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BASKET SERIE B / Ghizzinardi: “I giovani crescono, aumentate le responsabilità”

“L’imprecisione dalla lunetta è una questione mentale, aggrediremo di più il problema. Giacchè può ambire a palcoscenici importanti”

JESI, 31 marzo 2021 – La The Supporter arriva alla sosta con 16 punti in classifica, frutto di 8 vittorie e 9 sconfitte.

Un bottino più che soddisfacente, e forse difficilmente immaginabile in estate, considerato il girone di ferro in cui erano stati inseriti gli arancio blu, e gli svariati problemi fisici incontrati lungo il cammino.

Basti pensare che il roster al completo non è mai stato a disposizione, e ad oggi sono fermi ai box Rizzitiello, Konteh e Magrini.

Anche i primi tre incontri della fase ad orologio hanno dimostrato la bontà del progetto tecnico.

Un successo interno su una squadra attrezzata come Mestre, e due trasferte sfortunate al cospetto di formazioni, Cividale e San Vendemiano, assolutamente attrezzate.

Abbiamo fatto il punto della situazione con Coach Marcello Ghizzinardi.

Coach, nelle prime due trasferte della fase ad orologio, la squadra ha conquistato tanti applausi ma zero punti. Maggiore la soddisfazione per il lavoro svolto o il rimpianto ?

Dopo le sconfitte è sempre difficile vedere il bicchiere mezzo pieno. Il rammarico aumenta perché siamo stati condannati da episodi sfortunati, o dalle nostre pessime percentuali ai liberi. Non bisogna dimenticare come siamo messi in questo momento: Konteh per noi è un giocatore fondamentale, come lo è Magrini in senso tecnico e offensivo. Però, tutti stanno tirando fuori il meglio, quindi dobbiamo essere arrabbiati ma con positività.

Anche a San Vendemiano è mancato davvero poco per ottenere il colpaccio?

Per noi era la terza partita in sette giorni, mentre loro non avevano disputato il turno infrasettimanale. Inoltre venivamo da una bella vittoria contro una squadra forte come Mestre. Temevo che potessimo affrontare la partita con un pizzico di rilassamento, ed invece i ragazzi mi hanno ancora una volta stupito. Il nostro 14 su 28 nei tiri liberi ha fatto la differenza, in negativo.

L’imprecisione dalla lunetta è purtroppo diventata una costante. Un problema tecnico o mentale?

Un questione mentale. L’allenamento non può mai creare il clima partita. Di certo, aggrediremo ancora di più il problema.

Si aspettava uno sviluppo così repentino dei tanti giocatori giovani che ha in roster ?

Le disavventure fisiche hanno aumentato le loro responsabilità, e creato gli anticorpi. Di sicuro sono cresciti velocemente, con la consapevolezza di avere occasioni per “sbagliare”. Il partecipare anche ai vari campionati giovanili li avrebbe aiutati ancor di più per creare un “vissuto”. Io posso dire che lavorano tantissimo ed hanno un grande senso di appartenenza.

Nonostante la carta d’identità, Noah Giacchè si sta dimostrando uno dei leader della squadra. Può migliorare ancora?

I margini di miglioramento per Noah sono molto ampi, e può ambire a palcoscenici importanti. Deve crescere dal punto di vista fisico. La sala pesi da sola non basta, ma è un percorso più complesso in cui deve credere.

Abbiamo visto che le formazioni provenienti dal girone nord giocano di “fioretto”. Dobbiamo adeguarci?

No, dobbiamo giocare con la nostra intensità per quaranta minuti, sperando che gli altri continuino a preferire l’andamento lento. Al rientro dopo la sosta abbiamo una partita fondamentale con Padova. Vincere significherebbe mettere una bella pietra sopra al discorso salvezza e rimanere agganciati alla corsa play-off. Abbiamo fame di prenderci questi due punti.

Marco Pigliapoco

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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