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Calcio

JESI / Lo sport che unisce, foto e idee per resistere (parte ventisettesima)

Poco più di otto anni, gli ultimi, travagliati ed incerti. Tanti allenatori, dal dopo Fenucci a Sauro Trillini, società che è passata di mano, retrocessioni e ripescaggi

JESI, 28 aprile 2020 – Dal dicembre 2011 ad oggi, otto anni di attività, la Jesina ha tesserato 10 allenatori.

Se si considera qualche ritorno, gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina leoncella sono stati 13.

Fenucci Gianluca

In definitiva su 9 campionati disputati, tutti in serie D, solo in 5 il tecnico che aveva iniziato la preparazione ha poi portato a compimento la stagione: Amaolo 2012-2013, Bacci 2013-2014 e 2014-2015, Bugari 2015-2016, Ciampelli 2018-2019.

Il cambio di panchina iniziò nel dicembre 2011 quando Gianluca Fenucci, dopo la sconfitta interna contro l’Atessa Val di Sangro, fu esonerato per Daniele Amaolo.

Era esattamente il 27 novembre 2011. A punire i leoncelli l’ex Giansante al 10’ del secondo tempo. Poi l’attaccante in uno scontro fortuito con il portiere della jesina Giovagnoli si infortunò in maniera anche grave.

L’undici di Fenucci, in gradinata perché squalificato, è sfortunato: Scartozzi colpisce il palo, Trimarco in due occasioni dove era più facile metterla dentro che fuori, la mette fuori.

Ecco la formazione schierata. Jesina – Giovagnoli, Pascucci, Alessandrini, Severini, Strappini, (30’ st Rossini), Scartozzi (30’ st Trimarco), Frulla, Costantini (12’ st Cardinali M.), Gabrielloni T., Cavaliere. All. Bacci. A disp. Priori, Cardinali N., Campana, Gabrielloni A.

Il giorno dopo la società sollevò dall’incarico il mister chiaravallese.

Bonacci Augusto

Sostituzione “resasi necessaria per tentare di dare una svolta al campionato che purtroppo non sta delineandosi come si voleva”. Il comunicato proseguiva: “la Jesina ringrazia l’allenatore per i successi e le soddisfazioni regalate negli ultimi anni ma è anche consapevole che si debba fare il possibile per invertire il ruolo di marcia fin qui tenuto e di voltare immediatamente pagina nel tentativo di cercare la soluzione giusta per rimettere in senso una situazione deficitaria”.

Con l’esonero di Fenucci anche il diesse Bonacci si dimise. Arrivò Daniele Amaolo.

Fenucci a caldo si limitò a dichiarare: “Non credo che sia una decisione giusta. Qualcuno dopo 17 anni ha giocato di nuovo sporco. A caldo mi sento di ringraziare lo zoccolo duro dei giocatori, i tifosi, Cervigni, Polita e basta”.

Poi nei mesi seguenti tra Polita e Fenucci sono spuntate anche le carte bollate per la questioni rimborsi che il tecnico pretendeva in base a delle scritture e a degli assegni post datati in suo possesso.

Alla fine tutto si risolse in maniera bonaria e è “prevalso il buon senso” come si leggeva in una nota della società che metteva la parola fine alla querelle.

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Negro Giuseppe

Il debutto di Amaolo fu col botto: due trasferte, in casa del Real Rimini e a Miglianico, due vittorie.

Arrivarono anche i rinforzi come Negro, Invernizzi, Gabrieli e la Jesina si salvò.

L’anno successivo la squadra, con il riconfermato Amaolo, fece un ottimo campionato: nono posto.

Poi il presidente Polita decise di affidare la conduzione tecnica ad un allenatore giovane fatto in casa puntando sulla riduzione del budget: Francesco Bacci.

Bacci Francesco

Pierandrei Riccardo

Bacci valorizzò tutto il potenziale da lui fatto crescere nel settore giovanile nel campionao Juniores e la Jesina, a fine stagione, ottenne anche il premio ‘giovani D valore’  – uno del 1993, due del 1994 ed uno del 1995 – per aver schierato tanti under.

Tra gli altri ricordiamo Pierandrei, Sassaroli, Tullio, Ambrosi, Carnevali, Gasparini, Campana, Conte, Bastianelli, Silvestrini, Remedi, Mbaye, Cicodemi.

Due campionati con Francesco Bacci allenatore ha sempre voluto significare salvezza tranquilla (ottava e undicesima posizione) ed anche tante soddisfazioni, soprattutto nei derby.

Nella gallery fotografica un po’ di storia degli anni in questione attraverso le immagini dei tifosi

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Oltre ad un ritrovato feeling con la tifoseria che è stato uno degli obiettivi a cui tutti puntavano e che i tifosi stessi avevano compreso visti i progetti della società.

Bugari Yuri

Nel 2015-16 arriva in panchina  Bugari. Una stagione difficile dove fuori casa la squadra è pressoché un disastro come ad Avezzano dove perde 5-0 o Fermo 4-1 tanto da far commentare come ‘gite fuori porta’ le trasferte leoncelle.

