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Calcio

SENIGALLIA / Quando “Pablito” correva sul rettangolo verde del ‘Bianchelli’

È il 1996: la Vigor festeggia 75 anni affrontando l’Italia campione del mondo ‘82, con Paolo Rossi in campo: una festa indimenticabile

SENIGALLIA, 11 dicembre 2020 – C’è stato un giorno in cui “Pablito” calcò il rettangolo verde del Bianchelli di Senigallia.

Il bomber del trionfale Mundial 1982, scomparso nella notte tra mercoledì e giovedì, giocò infatti anche sulla Spiaggia di Velluto in un’occasione: un episodio per anni poco ricordato, ma che nelle ultime ore, dopo la scomparsa del trascinatore nella grande impresa spagnola, sarà sicuramente tornato alla memoria dei tanti che quel giorno gremirono il vecchio stadio senigalliese.

Era il 1996, 24 anni fa: la Vigor, fondata nel 1921, compiva 75 anni e la società, con l’indimenticato dirigente Goffredo Bianchelli, a cui poi sarebbe stato intitolato lo stadio, allora ancora semplicemente Comunale, volle fare le cose in grande.

E ci riuscì appieno.

L’idea fu organizzare un incontro amichevole tra l’Italia Master e una selezione di vecchie glorie vigorine.

A fare da comune denominatore, quel magico anno, il 1982: perché se nella Vigor c’erano parecchi giocatori del più forte undici rossoblù di tutti i tempi (Chinea, Giuliani, Di Jorio, Baldacci, Milella, nomi indelebili nei cuori vigorini) – quello che proprio nel 1982 sfiorò la promozione in serie C1 – nell’Italia era degnamente rappresentata la nazionale campione del mondo dello stesso anno: assieme ad altri calciatori affermati come l’ex portiere della Juventus Tacconi e l’ex centravanti della Roma Iorio, c’erano infatti tra gli altri Conti, Altobelli, Causio, Gentile, ed ovviamente, Rossi.

“Pablito”, che del Mondiale di 14 anni prima era stato il simbolo, non poteva mancare.

“È un piacere tornare nelle Marche dove ho giocato più volte da calciatoredisse con la consueta semplicitàe sono contento di farlo per festeggiare l’anniversario di fondazione della Vigor: 75 anni sono tanti, non è facile per una società dilettantistica riuscire ad avere una vita così lunga”.

I tanti protagonisti di quella serata si ritrovarono per giocare assieme ancora una volta, ma la serata fu indimenticabile anche per i circa 3.000 presenti, che applaudirono campioni, senigalliesi e non, entrati nei cuori di tutti.

Sul campo però – ancora di erba naturale, retaggio di un calcio più romantico e antico – fu partita vera, anche se certo non ai ritmi di qualche anno prima: i protagonisti avevano ormai appeso le scarpette al chiodo da tempo, e lo stesso “Pablito”, pur appena quarantenne, aveva ormai lasciato la serie A da un decennio.

Troppo forti si rivelarono gli eroi di Spagna 1982 per quella pur fortissima Vigor, che comunque perse con un onorevole 3-1, trovando il gol con Cardaccia.

Alla fine furono applausi per tutti.

Per “Pablito”, come precisò alla vigilia, quella fu la prima volta a Senigallia.

Tornò poi esattamente 20 anni dopo, nel 2016, per una mostra alla Rotonda con preziosi cimeli anche di Spagna ‘82.

Chi scrive fu presente ad entrambe le occasioni: nella prima da giovane tifoso in curva, nella seconda da appassionato giornalista.

Erano passati rispettivamente 14 e 34 anni dalle storiche imprese del luglio 1982 prima al Sarrià contro il Brasile e poi al Bernabeu contro la Germania, che aveva fatto gridare per tre volte al solitamente pacato telecronista Nando Martellini un sospirato e commosso “Campioni del mondo. Campioni del mondo. Campioni del mondo”.

La memoria però, nel 1996 come nel 2016, era ancora viva nei racconti di chi quel Mondiale aveva avuto la fortuna di vivere in presa diretta.

“Pablito” però, sia allo stadio che alla Rotonda, mostrò sempre il suo proverbiale sorriso.

Lo stesso che aveva saputo dare a un Paese che in quella calda estate del 1982 ne aveva davvero un grande bisogno.

 

Andrea Pongetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Si ringrazia Paolo Pizzi per le foto della partita del 1996

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