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Calcio

ECCELLENZA / Gianluca Fenucci: “Difficile per un allenatore riprendere il filo del discorso”

“Serve tempo per presentarsi tutti alla pari. Va salvaguardata la regolarità del campionato e l’etica sportiva” 

JESI, 9 marzo 2021 – È un veterano per i campi di campi e soprattutto per il campionato di Eccellenza marchigiano.

Stiamo parlando di Gianluca Fenucci, chiaravallese doc, ma di certo adottato e molto ben voluto da club e tifoserie della marca anconetana.

Domani a Roma la Lnd (Lega nazionale dilettanti), salvo sorprese, dovrebbe dare il via libera per la ripresa del campionato di Eccellenza.

Una ripresa dopo cinque mesi di stop e dopo che dal marzo 2020 si era ripreso in agosto per giocare solo cinque turni del girone d’andata: in sostanza, compresa la preparazione, solo due mesi circa.

Ecco dunque che ritornare sul rettangolo verde di gioco riserverà tante incognite.

A mister Fenucci abbiamo chiesto come un allenatore si dovrà di nuovo approcciare con la sua squadra dopo così tanta sosta forzata.

“Le partite ufficiali mancano da tanto temposostiene il mister in stagione impegnato sulla panchina dell’Osimo Stazionee ci sono squadre che hanno continuato comunque ad allenarsi fino a poco fa con qualche seduta a settimana, con allenamenti fisici e tecnici individuali. Molte altre non si allenano da tanto tempo ed è necessario un periodo di lavoro per mettere i giocatori tutti sullo stesso livello di efficienza fisica, per riprendere un discorso con la squadra che inevitabilmente si è interrotto”.

Anche lo ‘spogliatoio’ ed il campo avranno la loro parte di importanza?

“Certamente ci sarà pure un discorso prima di tutto psicologico ed anche tecnico e tattico e ci vuole del tempo. Ecco perchè mi sembra improbabile una ripartenza a tempi brevi a meno che non si voglia fare le cose in modo raffazzonato che porterebbero certamente delle conseguenze e altri problemi di natura fisica, di infortuni, ed altro ancora”. 

Si va verso un format costruito all’occorrenza: no alle retrocessioni, facoltà di scendere o meno in campo?

“E’ assurdo giocare senza regole, non è sport giocare praticamente senza risultato. Se non ci sono retrocessioni, se addirittura le squadre possono decidere di non presentarsi o si presentano solo con i ragazzi e non avranno alcuna penalizzazione, sarà normale che alcuni club giocheranno fino alla fine e per bene, a dire il vero poche, e molti altri non presenteranno le stesse formazioni che avevano iniziato il campionato”.

Allenatori subito chiamati ad un lavoro non indifferente e per alcuni poi, come sempre, il risultato della domenica sarà determinante?

“A livello di allenamento, di amalgama e di insieme di squadra sorgeranno tantissimi problemi perchè da troppo tempo si è fermi. Tutti i problemi che accennavo, problemi di rimettere in sesto tutti i componenti la rosa squadra, tutti sullo stesso livello, perchè ci sono giocatori  che si sono allenati da soli, altri che lavorano e che non si allenano da mesi o comunque è ovvio che fare una corsetta non è fare un allenamento di una squadra, potrebbero creare delle difficoltà all’allenatore di turno. Credo proprio che è molto difficile per un allenatore riprendere il filo del discorso e ritengo che sia ancora abbastanza improbabile una vera ripresa. Poi se si  vuol fare le cose all’italiana o alla ‘carlona’ si può ritornare in campo anche tra dieci giorni”

Ne vale anche la regolarità del campionato ed una certa etica sportiva?

“Se si decide che si ricomincia e si fissa una data per ripartire ognuno ci arriva come vuole ma non credo che sia una cosa bella né sportiva che testimonia la professionalità di chi lavora nel calcio. Tutti hanno diritto a presentarsi nel miglior modo possibile: va salvaguardata la regolarità del campionato e l’etica sportiva”.

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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