Il giocatore che segnò alla Vigor il gol decisivo nello spareggio contro la Mestrina del 1982, presenta con Marco Severini il libro sulla sua carriera
SENIGALLIA, 20 Luglio 2021 – “Sono stato più volte nelle Marche, in particolare a Macerata dove ho fatto il Car e nel pesarese, ma mai a Senigallia, proprio a causa del quel gol segnato nello spareggio”.

Enrico Zanotto
Risponde così Enrico Zanotto alla domanda se fino ad oggi sia mai venuto nelle Marche.
Il calciatore che fece piangere una città intera, segnando il 6 giugno 1982 a 3’ dalla fine il gol della vittoria della sua Mestrina contro la Vigor nello spareggio di Modena per la C1, si materializzerà sulla Spiaggia di Velluto per la prima volta domani, mercoledì 21 luglio, alle ore 21.30 all’auditorium San Rocco, per presentare il libro dedicato alla sua carriera da calciatore e alle sue scelte.
Il titolo, “Un calcio alla notorietà”, è più che mai adatto e spiega anche il personaggio (o forse sarebbe più corretto dire, anti-personaggio): Zanotto, per Senigallia e i tifosi vigorini, almeno 4.000 quel 6 giugno 1982, da 39 anni ha rappresentato un incubo sportivo di cui si conosceva poco prima e si è saputo ancor meno dopo.

Enrico Zanotto
Entrato nella ripresa in campo, quello del Braglia fu infatti il suo unico gol in campionato e dopo quel giorno di lui si persero pressoché completamente le tracce.
Almeno fino a qualche settimana fa, quando lo storico senigalliese, Marco Severini, presidente dell’Associazione di Storia Contemporanea, coautore del libro, lo ha rintracciato ed invitato in città.
Dal volume emerge la figura di un calciatore atipico, che nel momento in cui regala il sogno di una vita alla sua squadra, la Mestrina, prova “una emozione fortissima”, ma non sfrutta la popolarità, anzi: “mi ha sempre frenato il mio carattere – sottolinea – sono sempre stato restio a parlare di me e molto riservato. Ho concesso pochissime interviste”.
In realtà Zanotto per anni ha continuato a giocare nei campionati dilettantistici del suo Veneto, dove vive ancora oggi lavorando come insegnante di educazione fisica. Senza rinunciare, tra l’altro, ormai sessantenne, a una partitella infrasettimanale tra amici.
L’incontro di domani per i tifosi vigorini sarà un viaggio nella memoria a quella calda domenica del 1982, oggi ricordata più con nostalgia che con amarezza, ma pure la scoperta di un uomo e un calciatore fuori dagli schemi, eroe per un giorno poi finito, volontariamente, nel dimenticatoio.
Andrea Pongetti
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