Il playmaker leoncello, tra i migliori in questo avvio di stagione, si racconta in vista del match di Urbania, dove la Jesina sarà chiamata a confermare l’ottimo momento di forma

JESI – 7 dicembre 2023 – Arrivato in punta di piedi a Jesi dopo tante esperienze nel calcio dilettantistico marchigiano e romagnolo, Davide Zandri, fanese doc, si è rivelato uno dei punti di forza della Jesina in questo inizio stagione. Mente del centrocampo leoncello, Zandri ha vestito nel corso della sua lunga esperienza calcistica, le maglie di Rimini (settore giovanile), Del Conca Morciano, Cattolica, Cagliese, Atletico Gallo, Atletico Alma, Forsempronese, Maceratese e Trodica.
Davide, raccontaci il tuo lungo percorso che ti ha portato a Jesi l’estate scorsa
«Esco dal settore giovanile del Rimini. Con la scomparsa del presidente biancorosso Bellavista, sono passato al Del Conca Morciano. Successivamente, ho militato col Cattolica vincendo un campionato di Promozione e raggiungendo un secondo posto in Eccellenza, l’anno seguente. Passato all’Atletico Gallo, abbiam vinto un altro campionato di Promozione, così come dopo con l’Atletico Alma. Dopo questa esperienza, ho militato con la Forsempronese, la Maceratese, vincendo il mio quarto campionato di Promozione, e il Trodica. È stato un viaggio molto bello, con 4 promozioni e la vittoria di 2 Coppa Italia di Eccellenza con Fossombrone e Cattolica. In estate, il passaggio alla Jesina, alla vigilia della prima gara di campionato a Montegiorgio. Da fanese, grazie anche allo storico gemellaggio tra Fano e Jesi, mi fa fatto molto piacere venire a giocare al “Carotti”, così come lo era stato da avversario. Al momento della proposta, tanti allenatori mi hanno parlandomi benissimo della piazza, tra questi mister Sauro Trillini, avuto a Macerata, che Jesi la conosce per averci giocato ed allenato. Lui mi ha detto di non pensarci un attimo e di accettare subito».

Zandri
Tornando al campionato, la Jesina ha saputo andare, per ora, aldilà di ogni pronostico. Quale è stato il segreto?
«So che all’inizio, anche prima che arrivassi, si respirava tanto scetticismo, ma all’interno dello spogliatoio c’è sempre stata tanta fiducia. Ho vissuto poco il periodo della preparazione, arrivando solo negli ultimi giorni, e posso dire che niente ha intaccato il gruppo. Chi gioca, e io una certa esperienza posso dire di averla, sa che le chiacchiere servono a poco, e che alla fine il giudizio è sempre quello del campo. Noi siamo sempre andati avanti per la nostra strada. Il gruppo ha tanta qualità e voglia di allenarsi fuori del comune, come piace anche a me, cosa che da tanto non vedevo».
L’ottima vittoria di domenica scorsa con la Maceratese, ha riscattato la sconfitta di Osimo che aveva interrotto una lunga striscia di risultati positivi
«Sì, una vittoria importante, per due squadre che potevano affrontarsi anche in D. Il calendario, per fortuna, ci ha dato subito motivo di riscatto. Siamo stati bravi a tener botta nel primo tempo e, con la nostra fisicità ed intensità, che ormai ci caratterizzano, l’abbiamo poi portata a casa. A Osimo avevamo disputato una buona partita, pensando anche ad un certo punto di far nostra la gara, e questo ci ha giocato un brutto scherzo. Un incidente di percorso».
Domenica arriva un’altra gara difficilissima sul terreno dell’Urbania, squadra di categoria e formazione sempre molto ostica da affrontare
«Urbania è uno di quei campi che se non ci sei con la testa, poi prendi gli schiaffi. Conosco bene la loro realtà, è una squadra che ha costruito sempre la salvezza in casa. Dovremo andare a fare la nostra partita, come abbiamo sempre fatto».
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