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Il Centenario che verrà / Jesina, Marco Sgrò: «Jesi il mio trampolino di lancio»

L’ex leoncello, che proprio da Jesi spiccò il volo verso la Serie A, ricorda la stagione 1988/89 che lo vide grande protagonista con la maglia biancorossa

JESI – 10 settembre 2026 – Tra i giocatori più rappresentativi della storia della Jesina, approdati in Serie A, spicca senza dubbio l’ex centrocampista Marco Sgrò.

Una sola stagione a Jesi per lui, comunque sufficiente per lasciare il segno. 34 presenze su 34 gare, e 7 reti che gli valsero anche la palma del miglior marcatore biancorosso. Arrivato dalla Primavera del Genoa insieme a tanti altri giovani di belle speranze, come Micheloni e Centofanti da quella del Verona, e Salafia da quella della Lazio, Marco Sgrò seppe subito imporsi nello scacchiere di mister Luzii, avvicendato successivamente da Corelli. Centrocampista duttile dai piedi raffinati, Sgrò raggiunse la Serie A partendo proprio da Jesi dopo una lunga gavetta che lo vide, tra C/2 e C/1, anche con le maglie di Siena e Fiorenzuola. Nel novembre del 1993, l’approdo all’Atalanta, in Serie A, una parentesi all’Ancona in B, e la consacrazione definitiva sempre con la “Dea” prima di passare alla Samp, tra A e B.

La Jesina edizione 1988/89. In piedi da sinistra: Garbuglia, Centofanti, Limonta, Salafia, Silvestri e Paolinelli.
In basso da sinistra: Spampinato, Galli, Guariento, Sgrò e Micheloni.

Marco, cosa ricordi del tuo arrivo a Jesi e di quella splendida stagione che vide la Jesina al nono posto finale?

«Ero un ragazzino quando arrivai a Jesi, ricordo che vivevamo e dormivamo dietro al “Teatro Pergolesi”. Venivo dalla Primavera del Genoa, e Jesi è stata la mia prima esperienza tra i “grandi”. Ricordo molto volentieri anche Centofanti, i mister Luzii e Corelli, i tifosi e la città tutta. Jesi mi è rimasta nel cuore, mi sono divertito. È stato l’anno che ha dato un po’ il via alla mia carriera, il mio trampolino di lancio. Quando fai bene subito, poi è più facile il percorso».

Un’immagine di Marco Sgrò con la Jesina

Tra gli appassionati che ti hanno visto giocare, la mente corre subito a quel gol in rovesciata in casa, sotto la curva col Riccione all’87’….

«Lo ricordo benissimo. Stavamo premendo alla ricerca del gol, ci fu un batti e ribatti in area dopo un calcio d’angolo, la palla si alzò e provai la rovesciata. Fu un gesto istintivo, i tifosi erano impazziti. Mi piacerebbe rivederlo. Bellissimi ricordi, davvero!».

Marco Sgrò in azione con la maglia dell’Atalanta (foto Wikipedia)

Dopo la Jesina, un lunghissimo percorso che ti ha visto approdare in Serie A dopo una lunga gavetta

«Dopo la stagione a Jesi, mister Attilio Perotti, mio ex allenatore alla Primavera del Genoa anche lui passato coi “grandi”, iniziò ad allenare a Siena e andai da lui. Vincemmo subito il campionato di Serie C/2, salendo in C/1. Nonostante questi tre ottimi campionati tra i professionisti, il Genoa mi vendette al Fiorenzuola in C/2, con mia grandissima delusione. Pensai anche di mollare tutto. Col Fiorenzuola ripartii vincendo di nuovo il torneo di C/2 e l’anno successivo, a novembre, mi acquistò l’Atalanta. Mi ritrovai nel giro di una settimana da Fiorenzuola-Pistoiese a Milan-Atalanta. Per farmi le ossa poi, la società mi mandò in Serie B, categoria che ancora non conoscevo, all’Ancona, dove ritrovai Perotti. Con l’Ancona feci benissimo, un’annata strepitosa con 38 gare giocate su 38. Tornai così all’Atalanta dove esplosi, rimanendo altri 3 anni, indossando nell’ultima stagione anche la fascia da capitano, segnando 5 gol in campionato ed altri 5 in Coppa Italia. Passai poi alla Sampdoria, fortemente voluto dall’allora mister Luciano Spalletti. A Genova era un momento un po’ particolare, dopo le partenze di Vialli e, successivamente, di Mancini, si era chiuso un ciclo e si stava ripartendo con giocatori come Montella, Ortega, Laigle, ed altri ancora. Dopo due anni con la Samp, andai ad ottobre alla Ternana, in B. La mia carriera è proseguita poi con Monza, Alzano Virescit, Valenzana, Carpenedolo, Pergocrema, Como e Colognese prima di smettere col calcio giocato».

Da alcuni anni, un’altra avventura nel calcio nel ruolo di allenatore

«Sì, sono alcuni anni che alleno. Ho iniziato nel Tritium, dove abbiamo vinto i tornei di Promozione ed Eccellenza, Legnano in D, dove siamo arrivati secondi, e da 3 anni alleno il Villa Valle, sempre in D. Questo è il mio quarto anno con questa società. Nel primo, sempre in D, sono subentrato e ci siamo salvati, nel secondo siamo arrivati terzi infine, sesti. L’obiettivo rimane sempre la salvezza, prima di tutto, anche perché in questa stagione affronteremo squadroni come Piacenza, Chievo, e Milan Futuro. Vorrei comunque fare un grande saluto a tutti i tifosi della Jesina, che ricordo sempre molto volentieri. Spero davvero di rivedere quella curva gremita, e la Jesina in palcoscenici sempre più importanti, come merita. Quello a Jesi per me, è stato solo un anno, ma intenso».

©riproduzione riservata

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