Il trequartista biancorosso domenica ha segnato il quarto gol del proprio campionato sfoderando una prodezza straordinaria. L’ennesima testimonianza della fiducia dilagante di cui sta godendo nell’ambiente maceratese in questa stagione

Vallesina, 12 novembre 2024 – Dopo aver perso la massima efficacia in trasferta due domeniche fa, per via del pareggio di Fabriano, la Maceratese ha cancellato l’astinenza dai tre punti tra le mura amiche del “Pino Brizi” nel derby con il Montefano.
Lo scoglio viola non ha arenato la voglia dilagante dei biancorossi di rimanere ben saldi al di dietro delle due capoliste.
Andando di pari passo con l’impossibilità di opporsi al talento sfavillante di Edoardo Ruani.
Alla seconda stagione con addosso la pelle della “Rata”, l’estroso centrocampista offensivo classe 2003 sta associando una crescita personale esponenziale. Un crescendo in personalità, giocate e concretezza che non poteva non sposarsi con la fiducia che a più riprese ha dimostrato di ricevere dall’ambiente in maniera continuativa quest’anno.
Proprio questa, la fiducia, sta divenendo nell’amplificatore perfetto della genialità appartenente al classe 2003: la variabile che “scioglie le gambe, attira la buona sorte, fa volare il talento” come riporta sui propri social il suo allenatore Matteo Possanzini riproponendo le parole del campione del mondo ’86 Jorge Valdano.
Lecito pensare, non sia stato un caso, quindi; il talento, impersonificato nel gioiellino ex Ancona, sospinto da tutte le caratteristiche di cui sopra, al diciottesimo di Maceratese-Montefano è volato in senso lato. Non dopo aver già fatto le prove generali con una coordinazione simile qualche manciata di secondi prima, su quel pallone spiovente all’interno dell’area di rigore Ruani ha elevato oltre sé stesso i propri compagni inevitabilmente increduli davanti a cotanta eleganza. Ponendosi per qualche frazione di secondo, al centro di un mondo che ha visto splendidamente capovolto. Un mondo da 1-0 e palla al centro diverso da tutti gli altri. Tra l’altro si sa, quello di rovesciata è il gol che tutti sognano di fare almeno una volta nella vita.
Ciao Edoardo, benvenuto su VallesinaTV!
-Ciao a tutti e grazie per l’invito e l’attenzione!
Non possiamo non partire da quel frame: palla che scende giù e tu, che ti immagini?
-Non ho immaginato molto…l’ho fatta e basta. Poi, rialzandomi da terra e realizzando che per quella volta la cosa era andata in porto ho esultato all’impazzata. Una delle sensazioni più vicine al concetto di “figata” mai provate in vita mia.
Un gesto come quello non si allena; eppure tu le misure per provarci l’avevi già prese qualche minuto prima colpendo l’incrocio: in qualche modo te la sentivi dentro quella giocata?
–Si, esatto. Nel primo caso essendomi ritrovato un po’ troppo distante dalla palla ho colpito con un minor margine di calcolo. In occasione dell’1-0 invece l’ho vista arrivare proprio bene e credo di essermi aiutato con questo.
Più in generale, quanto ti aiuta il lavoro che state facendo per dare spazio ai tuoi sprazzi di talento?
–Tantissimo. Nella passata stagione a Macerata, un’po’ per qualche mia noia fisica di troppo ed un po’ per circostanze ulteriori, ho fatto più fatica. Quest’anno sto avendo più continuità e lavorando in un ambiente in cui si respira fiducia non posso che rendere meglio.
La fiducia, quindi, è elemento centrale nel percorso corrente. Come si guadagna con un allenatore come il vostro?
–Non ti saprei dire con certezza…a dire il vero, l’abbiamo sentita tutti quanti allo stesso modo sin dall’inizio. Quando ti arriva in maniera coerente e spontanea poi non può che esser ricambiata con la stessa moneta. Soprattutto per questo stiamo remando tutti verso lidi di belle speranze.
Anche perché nel vostro personalissimo passato recente, durante la scorsa stagione mentre Possanzini sedeva sulla panchina cremisi vi eravate punzecchiati…
–Cose di campo… (ride, ndr) che sono finite ovviamente li dove iniziarono. Con il mister c’eravamo incrociati più volte tra coppa e campionato nella passata stagione e, difendendo i rispettivi colori, alle volte l’agonismo prese il sopravvento. Quando ho appreso che avrei avuto modo di lavorarci assieme ad inizio stagione mi sono messo subito a confronto con una persona seria e decisa. Che io, come tutti gli altri, voglio ripagare mostrandomi completamente a disposizione.
foto in evidenza di Francesco Tartari
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