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Calcio / Jesi, al “Palazzo dei Convegni” il commosso ricordo di Stefano Furlan

Ricordato il giovane tifoso della Triestina tragicamente scomparso nel lontano 1984, dopo un derby di Coppa Italia con l’Udinese

JESI, 12 gennaio 2025 – Si è svolta al “Palazzo dei Convegni” di Jesi, la presentazione del volume “Una notte lunga quarant’anni”, libro dedicato alla memoria di Stefano Furlan, giovane tifoso della Triestina deceduto in seguito alle percosse subite al termine di un derby di Coppa Italia Triestina-Udinese dell’8 febbraio 1984, conclusosi 0-0.

Un pubblico numeroso e commosso ha assistito al racconto, drammatico, emozionante e coinvolgente di Lorenzo Campanale, portavoce dell’Associazione Stefano Presente”, dedicata proprio a Stefano Furlan.

 

Il portavoce dell’Associazione “Stefano Presente” Lorenzo Campanale. Toccanti le sue parole.

Il volume, dal titolo “Una notte lunga quarant’anni”, pubblicato dagli Ultras Trieste e dall’Associazione “Stefano Presente”, ripercorre attraverso foto, ricordi e testimonianze, la storia del giovane che morì in seguito ad alcuni tafferugli, a cui peraltro non aveva partecipato, che si verificarono all’esterno dell’allora “Grezar”, vecchio stadio degli “Alabardati”, oggi situato al fianco del nuovo impianto dedicato invece a un altro grande personaggio triestino: “Nereo Rocco”.

In particolare, al termine del derby, molto sentito, si verificarono degli incidenti, anche se di poco conto, come riportato dalle cronache. Stefano, che non aveva però preso parte agli scontri, subì alcuni duri colpi alla testa da parte di un agente di Polizia, in occasione della sua perquisizione.

L’unica sua “colpa” così, fu quella di trovarsi nel posto sbagliato, al momento sbagliato.

La copertina del volume “Una notte lunga quarant’anni”

Il giorno dopo, Stefano accusò un malore e venne portato in ospedale dove morirà, purtroppo, il 1° marzo, dopo ben 3 settimane di coma.

Una vicenda tristissima, che ha segnato la città di Trieste, per sempre.

A Stefano Furlan, venne dedicata successivamente una curva, quella Sud, nel nuovo Stadio “Nereo Rocco”, per onorarne la memoria e non dimenticare quanto accaduto in quella maledetta serata.

Toccanti le parole di Lorenzo Campanale, che ha rimarcato più di una volta gli aspetti aggregativi della parte pulita del tifo, fatta di momenti da vivere 7 giorni su 7 e non solo durante i 90’ della gara domenicale.

Queste le sue parole: «La storia di Stefano, quella di un ragazzo come tanti altri, viene ricordata a Trieste e ovunque. Da una vicenda triste e sfortunata come la sua però, è nato un movimento importante, che ha visto una unione di intenti, di aggregazione, di solidarietà e di valori, che speriamo si possano tramandare anche alle generazioni future».

Decisiva in tutta questa triste vicenda, la forza e la tenacia della madre di Stefano, Renata Furlan, scomparsa nel 2022, che non si è mai arresa sin dall’inizio, cercando giustizia per decenni, contro tutto e contro tutti, ricordando in ogni occasione quel suo amato figlio che aveva cresciuta da sola, e che un tragico destino gli ha portato via troppo presto.

Lo striscione dei ragazzi del gruppo “Eppure il Vento Soffia Ancora”

L’iniziativa, fortemente voluta dal Gruppo Ultras jesino “Eppure il Vento Soffia Ancora”, ha visto una grande partecipazione di pubblico, trasportato dalle toccanti parole dell’ultras triestino, parole che resteranno sicuramente impresse in coloro che hanno condiviso e condivideranno in futuro quei valori di quel mondo ultras dipinto, troppo spesso, superficialmente, come la parte negativa della società.

©riproduzione riservata

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