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OLIMPIADI / Italia senza inno e senza bandiera, decisione senza precedenti

Chi a Jesi non ricorda o non si è emozionato il giorno delle aperture delle Olimpiadi di Atlanta (1996) e Londra (2012)  

JESI, 25 gennaio 2021Giovanna Trillini, Atlanta 1996, e Valentina Vezzali, Londra 2012.

Chi a Jesi non ricorda o non si è emozionato il giorno delle aperture delle Olimpiadi di Atlanta (1996) e Londra (2012) con l’inno nazionale che accompagnava le due jesine porta bandiere del tricolore d’Italia?

Cerioni, Cittadini, Vezzali, Di Francisca – Londra 2012

Tutti lo ricordano e forse quelle immagini non si ripeteranno più. Forse!

Perchè mercoledì prossimo 27 gennaio il Cio (Comitato Olimpico Internazionbale) annuncerà una notizia senza precedenti: l’Italia non potrà usare il tricolore alle Olimpiadi di Tokyo al via, se sarà confermato, il prossimo 23 luglio. 

Trillini Giovanna Atlanta 1996

La riforma del Coni, indispensabile per partecipare con pieni diritti ai giochi Olimipici, non è stata attuata dal Governo italiano ed il Cio ha pronto il documento di sospensione del Coni Italia.

Una umiliazione per l’Italia, per gli sportivi, per il tricolore, per l’inno di Mameli.

Valentina Vezzali Londra 2012

L’Italia sarà equiparata a Paesi come la Bielorussia e la Russia.

La sospensione del Coni, avrà pesanti ripercussioni anche su Milano-Cortina, i Giochi invernali che l’Italia ospiterà nel 2026 e bloccherebbe anche i finanziamenti e penalizzerebbe ogni disciplina sportiva.

La riforma dello sport, è stata emanata in Italia sotto il governo Lega-M5s, a firma Giorgetti.

L’attuale  ministro Spadafora non è riuscito a sanare.

Il tempo è trascorso ed il giorno del giudizio è inesorabilmente arrivato.

In pratica il Coni ha perso la sua autonomia. Dopo la rinuncia di organizzare le Olimpiadi a Roma ora la perdita di inno e simbolo tricolore.

Qualcuno sta correndo per bruciare le tappe e recuperare in zona Cesarini ma certo l’incertezza governativa del momento non aiuta.

Basterà approvare il decreto prima di luglio 2021? 

Forse si, forse no.

Ma è lo sport italiano, la sua tradizione, i suoi campioni, il popolo sportivo tutto è sul punto di perdere quello che per molto, tanto tempo, ha unito tutti: l’inno nazionale e la bandiera verde bianco rossa che si alzava per raccontare le imprese di tanti campioni nazionali.

E per noi di Jesi anche di quelli di casa nostra.

 

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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