La giovanissima atleta maceratese classe 2006 è stata notata dalla società neroverde e contatta per un provino: “non dico nulla per scaramanzia”
JESI, 23 marzo 2023 – Il calcio in rosa sempre più protagonista: Aurora Cingolani, giovane promessa del calcio marchigiano e attualmente militante nelle giovanili Under 17 della Jesina Calcio Femminile, potrebbe diventare presto una giocatrice della U.S. Sassuolo.
La giovanissima atleta maceratese classe 2006, è stata infatti notata dalla società neroverde e contatta per un provino.
Ce ne parla lei stessa nella seguente intervista rilasciataci e con la quale abbiamo fatto anche il punto della situazione circa la situazione attuale del calcio femminile:
Innanzitutto si presenti per chi ancora non la conoscesse
“Sono Aurora Cingolani, maceratese, ho quasi 17 anni e sono cresciuta calcisticamente nel vivaio della maceratese. Da 5 anni ormai gioco nelle Giovanili della Jesina nel ruolo di attaccante laterale in entrambe le fasce.”
Partiamo dal principio: come è nata questa passione per il calcio?
“Praticamente amo il calcio dalla nascita. In famiglia siamo tutti legati a questo sport ed essendo una passione trasmessami da piccola, ho voluto intraprendere questo percorso. Ne sono sempre stata appassionata.”
Ha provato prima a praticare altri sport?
“Si certo, ho iniziato provando con il nuoto e la pallavolo ma sinceramente non mi divertivano. Ben presto mi sono accorta che non erano adatti a me. La giusta dimensione l’ho trovata solo nell’ambito calcistico.”
Come è stata notata e quindi contattata dal Sassuolo?
“L’anno scorso ci abbiamo giocato contro in una partita di campionato e in quell’occasione mi ero distinta. Avendo notato la mia positiva prestazione, hanno perciò deciso di contattarmi per un provino.”
Che tipo di ambiente ha trovato a Sassuolo?
“È stata una bellissima esperienza, ci tengo a dirlo. Anche solo il pensiero di andare a fare un provino per una squadra così rinomata mi ha davvero emozionata. Poi l’ambiente è bellissimo, mi sono trovata subito a mio agio con tutti: compagne, allenatori e con tutto il resto dello staff. Un clima davvero affabile e per nulla teso. Un’esperienza che porterò sempre dentro.”
Ovviamente le chiediamo come sia andato poi effettivamente il provino
“Mi sono divertita molto e mi reputo pure soddisfatta. Inoltre mi sono trovata da subito in sintonia con le altre giocatrici anche se era solo il primo allenamento. Sì, penso che sia andato piuttosto bene.”
Allora a breve la vedremo giocare con la maglia del Sassuolo?
“Preferisco non esprimermi, non dico nulla per scaramanzia.”
Tornando alla situazione attuale: negli ultimi anni c’è stato un notevole aumento del numero di ragazze che sempre più si stanno accostando a questo sport. Pensa quindi che il calcio si sia ormai sdoganato anche a livello culturale al genere femminile, oppure c’è ancora molta strada da fare?
“È vero, negli ultimi anni c’è stato un forte sviluppo grazie anche ai successi della Nazionale Italiana e ai recenti mondiali, anche se dall’altra parte restano ancora fin troppe persone a credere che sia uno sport solo per maschi non riconoscendo il valore del calcio femminile. Però sono convinta che in futuro questa cosa sarà superata del tutto e allora sì che saremo sotto tutti gli aspetti alla pari dell’equivalente maschile. Ancora c’è effettivamente un pò di strada da fare ma la via è quella giusta.”
Per incentivare le giovani ragazze ad avvicinarsi a questo sport, cosa le ha insegnato e trasmesso a livello personale, facendo tesoro delle sue esperienze?
“È vero che ci sono cresciuta ma devo dire che il calcio mi ha davvero insegnato tante cose: a come mettere il giusto impegno nel fare le cose e lo spirito di sacrificio. Inoltre la resilienza e la costanza per poter raggiungere risultati. In poche parole è una palestra di vita, non un semplice sport.”
Per sfatare un altro falso mito: femminilità e calcio sono così inconciliabili?
“Quando una ragazza decide di intraprendere uno sport come questo, non credo che poi vada a cambiare la sua personalità di conseguenza. Se di base ci si sente eleganti, fini e con un certo portamento, una volta tornati a casa dall’allenamento, si appoggia il borsone e si infilano i tacchi. Al di fuori del rettangolo verde la propria femminilità continua, non vedo perché debba spegnersi se la si ha innata. Credo il calcio sia piuttosto un complemento, un valore aggiunto al tutto. Contribuisce a dare quel tocco di energia e di grinta in più che di certo non guasta anzi, si diventa più interessanti.”
Ultima domanda, come si vede tra qualche anno? Dove vorrebbe arrivare?
“Mi auguro di arrivare il più in alto possibile, mettendoci sempre tutto l’impegno. Il mio desiderio è poter giocare ad alti livelli.”
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