Ex compagni di squadra e la curva, tornata a cantare, hanno salutato l’ex attaccante leoncello per l’ultima volta al “Carotti”. Trudo: «Mai avrei pensato ad una storia bella così»

JESI – 24 agosto 2026 – Erano in tanti al “Carotti”, ex compagni di squadra e tifosi che non sono voluti mancare alla partita celebrativa per l’addio di Kevin Trudo alla maglia della Jesina.

Kevin Trudo saluta i suoi tifosi
Un addio doloroso, giunto dopo ben 9 stagioni di onoratissima militanza con la Jesina Calcio, circa 200 presenze condite da oltre 50 reti, per un giocatore che è diventato, anno dopo anno, vera e propria bandiera leoncella.

Il saluto della curva
Tantissimi gli ex compagni di squadra presenti, quelli di ieri e quelli di oggi, ex tecnici, tra cui Davide Ciampelli e Gianluca Fenucci, l’ex presidente Marco Polita, che hanno voluto esserci per tributare un omaggio a Kevin Trudo.

Le due formazioni scese in campo
La partita è andata ovviamente In secondo piano, ma gli abbracci, le pacche sulla spalla, i ricordi ed i valori trasmessi, riconosciuti unanimemente ad un giocatore che è entrato già nella storia della Jesina, rimarranno indelebili.
Queste le parole dell’ex tecnico leoncello Davide Ciampelli: «Tornando qua a Jesi oggi, attraversando la città, ho riprovato le stesse emozioni di quando sono andato via, e il rammarico anche di non aver potuto continuare un percorso bellissimo. Quella squadra lì, guardandola a posteriori, rappresentava la città. Fu la mia prima esperienza in una prima squadra. Sono legato a questa città da ricordi professionali e personali indelebili. Trudo è stato un calciatore ed un uomo speciale, è stato per me un punto di riferimento in campo, come credo di esserlo stato io per lui. Eravamo quasi coetanei, e il rapporto che si è creato con lui e le nostre famiglie rimarrà, indipendentemente dal calcio, ed era giusto oggi per me essere qua. Jesi è una piazza speciale che vive di calcio, ha questo sport nel suo DNA. Seguo sempre la Jesina, e posso solo augurare il meglio a questi tifosi e a questa squadra».
Queste invece le parole di Kevin Trudo, il festeggiato, pronunciate direttamente dalla curva insieme a quelli che sono stati per anni i “suoi” tifosi: «Grazie a tutti quelli che sono venuti oggi. Difficile parlare con tutto quello che sto vedendo oggi, e che avrei voluto vedere ancora. Ci sono tanti allenatori che ho avuto e che mi hanno segnato nella vita, e compagni di squadra diventati come fratelli. Quando sono arrivato a Jesi, mai avrei pensato ad una storia bella così. Segnai alla prima partita in Coppa Italia a Civitanova, ed alla prima in casa col Campobasso, partite con ricordi bellissimi. Voglio veramente benne alla gente qui presente. Ci sono stati momenti belli e brutti, ma questi ragazzi ci sono sempre stati. Quando è mancato mio padre, e nato mio figlio, mi siete sempre stati molto vicini. Jesi è come la Serie A per me, sono a casa mia. Un Grazie speciale va anche a mia moglie. Non vorrei dimenticare ora nessuno. Penso di aver lasciato qualcosa ai ragazzi. Ho sempre dato tutto per questa maglia e questa squadra. Grazie, Grazie, Grazie veramente a tutti».

Un momento della gara
Una festa lunghissima, piena di emozioni, per un giocatore, un uomo prima di tutto, che non si è mai tirato indietro ma, al contrario, che ci ha messo sempre la faccia, esempio in campo e, soprattutto, fuori, per tutti i compagni di squadra avvicendatisi in questo lunghissimo percorso.
Da oggi, la storia della Jesi si arricchisce di una nuova leggenda.

La torta
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