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Calcio

Serie D / Playoff e ripescaggi: le speranze Serie C dell’SSC Ancona

Sfuma la promozione diretta dopo il pari con L’Aquila, ma i dorici restano in corsa attraverso i playoff. Il percorso è complesso e legato anche alle difficoltà dei club nelle categorie superiori. I nuovi criteri federali rendono il ripescaggio più selettivo e incerto. Servirà un cammino perfetto e una graduatoria favorevole per continuare a sperare.


ANCONA, 28 aprile 2026 –
I sogni di promozione diretta sono ormai sfumati per i biancorossi allenati da Agenore Maurizi dopo lo 0-0 contro L’Aquila. Tuttavia, le speranze non sono ancora del tutto sopite: i dorici puntano ora tutto sul “piano B”, ovvero i playoff. Una strada più ardua e complessa, ma non impossibile, soprattutto considerando le situazioni di forte instabilità che coinvolgono diverse società nelle categorie superiori (come il caso Ternana, ma non solo). In questo scenario, le possibilità di ripescaggio potrebbero anche concretizzarsi, seppur a determinate condizioni.

Nuovi criteri di riammissione e ripescaggio

Il Consiglio Federale, riunitosi nella giornata di ieri, ha approvato e reso noti i criteri per l’integrazione degli organici del campionato di Serie C 2026/27. L’ordine di ripescaggio prevede al primo posto una seconda squadra (U23 di club di Serie A), al secondo una società di Lega Pro e solo al terzo una squadra di Serie D, ovvero la vincitrice dei playoff di categoria. In fondo alla graduatoria figura invece una squadra U23 partecipante al campionato di Serie D.

Se l’Ancona chiudesse il campionato al secondo posto – battendo domenica prossima il Notaresco al Del Conero – avrebbe il vantaggio del fattore campo e la possibilità di superare i primi turni anche in caso di pareggio, grazie al miglior piazzamento in classifica. I primi due turni dei playoff (al via il 10 maggio), semifinale e finale di girone, si disputeranno infatti in gara unica secondo questi criteri.

Le squadre vincitrici dei rispettivi gironi playoff non accedono automaticamente al ripescaggio, ma vengono inserite in una graduatoria nazionale. Questa viene stilata sulla base della media punti in campionato (criterio principale), a cui si aggiungono i bonus derivanti dalla Coppa Italia di Serie D – con l’Ancona che, avendo raggiunto la finale, otterrebbe un extra bonus di 0,25, mentre la Pistoiese 0,50 – e ulteriori punteggi legati al progetto “Giovani D Valore”.

In definitiva, si tratta di un percorso tutt’altro che agevole, che ancora una volta penalizza le squadre di Serie D, rendendo i playoff poco incisivi ai fini della promozione. Una sorta di mini campionato post-stagionale che, per avere valore concreto, resta legato alle difficoltà e alle eventuali esclusioni di club dalla Serie C. Senza contare il fatto che, come indicato, non potrebbe bastare aggiudicarsi i playoff di girone, in quanto potrebbe essere agevolata per il ripescaggio una squadra con parametri migliori (ad es i punti extra bonus della Coppa Italia) e in base ai posti liberatosi dalla Serie C. Una dinamica ben articolata, ormai fin troppo nota nel sistema calcistico italiano.

©️riproduzione riservata

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