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Jesi / Monsub Jesi, buon piazzamento all’open league di Atene

Nicolò e Samuele Mosci convocati dalla squadra svedese del Barcelondon a Copenhagen a disputare la finale dell’Europa league. Emozione unica poter cantare l’inno di Mameli prima della partita della nazionale

JESI, 21 ottobre 2025 – La seconda tappa di rugby subacqueo dell’open league si è svolta a Atene l’11 e 12 ottobre (la prima si era disputata a Jesi 10 e 11 Maggio) e la squadra Monsub Jesi si è presentata con 14 atleti tra cui 2 debuttanti nello scenario Internazionale.

Il piazzamento finale è stato l’11esimo posto, 20 le squadre totali in competizione provenienti da tutta Europa ed anche da Singapore e quasi tutte di grande esperienza e levatura, e questo è bastato a soddisfare tutto il team e l’ambiente soprattutto per la prestazione offerta.

I giorni successivi a ridosso della competizione due atleti del Monsub, su segnalazione dell’allenatore della nazionale italiana, sono stati convocati da una squadra svedese a disputare la finale dell’Europa league, torneo paragonabile alla champions league del calcio. Si tratta dei fratelli Samuele e Nicolò Mosci.

“E’ stato un bel regalo, una vera e piacevole sorpresaci racconta Nicolò -. L’Eurolega è per un club il torneo di più alto livello in questo sport. Su segnalazione dell’allenatore della nazionale italiana (di cui facciamo parte), Bobby Simmonson, siamo stati chiamati a giocare con la squadra Barcelondon, una formazione che comprende spagnoli ed inglesi. Saremo a Copenhagen sabato e domenica prossimi e giocheremo contro i più grandi giocatori europei di questo splendido sport. Sarà un’emozione enorme come partecipare ad un mondiale”.

A Jesi tutti davanti al comnputer per seguirvi?Saremo in diretta sul canale sportivo Danese (https://www.youtube.com/live/__Y-qgJGOpI?si=Pl2MfL_xBYQzbPpW). Non è la prima convocazione importante per me e mio fratello, infatti nel 2018 abbiamo partecipato con la nazionale italiana ai campionati mondiali svoltisi a Graz, in Austria. Lì ho centrato un record in questo sport diventando il giocatore più giovane ad aver partecipato ad un campionato mondiale di rugby subaqueo,16 anni. È stata per me una emozione unica poter rappresentare l’Italia in quell’occasione e poter cantare l’inno di Mameli prima di ogni partita”.

Come nasce questa passione per il rugby subacqueo? “In realtà vengo dai campi di calcio, sport che pratico dall’età di 5 anni. Ma il rugby subacqueo è indescrivibile, questo è l’unico sport che si gioca in 3D, per questo si sviluppa una grande capacità reattiva. È una combinazione unica di sport, strategia, e socializzazione. È un’attività completa, una combinazione di pensiero tattico, strategia, dove il gioco di squadra è più che mai fondamentale. È uno sport inclusivo, infatti spesso le squadre sono miste e spesso il giovane e il meno giovane giocano allo stesso livello. Mi sono avvicinato a questo sport perché mio fratello Samuele è un socio cofondatore con altri soci Monsub come Carlo Brecciaroli, giocatore presente anche lui ad Atene. Samuele è anche l’allenatore della squadra di Jesi e mi ha spinto a provare. Ero titubante non essendo mai stato un grande fan dell’acqua, ma la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo mi ha spinto da giovanissimo a mettermi alla prova. Dalla prima partita è stato subito amore. Mio fratello aveva ragione il rugbysubacqueo da scariche di adrenalina e ti senti euforico e al tempo stesso appagato. È uno sport in cui in acqua combatti e fuori dall’acqua fai grandi amicizie con persone provenienti da tutto il mondo”.

Che impegno comporta? “Ci alleniamo due volte a settimana nella piscina del Federico II la sera alle 21, ed è consigliabile frequentare nel frattempo un altro sport che sviluppi esplosività e forza (crossfit sarebbe perfetto). È un sacrificio che è ben ripagato con la soddisfazione. Si gira l’Europa e a volte il mondo, si fanno grandi amicizie, si gioca per passione sicuramente non per denaro. Per questo nella vita lavoro, sono imprenditore agricolo nell’azienda di mio padre e produttore di olio”.

Prossimo obiettivo? “Pensando in grande, il prossimo mondiale tra due anni con la maglia azzurra. Per questo motivo ci alleniamo in varie piscine italiane nei training camp organizzati dalla nazionale italiana e da Bobby Simmonson (allenatore australiano residente in Svezia) che ci segue da un anno ormai con allenamenti congiunti circa una volta al mese. Praticamente la mia vita si svolge tra il lavoro in frantoio, i campi agricoli e da calcio e le piscine sparse per l’Italia e l’Europa”.

Evasio Santoni

©riproduzione riservata

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