Il centrocampista ex serie A a due settimane dal ritorno dell’Eccellenza però mette in guardia: “sarà un altro campionato”
SENIGALLIA, 28 Marzo 2021 – Con oltre 200 presenze in serie A in squadre come Atalanta, Fiorentina, Cagliari, Udinese, una importante militanza nell’under 21 e convocazioni nell’Italia maggiore (pur senza debuttare) Andrea Lazzari è senz’altro uno dei nomi più prestigiosi che l’Eccellenza Marche possa vantare.

Andrea Lazzari
Il centrocampista, classe 1984, originario di Bergamo ma ormai senigalliese d’azione, si appresta con la sua Vigor a riprendere il torneo l’11 aprile.
Lazzari è conscio del valore della rosa rossoblù e non lo nasconde, anche se ha troppa esperienza per illudersi.
“Il nuovo format (10 sole giornate di stagione regolare, play-off solo per le prime 2) determinerà il giocarsi tanto in brevissimo tempo – sottolinea – Gli infortuni e le eventuali positività al covid potrebbero fare la differenza. Praticamente, sarà vietato sbagliare”.
Lazzari non è stupito che molti reputino Anconitana e Vigor Senigallia le favorite del girone A: “Ci sta – ammette – Negli occhi della stampa normale ci siano i primi mesi di campionato, in cui la Vigor era partita bene (2 vittorie e 2 pareggi) giocando bene. Però recuperare quella forma e quel ritmo di gioco, oggi, non sarà facile. E poi, una squadra come l’Anconitana, per la sua storia e il suo organico, resta la favorita”.
“Noi però vogliamo ben figurare – promette – Punteremo ad arrivare fino in fondo, abbiamo il dovere di provarci anche per la società, che è solida, ha ambizioni e ci è sempre stata vicina: tra i compagni ho ritrovato in questi giorni di allenamenti lo stesso spirito ed entusiasmo dei mesi scorsi. E il campo ci mancava tanto, abbiamo voglia di giocare perché per noi calciatori il pallone è la passione di una vita”.
E se lo dice lui, che ha vissuto da protagonista anche il calcio “vero”, segnando una storica tripletta alla Juventus nel 2005, quando fu pure capocannoniere della Coppa Italia con ben 9 reti (senza rigori), c’è da crederci.
Andrea Pongetti
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