Pallacanestro Jesi e Taurus Basket Jesi ai nastri di partenza della nuova stagione: identità, obiettivi, crescita del gruppo e il valore di un derby che riporta il grande basket in città
Jesi, 21 luglio 2026 – La prossima stagione regalerà a Jesi un appuntamento particolare: due squadre cittadine protagoniste nello stesso campionato, la Serie B Interregionale.
Da una parte la Pallacanestro Jesi di Domenico Sorgentone, dall’altra la Taurus Basket Jesi guidata da Paolo Filippetti.
Due realtà con percorsi e filosofie differenti, ma accomunate dalla volontà di rappresentare al meglio il basket jesino.
Abbiamo messo a confronto i due allenatori su temi chiave: dalla costruzione della squadra agli obiettivi stagionali, passando per il rapporto con il territorio fino all’atteso derby cittadino.
Coach, che identità vorrebbe dare alla sua squadra già dalle prime settimane di campionato e quali caratteristiche dovranno contraddistinguerla?
Domenico Sorgentone – Pallacanestro Jesi – «È una squadra più atletica e dinamica rispetto a quella dello scorso anno. Cercheremo di trasformare queste caratteristiche in un gioco più votato alla ricerca di soluzioni nei primi secondi e a un approccio difensivo aggressivo che provochi un ritmo più alto. È chiaro comunque che la conoscenza diretta in allenamento ci porterà ad affinare ciò che oggi riteniamo congruo».
Paolo Filippetti – Taurus Basket Jesi – «Dovrà essere una squadra che corra bene il campo e che viva di entusiasmo. Sappiamo che, in termini di stazza ed esperienza, dovremo soffrire e dovremo sopperire con intelligenza tattica ed entusiasmo».
Ogni stagione porta aspettative diverse. Quali ritiene possano essere gli obiettivi realistici della squadra e quale percorso vi siete prefissati per raggiungerli?
«Sugli obiettivi non spenderò una sola parola finché non conosceremo approfonditamente il girone in cui siamo collocati. Chiaramente, in valore assoluto, ritengo che siamo migliorati, ma questo è un concetto vago senza contestualizzarlo».
«Abbiamo due obiettivi: salvarci e vedere l’impatto dei nostri giovani in un campionato senior impegnativo come la B Interregionale. Far crescere i ragazzi sarà la nostra sfida».
Al di là dei risultati, quali aspetti considera fondamentali nello sviluppo di un gruppo durante un’intera stagione, soprattutto in un campionato competitivo come la Serie B Interregionale?
«Per noi allenatori dare regole chiare e creare un sistema di gioco adatto alle caratteristiche degli interpreti sono le due cose basilari. Questo però può essere raffinato da un gruppo coeso. L’importante è che nessuno pensi che la propria individualità sia più importante della squadra. Lo scorso anno ne abbiamo avuto la dimostrazione plastica».
«La coesione e la capacità di sopportare gli errori, che inevitabilmente ci saranno».
La vostra società rappresenta una realtà importante del basket jesino. Che rapporto vorrebbe costruire con il territorio, i tifosi e i giovani che guardano alla prima squadra come un punto di riferimento?
«Il rapporto con il territorio è già fortemente marcato e la mia speranza è che cresca sempre più. Diremo a tutti che, ogni giorno, lavoreremo anche e soprattutto per questo».
«Vorremmo essere da stimolo per i giovani ed essere una squadra in cui i tifosi si riconoscano. Una squadra che anche nelle sconfitte esca dal campo sapendo di aver dato tutto».
Negli ultimi anni il livello della pallacanestro marchigiana è cresciuto sensibilmente. Quanto sarà importante riuscire a mantenere continuità e personalità in un campionato sempre più equilibrato e competitivo?
«È vero, il livello è cresciuto molto ed è un peccato che le marchigiane siano divise in due tronconi. Dal canto nostro ho sposato appieno l’idea di un basket sostenibile economicamente e che non abbandoni mai la visuale di un collocamento nel sociale. Un basket di valori, insomma. Queste idee e la pacatezza nell’attuarle saranno vincenti nel medio-lungo periodo».
«Come dicevo prima, il concetto di sopportazione degli errori vale anche per le sconfitte. Sopportare la sconfitta e superare insieme le difficoltà: questa potrebbe essere la chiave per avere una personalità di squadra».
Dalla prossima stagione Jesi avrà due squadre in Serie B Interregionale. In una città di queste dimensioni sarà inevitabilmente una sfida particolare: che valore può avere un derby cittadino e quanto pensa possa rappresentare uno stimolo, dentro e fuori dal campo, per entrambe le società?
«Per noi italiani un derby è un derby e certamente sarà vissuto con tutto il pathos possibile. Sicuramente darà stimoli, ma mai per questo dovremo abbandonare le idee di cui si parlava prima».
«Sarà una bella sfida contro un’ottima squadra, guidata da un coach importante e molto preparato. Proveremo a dare il massimo in quelle partite, ma anche in tutte le altre».
Due squadre, due filosofie, un’unica città: la stagione della Serie B Interregionale porterà a Jesi una sfida sportiva inedita, con il derby cittadino destinato a essere uno degli appuntamenti più attesi del calendario.
Matteo Sebastianelli
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