Il 5 marzo di 120 anni fa, in un magazzino del teatro Delle Muse, nasceva la squadra di calcio con la tipica maglia rossa. Da lì in poi, una scalata (e pure discese) dietro l’altra. Una squadra che ha vissuto di tutto. Dalle promozione in B, in A passando per la Coppa Italia fino all’inferno dei fallimenti. Tanti nomi illustri dal compianto Gigi Simoni a Maurizio Ganz, Pandev, Hubner, cobra Tovalieri, Condor Agostini e tanti altri passando per l’indimenticabile formazione del ‘92 della prima Serie A. Tanti ricordi costellati da cocenti delusioni. Ora, la rinascita in D con ancora in prima fila tre bandiere del 92: Gadda, Bruniera e l’allora mister Guerini

ANCONA, 5 marzo 1905. Una data marchiata a fuoco per tutti gli appassionati e tifosi dei colori biancorossi della prima squadra del capoluogo.
120 anni di calcio anconetano che ha visto veramente calcare qualsiasi palcoscenico, dalla Serie A alle prime categorie.
Una storia antica che nasce in un magazzino del teatro delle Muse da un’idea di Pietro Recchi, che in un viaggio a Liverpool assistette ad una partita di calcio e volle portare quella realtà anche nella dorica, inserendo la prima divisa interamente rossa. Da lì, un grande e intrinseco percorso come le montagne russe.
39 volte in Serie C, 21 Serie B, due partecipazioni al Campionato di Serie A.
Nel proprio palmares a livello nazionale, anche la conquista di una Coppa Italia Dilettanti, una Coppa Italia Centrale e soprattutto, la storica finale di Coppa Italia targata 1993-94.
Diversi i traguardi raggiunti ma anche l’onta di quattro fallimenti nella sua storia più recente: il primo nel 2004 dopo la retrocessione dalla massima serie e ripresa in mano dalla famiglia Schiavoni. La seconda nella stagione 2010-11 con la mancata iscrizione in B per inadempienze finanziarie e riavviata dopo un tentativo andato a vuoto, nel 2010 grazie all’intervento del sindaco e della società Piano San Lazzaro militante in eccellenza. Arriviamo al 2017 con la fallimentare gestione di Sosteniamola e la ripartenza dalla Prima Categoria con la denominazione Unione Sportiva Anconitana Associazione Sportiva Dilettantistica con a capo Stefano Marconi.
Infine il ritorno in Lega Pro nella stagione 2021-22 con la cessione di Marconi a Mauro Canil del Matelica , doppia denominazione per un anno per poi tornare solo Ancona. Il 14 aprile 2022 l’imprenditore di origine veneta cede il 95% delle quote societarie a Tony Tiong e dopo due stagioni in C, arriviamo al triste, quanto surreale epilogo del 4 giugno 2024 con l’inaspettata esclusione dalla C dovuta al mancato pagamento delle ultime mensilità nell’ultimo giorno utile, condannando di fatto l’Ancona al quarto fallimento.
Il resto è storia attuale: il sindaco Daniele Silvetti si prodiga in prima persona, attraverso un bando pubblico a ridare vita alla prima squadra e a rispondere è ancora Stefano Marconi, con l’iscrizione in sovrannumero nella quarta serie attraverso l’art. 52 delle NOIF.
Attualmente in quinta posizione del girone F di Serie D, L’SSC Ancona guidata in panchina dallo storico capitano della prima serie A Massimo Gadda e dal mister di quella storica annata Vincenzo Guerini, ora Direttore dell’area tecnica e Presidente Onorario, tentano una faticosa e dignitosa risalita, in un giorno si augura neanche troppo lontano, verso il calcio che conta.
Per ridare dignità e valore a 120 anni di storia, che oltre a tante sofferenze, vanta anche delle soddisfazioni seppur lontane.
Negli anni 80 l’Ancona, dopo vari tornei altalenati tra C1 e C2, il 5 giugno 1988 centra dopo 37 anni il ritorno in B con Giancarlo Cadè.
La gioia più grande: 7 giugno 1992. Pareggiando 1-1 a Bologna, 12mila tifosi al seguito. La rete di Franco Ermini al 48’ consegnò ai dorici la prima storica promozione in Serie A, seppur solo per una stagione, e una finale di Coppa Italia.
Dopo la retrocessione negli anni successivi in C, nel 1999-00 al termine di un’altra stoica partita contro gli eterni rivali ascolani l’11 giugno 2000.
Allo stadio Curi di Perugia, la finale playoff vede uno 0-0 al termine dei tempi regolari. Ai supplementari, al 118’ appena due minuti prima del fischio finale, un giovane attaccante anconetano Mirko Ventura castiga in extremis i cugini bianconeri facendo letteralmente esplodere lo stadio.
Infine, ultima vera gioia nel 2002-03 con mister Luigi “Gigi” Simoni, la seconda e ultima promozione in A.
E anche se la stagione successiva fu ampiamente negativa, diversi i nomi di rilievo in quella formazione come Dario Hubner, un indimenticabile Maurizio Ganz e Goran Pandev tanto per citarne alcuni.
In anni recenti come non citare nella lista dei marcatori, Salvatore Mastronunzio detto la Vipera. Il bomber nativo di Empoli, approdò nella dorica nell’estate 2007 contribuendo al ritorno in B con 15 reti in campionato e 3 nei playoff. La stagione successiva, la consacrazione capocannoniere e leader della squadra con i suoi 17 gol e 2 reti nei play out contro Rimini. Suo il centro che ha permesso all’Ancona di salvarsi e rimanere in B.
Nel 2009, 20 gol in 40 partite piazzandosi secondo goleador fra Serie A e B. È in assoluto a d’oggi, il miglior marcatore dell’Ancona con 109 reti totali.
Insomma, una storia bella e travagliata che merita di essere raccontata. 120 anni di passione biancorossa. Buon compleanno cavalier armato.
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