I tifosi chiedono l’esonero di Bugari, Polita non ne vuol sapere.

In casa però era sempre un’altra Jesina e questo per fortuna fece classifica.

Dopo i tre punti interni contro il Monticelli la polemica tuttavia esplose.

Su Qdmnotizie nella rubrica l’Opinione avevamo così commentato: “Litiga con i tifosi, se la prende con i giornalisti. A

Jesina contestazione tifosi

Il ‘grazie’ a Marco Strappini

Jesi succede anche questo. Protagonista il mister leoncello Bugari. Quando vinci e sei contestato l’effetto mentale potrebbe portare a pensare tante cose tra le quali quella di non essere stato in grado di imprimere nei confronti dei contestatori la fiducia e la capacità di rappresentarti e sostenerti. Conquistare i tre punti sul campo e poi dover rispondere del proprio operato ai tifosi è peggio di una sconfitta. Questo ha capito mister Bugari dopo la gara di domenica scorsa contro il Monticelli. La Jesina in classifica generale è entrata di diritto, almeno parzialmente, nei play off. Bugari però ha dovuto subire qualche improperio dai tifosi della curva e rientrare a testa bassa nello spogliatoio decidendo di non presentarsi in sala stampa. Forse perché ha anche sentito echeggiare a più riprese la parola dimissioni”.

A fine stagione la Jesina arriva sesta. Bugari non viene riconfermato, ci mancava altro, e viene individuato Vagnoni.

Il tecnico ex giocatore di qualità con la maglia della Maceratese e Montegiorgio non soddisfa la dirigenza.

Tardella – Polita

Era il 31 ottobre 2016: esonerato. Si erano disputate nove gare di campionato: tre vittorie, un pareggio, cinque sconfitte. Inoltre la Jesina aveva anche superato tre turni di Coppa Italia con la squadra agli ottavi di finale.

Viene richiamato Bugari con tutta la tifoseria contro. Una situazione paradossale. Squadra e tifosi da una parte, società e allenatore dall’altra. Alla fine la salvezza è conquistata: decima posizione.

Siamo alla stagione di un accordo tra Polita e la Tardella. Un accordo che in seguito farà ricredere Polita tanto da far scrivere all’ex presidente al momento della sua uscita e del passaggio societario: “Tralasciando l’errore (forse uno dei pochi) commesso nell’ultima stagione di aver fatto gestire per alcuni mesi la Società a terzi esterni, dicotomia che anche nello sport non premia…”.

In panchina Franco Gianangeli. E’ storia recente già raccontata che porta ai giorni d’oggi.

Franco Gianangeli

A Gianangeli viene preferito Francesco Bacci che dura due partite perchè le sue richieste di rinforzare la squadra non vengono esaudite e poi Daniele Di Donato che porta la Jesina allo spareggio play out perso a Sant’Egidio alla Vibrata contro il San Nicolò.

E’ anche la stagione del presunto doping che vede squalificati due dirigenti della Jesina tra i quali l’allora vice presidente.

Inizia l’era Mosconi – Chiariotti con il ripescaggio in serie D ma con tante perplessità da parte di tutti, oltre all’incertezza ed alla precarietà che ancora regna sovrana.

Mosconi – Polita

La stagione sportiva targata Ciampelli inizia male, prosegue malissimo fino a Natale 2018.

In seguito, dopo alcuni risultati importati come la vittoria interna contro il Matelica, si assiste, almeno nei risultati, ad una ripresa ed al rilancio. Il finale è in crescendo.

 

Il feeling tra Ciampelli e la tifoseria si riscalda alla fine delle ultime giornate di campionato. I tifosi invocano, anche con degli striscioni, la riconferma.

striscione pro Ciampelli

Si ritorna ad una divisione che più netta non si può quando il tecnico umbro decide di sposare la causa e il progetto nell’Anconitana.

E’ una sorta di tradimento sportivo mal digerito e forse per lo stesso Ciampelli un passo troppo azzardato, ed in futuro si rileverà tale, ed anche una sorta di resa considerato che dalla serie D accetta di scendere di categoria.

 

A Jesi, invece, dopo una estate trascorsa a sfogliare la classica margherita, Mosconi si affida a Micozzi e

Cuicchi – Carassai

Gagliardini in cabina di regia ma perde Gianfranco Amici che comunque la stagione precedente aveva fatto bene: arriva alla guida tecnica Omar Manuelli (7 partite, 2 pareggi e 5 sconfitte), poi Andrea Cuicchi (4 gare, 4 sconfitte) annunciato insieme a Carassai, con quest’ultimo rimasto sempre nell’ombra, e mai si è capito il perchè di tale iniziale annuncio, infine Sauro Trillini.

Siamo davvero ai giorni d’oggi.

La Jesina è ultima in classifica, il virus Covid ancora blocca tutto, il campionato è sospeso, si attendono le decisioni degli organi competenti.

Della serie: del futur non c’è certezza.

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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