Connect with us

Calcio

Seconda Categoria / Monte Roberto, il team manager Simone Capitani si racconta: “Che emozione unica il mio primo campionato vinto”

La nostra intervista esclusiva al dirigente ex Jesina e Staffolo: “Metto sempre quello che imparo a disposizione delle cause che sposo. Sono tornato a casa dopo 7 anni e ora la gente si interessa della squadra: è un segnale dell’ottimo lavoro svolto” 

MONTE ROBERTO, 11 giugno 2024 – Simone Capitani e il Monte Roberto sono ormai diventati una cosa sola. Nella stagione 2023-2024 appena conclusa, infatti, il dirigente classe 1989 è tornato in quella che considera la sua casa, il “Carletti” di Pianello Vallesina, e al primo tentativo personale ha ottenuto la promozione in Seconda Categoria, con il trionfo nel girone C di Terza.

“Si tratta – ci spiega in esclusiva nella nostra intervista – del mio primo campionato vinto in 18 anni da dirigente, con quello che ritengo il ‘mio Pianello’. La gente del posto ci chiede di noi: vuol dire che abbiamo lavorato bene”. Con Capitani abbiamo parlato del Monte Roberto, della Jesina e dello Staffolo, le tre principali realtà in cui ha lavorato.

La vittoria del campionato con il Monte Roberto: “Il 27 aprile è una data indimenticabile per me, nel bene e nel male”

Dopo aver contribuito da esterno alla fondazione del Monte Roberto calcio nell’estate del 2022, Simone Capitani è entrato ufficialmente in società come team manager nella stagione 2023-2024. Al secondo colpo, dunque, la squadra ha ottenuto la promozione in Seconda Categoria. “Il 27 aprile per me – ci racconta Capitani – è una giornata un po’ brutta, perché in quella data nel 2007 ho perso mia madre quando ero alla prima mia esperienza da dirigente a Pianello Vallesina. Il 27 aprile 2024 ho vinto il mio primo campionato: un’emozionante coincidenza.

Il giorno prima, venerdì 26 aprile, c’è stata la sfida Largo Europa-Villa Strada, scontro tra seconda e terza della classe. L’1-1 del Mosconi è stato un risultato molto importante per noi, dato che meno di 24 ore dopo andavamo a giocare a Maiolati la nostra penultima partita. Quella settimana è stata molto tesa, perché ti potevi giocare tutto il 27 aprile o rimandare tutto al 4 maggio, allo scontro di vertice con il Largo Europa a Pianello. Alla fine, però, abbiamo festeggiato a Maiolati, ottenendo la vittoria del girone con una giornata di anticipo”.

“Che bello vincere il mio primo campionato, grazie a un gruppo fantastico e all’ottimo lavoro della società”

Capitani, in 18 anni da dirigente, non aveva mai ottenuto un risultato del genere. “È stato bello – ci confessa – vincere il mio primo campionato: erano anni che correvo dietro a questo sogno e questo obiettivo, alla fine, l’ho centrato grazie ad un gruppo fantastico e magnifico, senza dimenticare l’ottimo lavoro di programmazione della società.

Il primo anno ero un esterno e ho formato i neo dirigenti, mentre dall’estate scorsa sono tornato a casa dopo 7 anni: è stato un anno bello e ricco di emozioni e di soddisfazioni, un anno meraviglioso perché ho visto gente che da anni non tornava al Carletti. Soprattutto abbiamo avuto bambini e giovani che sono venuti a tifarci. Nel mio vecchio corso, la gente non mi fermava e non mi chiedeva della squadra, ma con l’avvento di questa realtà le persone del posto mi fermano e mi chiedono di noi. Anche questa è una soddisfazione: vuol dire che tutti noi abbiamo lavorato bene”.

“Grazie ai ragazzi per quello che hanno dato per raggiungere la promozione. Stiamo lavorando per la prossima stagione”

Voglio fare un plauso – aggiunge ai miei uomini del Monte Roberto calcio (il mio Pianello), che sono stati formidabili, sia chi ha giocato poco che chi è stato sempre titolare. Se siamo stati promossi in Seconda Categoria, il merito è tutto loro: li ringraziamo per il loro senso di appartenenza e per i valori che hanno dato a questa causa”.

Dopo la promozione ora viene il bello per la società biancoazzurra. “Il Monte Roberto – dichiara Capitani – deve continuare a crescere, deve avere fame e voglia di fare. Ora stiamo allestendo la squadra per il nuovo corso in Seconda Categoria, ponendoci come obiettivo minimo la permanenza nella categoria. Poi, chissà, se durante l’anno ci può scappare qualcosa in più sarà il tempo a deciderlo.

