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Il centenario che verrà / Amici: “Uniti si vince, la squadra ha bisogno dei tifosi”

Gianfranco Amici che è stato giocatore, allenatore e dirigente leoncello alla vigilia del campionato di Eccellenza auspica il ritorno dei ragazzi della curva per sostenere la squadra ed in generale dice: “Basterebbe il sintetico al Mosconi per risolvere l’80% dei problemi”

Jesi, 29 agosto 2026 – Siamo sulla strada che porta al marzo 2027, meta dei 100 anni della Jesina calcio.

Da Gianfranco Amici che è stato prima giocatore poi allenatore ed anche dirigente della Jesina abbiamo ricevuto il suo pensiero sullo stato attuale delle cose in prospettiva festeggiamenti per il centenario.

“Dopo due anni di silenzioscrive Amici –  e vista l’attuale situazione che va sempre peggiorando nei rapporti tra il tifo organizzato e la presidenza della Jesina Calcio, sento il dovere di dire la mia nella speranza di rivedere i ragazzi della curva ad essere il dodicesimo giocatore in campo”. Vigilia del campionato ma si sta avvicinando il centenario “e deve essere una festa, tutti difendono le loro ragioni ma il muro contro muro a chi giova? Il tifo deve sostenere questo gruppo di ragazzi che merita grande attenzione. L’arrivo di mister Puddu ha portato aria nuova, è riuscito a tirar fuori il massimo da tutta la rosa che ha espresso un calcio piacevole e propositivo. La società ha fatto i suoi errori, non pochi, ma le va anche riconosciuto che ha saputo risalire immediatamente e mantenere la Categoria lo scorso anno. Se ci guardiamo intorno vediamo tante società, altrettanto blasonate, che non se la passano bene, di questo passo rischiamo di fare la stessa fine. Si va allo stadio per vedere la partita, per sostenere chi va in campo a lottare per la maglia e mai come in questo momento questi ragazzi meritano il supporto dei tifosi, autentico valore aggiunto. Si prospetta un campionato difficile, dimostrate loro con la vostra presenza che sono al primo posto nei vostri pensieri”. Consigli per tutti:“Alla Società consiglio di contenere il prezzo di ingresso, renderlo più popolare possibile in modo da tornare a riempire la curva. Non entro nelle divergenze tra tifosi e presidente, e nemmeno a quanto è successo nella stagione della retrocessione che mi ha visto coinvolto in maniera pesante. Sono una persona forse troppo solare per questo ambiente ma rivedere tanti ragazzi passati in questi anni che mi hanno salutato con grande rispetto mi ripaga e mi conforta”. Ma a lei che gliene viene? “Per primo un grazie a Kevin che mi ha invitato alla sua festa domenica, diversamente non avrei potuto riabbracciare mister Campelli che non vedevo da qualche tempo e che considero un ottimo tecnico a cui auguro di cuore di arrivare al professionismo perché ne ha le qualità. Qualcuno può obiettare: ma a te che te ne viene? Nulla, ma sono uno Jesino che vuol bene alla Jesina, che non porta rancore per il passato, in verità molto sofferto, che vorrebbe vedere tutte le componenti remare nella stessa direzione, anche e soprattutto con il sostegno dell’Amministrazione Comunale che in questi ultimi dieci, quindici anni nulla ha fatto per migliorare le strutture. Basterebbe il sintetico al Mosconi per risolvere l’80% dei problemi. Buon campionato a tutti”.

(e.s.)

©riproduzione riservata

 

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