L’ex giocatore, appesi gli scarpini al chiodo a 42 anni, è ora diesse dell’Olimpia Marzocca, dove aveva giocato:
“tanti bei ricordi da giocatore, ma non ho rimpianti e ora il nuovo ruolo mi stimola.
Giocheremo al Bianchelli, e possiamo lottare per i play-off”
SENIGALLIA, 4 Settembre 2025 – In vista dell’avvio della stagione della Prima Categoria (21 settembre) abbiamo intervistato il nuovo direttore sportivo dell’Olimpia Marzocca – ancora una volta inserita nel girone B – Federico Rasicci, classe 1983, un lungo passato da calciatore come difensore e centrocampista (tra le tante, Montemarciano, Filottranese, lo stesso Marzocca, Ostra Vetere, Barbara, Ostra, Monserra, Castelfrettese, Moie Vallesina, con oltre 100 presenze fra Eccellenza e Promozione e molte di più tra Prima e Seconda), interrotto proprio in estate per sposare presto il nuovo ruolo di diesse, dove è al debutto.
Rasicci, ha appena appeso, ad oltre 40 anni, gli scarpini al chiodo dopo una lunga carriera da giocatore.
Quanto è stata sofferta questa decisione?
“Sinceramente la scelta di smettere non è stata così sofferta.
La scorsa stagione è stata solo di passaggio, con qualche apparizione per aiutare un po’ la squadra e soprattutto per iniziare ad allenare i ragazzi del settore giovanile: la decisione in pratica era già stata presa”.
Quale il ricordo più bello e quello più brutto da calciatore?
“I ricordi più belli sono naturalmente le vittorie e per fortuna ho avuto la fortuna di vincere qualche campionato, ma se ne devo scegliere uno, anche per come sono andate le cose durante tutta la stagione e per le persone conosciute, dico l’annata a Filottrano (Prima Categoria 2016-17).
I momenti più brutti per un calciatore sono naturalmente gli infortuni che ti tengono lontano dal campo e dalla squadra: per fortuna me ne sono capitati pochi”.
C’è rimpianto per non aver praticamente mai militato nella squadra principale della sua città, Senigallia, pur avendo debuttato in prima squadra con la Vigor in serie D, a 19 anni, nel 2002?
“Alla Vigor ho fatto la trafila nelle giovanili, tranne quella partita non ho mai giocato in prima squadra ma non c’è rimpianto: ero giovane, in quel momento non ero pronto per la D e poi gli impegni lavorativi hanno fatto il resto”.
Passiamo al presente.
Come mai ha deciso di intraprendere questa nuova carriera da diesse e quali differenze ha riscontrato nell’approccio tra il ruolo di giocatore e di direttore sportivo?
“Si è palesata la possibilità e ho voluto coglierla al volo: chiaramente devo ancora abituarmi al ruolo visto che tra i ragazzi parecchi lo scorso anno sono stati miei compagni di squadra.
Ora non devo più ragionare da giocatore, ma da direttore sportivo”.
Dove può arrivare l’Olimpia Marzocca 2025-26?
“Col giusto spirito e atteggiamento possiamo lottare per la zona play-off”.
Quali le squadre maggiormente da temere in tal senso?
“Sicuramente FC Osimo, Borghetto, Borgo Minonna, Filottranese. Ma non solo: le neopromosse, Cupramontana e Le Torri Castelplanio, hanno entusiasmo e campi dove non sarà facile fare punti.
E poi non manca mai qualche sorpresa.
Noi però ora non dobbiamo guardare alle altre: dobbiamo solo pensare a creare il prima possibile un gruppo affiatato e compatto per affrontare ogni partita nel modo giusto”.
Sappiamo che l’Olimpia Marzocca ha scelto di tornare a giocare sul sintetico del Bianchelli.
Come mai?
“Il campo dello stadio di Marzocca (in erba naturale e in passato spesso in sofferenza con le piogge) va preservato e sarà utilizzato dal settore giovanile, che al momento conta ben 160-170 tesserati: ci manca solo la Juniores, che sarebbe importante per fare arrivare giocatori in prima squadra.
Confidiamo, con l’ottimo lavoro del responsabile Luca Profili, di avere anche quella e completare tutto il settore giovanile a breve”.
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