Calcio / Cingolana SF, in mano a 40 soci il futuro della società: dall’assemblea del 15 giugno il nuovo direttivo

Sono pervenute alla società le richieste per l’ingresso in società di nuovi 17 soci, oltre ai 23 uscenti (che non hanno rinunciato alla quota). Fino al 3 giugno si raccoglieranno le candidature per il nuovo direttivo, che sarà eletto nell’assemblea ordinaria tra tre settimane. Gli interventi di Ippoliti, Bolletta e dell’assessore Coloccioni
CINGOLI, 26 maggio 2026 – Il futuro della Cingolana San Francesco si deciderà tra 20 giorni, lunedì 15 giugno, con l’assemblea ordinaria del club, dove verrà individuato il nuovo consiglio direttivo in una rosa di 40 possibili candidati. Questo è stato l’esito dell’assemblea straordinaria di ieri, lunedì 25 maggio, che ha visto la partecipazione di oltre 80 persone tra dirigenti uscenti, istituzioni, tifosi, tecnici e interessati al futuro della società di via Cerquatti, dopo le dimissioni in blocco del consiglio direttivo.
Cosa succederà
In sintesi, il consiglio direttivo uscente, composto da 23 soci, ha rassegnato le dimissioni dagli incarichi societari, ma nessuno di loro, al momento, ha rinunciato alla propria quota di socio. Dal 5 al 16 maggio, invece, era stata aperta la possibilità di entrare nell’associazione: hanno aderito 17 persone, tra tecnici e genitori dei ragazzi del settore giovanile.
Quindi saranno 40 in totale le persone che possono candidarsi per far parte del nuovo consiglio direttivo. Fino al 3 giugno possono portare le proprie proposte per il rilancio del club, poi verrà nominato il nuovo consiglio direttivo nell’assemblea di lunedì 15 giugno. Si potrà diventare socio anche dopo questa riunione, previo, però, parere positivo della futura nuova dirigenza.
La rosa dei soci
Sono diventati nuovi soci, nello specifico, Federico Bolletta, Alberto Mosconi, Michele Nocelli, Cristian Zitti, Simone Fugante, Loris Gabbarini, Omar e Andrea Piccinini, Cristian Santarelli, Nicola Valentini, Matteo Pucciarelli, Luca Amico, Giada Rapaccini, Ambra Branchesi, Sandro Compagnucci, Stefano Albanesi e Valerio Angelucci.
I soci del consiglio direttivo uscente, invece, sono 23 e sono il presidente uscente Francesco Maria Ippoliti, il vice Graziano Bolletta, i soci fondatori Davide Bracaccini, Piergiorgio Enriconi, Giovanni Coppari, Emanuele Tittarelli, Domenico Tomassetti e Paolo Priori, i consiglieri Alessandro Cristalli, Giuseppe Falappa, Alfredo Fidelangeli, Francesco Marchegiani, Gabriele Mosca, Edoardo Bocci, Francesco Cristalli, Cristiano Coppari, Luca Giorgi, Simone Massaccesi, Francesco Maria Massei, Franco Pallotta, Carlo e Lisa Serloni e Michele Tiranti. Sarebbe vacante, inoltre, anche la carica di segretario, finora occupata da Gianfranco Mazzuferi.
L’intervento del presidente Ippoliti: “La gestione della società ci sta pesando, non abbiamo sentito la fiducia dei collaboratori”
All’inizio dell’assemblea, è intervenuto il presidente uscente, Francesco Maria Ippoliti, che ha spiegato le ragioni delle dimissioni della società. “Sono contento – ha detto – di vedere così tanti presente, forse la Cingolana interessa molto ai cingolani. Ci siamo dimessi in maniera anticipata perché vogliamo bene alla società e vogliamo che ci sia un gruppo coeso e affiatato per la nuova stagione. Per una serie di situazioni non ci siamo sentiti più adeguati e non abbiamo sentito la fiducia dei collaboratori. Si è creato un pessimo rapporto con gli ultras, per colpa mia e di alcuni malintesi. Ci sono state problematiche con i genitori dei ragazzi del settore giovanile.
Gestire la Cingolana SF sta cominciando a pesare e la responsabilità delle cose che accadono in società è la mia. Bisogna essere in grado di seguire tutte le dinamiche. Vorrei mettere alla prova chi deciderà di entrare nel consiglio direttivo. Ci siamo sentiti anche poco supportati dal Comune: la gestione operativa di questa struttura è difficile, perché gli impianti sono grandi e sono frequentati da tante persone. Credo che meritavamo un pochino più di attenzione”
“Per 12 anni abbiamo inseguito un sogno: far crescere i ragazzi del vivaio”
“Per 12 anni – ha proseguito – abbiamo inseguito un sogno, quello di far crescere i ragazzi, cuore di questa società. Anche per questo siamo stati fraintesi: non è vero che pensiamo solo alla prima squadra, che per noi deve essere solo il proseguimento del settore giovanile. E per valorizzare il lavoro dei tecnici, ci vuole una formazione in Prima Categoria o in Promozione: quest’anno, però, siamo retrocessi in Seconda.
Non lasciamo debiti, lasciamo una struttura sana e impianti sistemati continuamente dal lavoro gratuito dei nostri dirigenti. Quando siamo arrivati non c’era nulla e siamo riusciti a comprare due pulmini. Abbiamo investito tempo, denaro e risorse per organizzarci al meglio. Ma oggettivamente ci siamo sentiti abbandonati. L’esserci fatti da parte testimonia il nostro amore verso questa società: in 63 anni ho fatto tutto in questa società, dal calciatore al dirigente, c’è un pezzo di cuore in questa Cingolana, mi ha aiutato a crescere. Ci pesano tante cose, ma siamo disposti anche a questo: l’importante è che si crei un gruppo coeso per il bene della Cingolana”.
I commenti di Bolletta e Coloccioni
C’è stato anche un breve intervento del vice-presidente Graziano Bolletta, che ha sottolineato che riportare le chiavi della società al comune deve essere l’ultima strada. “Siamo disposti a fare un passo indietro – ha detto – ma se ci sono persone interessate alla gestione della società, devono ragionare il consiglio direttivo, al di là delle antipatie personali”.
Ha parlato, infine, anche l’assessore comunale allo Sport Jacopo Coloccioni. “Sono venuto solamente ad ascoltare – ha detto -. Ringrazio la società per l’impegno in questi anni, ma credo che non sia vero che sia mancato il nostro supporto, l’ho già detto privatamente al presidente”. Quindi, in sintesi, non si sono ancora diradate le nubi dalla Cingolana SF, e quindi occorrerà attendere altre tre settimane per capire quale sarà il futuro del calcio cingolano.
Giacomo Grasselli
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