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Motociclismo

Motocross / Il mondo delle ragazze pilota, una realtà tutta da scoprire: la storia di Sofia Stella

Le prime competizioni ufficiali. Riflessioni tra ambizioni, sogni e tanta voglia di emergere, che ancora oggi si scontrano con la realtà

MONTE SAN VITO, 10 luglio 2025 – “Donne e motori..” come recita uno storico detto, non sembra garantire un connubio perfetto, almeno nell’immaginario popolare.

Ma ciò corrisponde effettivamente alla realtà? Se in molti casi il mondo delle due ruote continua ad essere prerogativa maschile, è pur vero che qualcosa sta gradualmente cambiando. Cambiano  i tempi, cambiano le generazioni e seppur la strada sia ancora tutta in salita, sempre più ragazze, sfatando qualsiasi tabù, stanno scoprendo la passione per le motocross.

Nella recente competizione svoltasi sabato scorso a Borghetto di Monte San Vito valevole per i Campionati Regionali  di Mini Enduro, Enduro Sprint, erano presenti un gruppo di poco meno di una decina di ragazze pilota.  Pronte  a cimentarsi nelle piste sterrate, sfidando i loro colleghi uomini. Una realtà, quelle delle donne pilota di motocross, ancora tutto da scoprire e in piena evoluzione.

Ne parliamo con la giovane jesina Sofia Stella, di 21 anni, alla sua prima competizione ufficiale. Sofia ci racconta di se e di come si è appassionata a questa disciplina, tra una riflessione e l’altra circa il mondo delle motocross.

Sofia, si ritiene soddisfatta del risultato ottenuto e soprattutto, da quanto tempo ha scoperto la passione per le due ruote?

“Questa è la mia prima gara. Mi sono qualificata rispettando le aspettative, quindi mi ritengo soddisfatta, fino ad ora avevo corso nella categoria enduro con il motoclub monsanvitese. La passione per le moto è iniziata da quando avevo 16 anni. Ho preso la patente apposita, ho acquistato la moto targata e il tutto da sola, facendo affidamento soltanto sulle mie forze. Non avevo precedenti in famiglia, anche seìmio padre per svago ogni tanto amava cimentarsi nelle motocross”.

Una passione considerata ancora al giorno d’oggi insolita, per una ragazza..

“Purtroppo nel 2025 la mentalità è questa. Credo che le stesse difficoltà le abbiano riscontrate anche le altre ragazze che gareggiano con me. Pensiamo all’abbigliamento: la pettorina protettiva, la tuta e tutta l’attrezzatura necessaria, sono tutti elementi necessari. Ma per quanto riguarda il reparto donna, tutt’ora si trova veramente poca scelta, a differenza del reparto maschile dove invece troviamo una vastissima gamma. A conferma che la richiesta femminile è ancora molto inferiore. A dispetto di tutto però, la passione per le moto è da sempre stata intrinseca fin da bambina. Adoro l’adrenalina, la ricerco, mi fa stare. Lavorando poi in un’officina il quadro si completa”.

La sua famiglia come ha reagito a questa sua passione, l’ha da sempre supportata o ha trovato inizialmente una certa opposizione?

“Ho provato a praticare diversi sport prima di arrivare alle motocross, come ginnastica artistica e la pallavolo. Sono sempre stata un’amante dello sport quindi non ho problemi ad approcciarmi con discipline nuove, e questo i miei familiari lo sanno. Sicuramente per loro, come per i miei amici, all’inizio è sembrato insolito che abbia voluto prendere la patente per guidare le moto. Ma d’altronde fin dall’infanzia ho sempre referito giocare insieme ai miei amici maschi, tutt’ora conservo molte amicizie maschili.  Peccato non avere il supporto delle altre ragazze, molte ancora non si rendono conto di cosa significhi”.

Riscontra ancora un certo pregiudizio che lega il genere femminile alla due ruote?

”Non si tratta del pregiudizio, ma direi più di mentalità. Abitudini di genere e pensiero: il motocross nella mentalità generale è automaticamente associato al genere maschile così come la danza classica al femminile, per fare un esempio. C’è ancora molta strada da fare, a cominciare dalla disponibilità delle cose pratiche come il vestiario e materiale, come ho detto prima”.

Rimanendo nel genere ma tornando a parlare di gare e circuiti, ha già avuto modo di gareggiare in categorie femminili?

“Essendo ancora relativamente poca la presenza femminile, mi ritrovo a gareggiare contro piloti maschi nella categoria Enduro Training.  Ho avuto la fortuna in eventi come questi di trovare un nutrito gruppo di ragazze, questo indubbiamente mi stimola, ma siamo ben lontani dal riservare una categoria solo per noi. In realtà la mia primissima gara, che nemmeno avevo menzionato, era stata quasi annullata perché le piste erano talmente piene di fango a seguito di una forte pioggia. Ho resistito per qualche giro, ma poi mi sono fermata. Questa a Borgetto è stata la prima gara che ho svolto interamente”.

Oltre che soddisfatta, può raccontarci qualcos’altro circa come è andata?

“E’ stato faticoso. Start alle 12,30 nel bel mezzo del caldo torrido, quindi il primo approccio è stato veramente pesante dal punto di vista fisico. Dopo il primo giro quasi volevo mollare, lo ammetto. Grazie al supporto degli amici e dei mei familiari sono riuscita ad arrivare fino in fondo, spero in base ai miei impegni di poter continuare e aggiungere un tassello alla volta al mio percorso”.

Quali sono gli elementi imprescindibili per poter perseverare nelle motocross?

“Non basta la passione, per poter fare questo sport occorre aiuto finanziario. Per quello che mi riguarda, è stata una mia volontà comprare la mia prima moto, ma avere la fiducia delle persone che amo è fondamentale ed è una cosa che non si può comprare”.

Per concludere, quando sarà il suo prossimo banco di prova?

“Ancora non so per certo la data esatta della prossima gara, ma di una cosa invece sono certissima: non mancherò!”.

©riproduzione riservata

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