andando in giro per l’Italia come sono gli impianti di gioco? Come sono organizzati gli altri club?

“Al nord le strutture sono valide, c’è più organizzazione, c’è sia qualità che quantità e credo che gli investimenti siano molto maggiori rispetto a noi. Da noi c’è carenza. Come Jesina possiamo usufruire di un campo d’allenamento di proprietà, questo è già tanto, e poi la gara domenicale la disputiamo su un impianto al di sopra della media. La mia società è brava a trovare risorse per poter gestire il tutto perchè non penso che usufruisca di aiuti da parte delle amministrazioni o enti pubblici”.

Ritornando al campo nel ruolo di portiere, in generale bello ma difficile, nella Jesina oltre a te, alla Generali, alla Piersantelli che viene dal settore giovanile, anche la new entry Zangari?
“Certo la maglia numero uno comporta responsabilità e proprio per questo è un ruolo bello che mi piace anche se difficile. Si oltre a me la Generali e Giulia Piersantelli che viene dalla Primavera ad arricchire il ruolo da portiere anche la Zangari che lo scorso anno giocava a Pontedera. La ritengo brava e valida”.  

Le scarpe appese al chiodo dalla capitana di sempre Picchio come l’hai vissuta?

“Quando sono arrivata a Jesi lei già giocava. Abbiamo condivido un lungo percorso bello, intenso, ricco di soddisfazioni. Una perdita non solo come calciatrice ma anche come compagna di squadra difficile da sostituire. Al tempo stesso saluto con piacere la nuova capitano Crocioni la quale sa il fatto suo e sarà di grande aiuto a tutta la squadra”.

©riproduzione riservata

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