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Atletica / Marco da Corinaldo, un maratoneta da Guinness dei Primati

Da venti anni Salvioni, classe 1969, corre ovunque e di continuo, arrivando sempre al traguardo: così ha scoperto il mondo

CORINALDO, 24 Settembre 2022 – Entrare nel Guinness dei Primati correndo, in giro per il mondo, praticamente senza fermarsi mai.

E’ quello che sta tentando di fare, e non è così lontano dal riuscirci, un corinaldese di quasi 53 anni, che superati i 30 ha scoperto la passione per le maratone.

Certo, non è un campione alla Gelindo Bordin o alla Stefano Baldini, ma le sue Olimpiadi le ha già vinte, correndo ovunque e terminando sempre le corse, in più scoprendo il mondo, un privilegio per pochi.

È proprio vero che la passione non ha età, e non dipende dall’essere il più veloce di tutti: e Marco Salvioni da Corinaldo lo testimonia più di ogni altro.

È un maratoneta da ormai vent’anni, ed è un maratoneta speciale, praticamente unico per costanza e chilometri percorsi, non solo a piedi sulle strade ma pure in aereo, in auto e con altri mezzi, per spostarsi nei luoghi di gara.

Salvioni infatti, dalla prima volta a Parigi nel 2002, ha corso oltre 100 maratone (quelle vere, di 42 km e 195 metri), terminandole praticamente tutte in tutto il mondo:

“a inizio settembre ha corso infatti nel cinquantesimo paese diverso, domenica scorsa in Australia, a Sidney, ho toccato quota 51, ma non è finita: a ottobre a Londra arriverò a 52 – sottolinea – poi a Dublino arriverò a 53 e questo avverrà in coincidenza con il mio 53° compleanno. Con l’Irlanda quindi il numero dei Paesi in cui ho corso sarò lo stesso degli anni della mia vita”. 

“Non soltanto, in Australia ho raggiunto il sesto continente – aggiunge – E con la maratona di Dublino, domenica 30 ottobre, avrò completato le lettere dell’alfabeto: una nazione per ogni lettera dell’alfabeto (26), con sei continenti. Il tutto in un anno. Non è facile, perché si tratta di tutte maratone ufficiali. Gli amici? La gente che mi conosce dice che quella che sto tentando è un’impresa, ma per me è soprattutto un sogno, un grande sogno”.

La passione per la maratona Salvioni infatti l’ha scoperta tardi e per coltivarla si è abituato ad adattarsi a viaggiare solo, dormire solo, nei luoghi più disparati:

“venti anni fa a Parigi ho corso la mia prima quando ero andato a trovare dei cugini – spiega – Da allora non ho più smesso, facendo sacrifici. Uno potrebbe pensare, chissà quanti soldi ha questo qui da girare il mondo per correre. Invece no, non sono affatto quello che si dice un figlio di papà. In realtà spesso euro fuori per lavoro come rappresentante e mi iscrivevo alla maratona proprio nella città dove dovevo recarmi per lavorare: magari avevo un appuntamento al sabato, arrivavo venerdì sera, sabato lavoravo, domenica correvo e poi ripartivo. 

E non sapete le volte che ho dormito in auto, per risparmiare sull’alloggio…Ma per me è sempre stato un divertimento, e infatti anche nel presentarmi in gara non rinuncio talvolta ad abiti bizzarri: se corri per 4 ore e passa, devi avere pure un po’ di spirito ed ironia“.

Andrea Pongetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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