Sicuramente lavoreremo per crescere e per migliorare, perché tra la carta e la programmazione è sempre il rettangolo di gioco a fare la differenza. Lo vedremo strada facendo, mantenendo un profilo basso, con voglia di lavorare e fare. Cerchiamo di tenere ottimi rapporti con le società vicine. La collaborazione più grande, fitta e proficua l’abbiamo con il Moie Vallesina. C’è un ottimo e sano rapporto con loro e cerchiamo di renderlo vivo per i prossimi anni ad avvenire”

Ho sempre messo a disposizione quello che ho imparato per il bene di ogni causa”

Capitani, dunque, è tornato a fare il dirigente nella sua città dopo 7 anni “da pendolare”. Gli abbiamo chiesto che differenza c’è tra farlo “in casa” o “fuori”. “C’è differenza – spiega – tra fare il dirigente in casa, nella propria città, che farlo fuori, nei comuni limitrofi. Fare il dirigente nella tua comunità vuol dire rappresentare la tua gente, essere un rappresentante del tuo paesello. Farlo fuori, invece, non è la stessa cosa, anche se lo fai con lo stesso spirito. Ho avuto onore di farlo per cinque anni: Staffolo per me è stato come se fosse Pianello ho sempre dato tutto me stesso e mi sentivo uno di loro. Tutto quello che ho imparato l’ho messo a disposizione, per il bene di ogni causa che ho sposato”.

Simone Capitani (primo in basso da destra) ai tempi della Jesina

Capitani e la Jesina: “Ho conosciuto persone bellissime come Bargnesi, Mazzarini, Trozzi e Presti. I leoncelli non meritano la Promozione

Insegnamenti dirigenziali che ha ricevuto anche a Jesi, nella Jesina, dove è stato dirigente dei Giovanissimi nel 2015-2016 e degli Allievi nel 2017-2018. “Nella mia esperienza leoncella – ci racconta – ho iniziato ad amare i giovani. Sono stato dirigente nell’era di Marco Polita e sotto la gestione del settore giovanile di Renato Bargnesi, uno dei pochi che ha creduto in me a scatola chiusa. Tutta la parentesi in generale è stata bellissima: ho conosciuto grandi persone come Cesare Mazzarini, Sergio Trozzi e Osvaldo Presti, istituzione del calcio jesino. 

E poi a Jesi ero andato per tornare a fare parte del team di Ivano Merli con i Giovanissimi. Con i ragazzi bisogna avere tempo, conciliando il lavoro e il resto della vita privata. Sono stati, comunque, due anni belli, che mi hanno aiutato a crescere come dirigente. Da esterno, non voglio dare giudizi sulla retrocessione di quest’anno, perché penso che prima di giudicare bisogna vivere la realtà. Auguro alla Jesina di tornare nei palcoscenici che merita: la piazza di Jesi merita ben altro, non la Promozione”.

La cena con cui Simone Capitani e lo Staffolo si sono congedati

I 5 anni a Staffolo: “Sono stato accolto come uno di famiglia. Porterò sempre mister Pasquini nel mio cuore”

Dal 2018 al 2023, poi, Simone è stato team manager dello Staffolo. “È stata la mia scommessa – chiarisce Capitani -, ma sono stato accolto comunque come uno di famiglia. Ho trovato un gruppo fantastico, una società con un senso di appartenenza fantastico. Oggi voglio ringraziare tutto l’ambiente giallorosso, in particolare Paolo Aquilanti e Franco Tiberi, perché anche loro hanno creduto in me a scatola chiusa.

Lasciare Staffolo è stato difficile, ma la nascita del Monte Roberto mi ha spinto a tornare a casa. Non sarei mai andato via dalla società staffolana, perché avevo trovato un paese chi mi ha accolto e mi ha voluto bene dal primo giorno. Spero di aver lasciato un buon ricordo a Staffolo e sicuramente, se saremo un giorno avversari, sarò emotivamente in difficoltà, perché sul Balcone della Vallesina ho lasciato una parte del mio cuore”.

Come giudica Simone Capitani la stagione in chiaro-scuro dei giallorossi? “Come ho spiegato anche prima con la Jesina – spiega -, non voglio dare giudizi sulla stagione dello Staffolo, ma è importante che abbia mantenuto la categoria: auguro loro di vivere tante altre soddisfazioni. Voglio fare un ringraziamento speciale a mister Pasquini, ottima persona con cui ho legato molto. Quest’ultima salvezza ha la sua firma. Quando ero a Staffolo mi aveva lasciato molta libertà di fare, con il benestare di tutto il team. Porterò sempre nel mio cuore Pasquini e la sua bontà”.

Quale sarà il futuro di Simone Capitani? Voglio continuare a lavorare con i giovani – conclude il team manager del Monte Roberto -: crederò sempre in loro e cercherò di valorizzare le loro potenzialità. Per me si tratta di una rivincita personale su chi non ha mai creduto in me. Il 2024-2023 sarà la mia 19^ stagione da dirigente: ho ancora tanta voglia di dare, di fare e di imparare. Finché avrò passione e voglia di stare in mezzo ai campi e dirigere la società, io non mi fermo”.

Giacomo Grasselli

©riproduzione riservata

image_pdfimage_print

Advertisement
Advertisement

More in Calcio

Segnala a Zazoom - Blog Directory