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Calcio

Calcio serie D / Samb-Vigor e il ricordo della tragedia del Rodi

Il ringraziamento sambenedettese per lo striscione dei Ragazzi della Nord senigalliesi.
Un fatto di cronaca troppo dimenticato: ecco cosa successe in mare il 23 dicembre 1970

SENIGALLIA, 27 Dicembre 2023 – Mentre la squadra torna ad allenarsi in vista della ripresa del campionato (trasferta a Termoli per la prima di ritorno) è ancora alto tra i tifosi a Senigallia l’entusiasmo per l’impresa della Vigor che ha violato il Riviera delle Palme, dove è arrivata la terza vittoria consecutiva contro la Sambenedettese (3-1).

Ma al Riviera oltre a strappare applausi in campo per la prestazione coriacea della squadra di Clementi, capace di rimontare lo svantaggio, la Vigor ha ricevuto apprezzamenti pure a livello di tifoseria, arrivata in quasi 200 unità di mercoledì sera e soprattutto protagonista di un gesto applaudito anche dalla curva avversaria, l’esposizione di uno striscione in ricordo della tragedia del Rodi, un fatto di cronaca che nel 1970 ebbe un eco enorme ma che oggi appare piuttosto dimenticato.

Ma cosa accadde il 23 dicembre 1970?

In quel periodo San Benedetto del Tronto è già nota per le imprese della sua squadra di calcio, una piccola provinciale – fondata mezzo secolo prima da giovani appartenenti alle classi popolari della città – arrivata tuttavia in serie B e lì a lungo grazie anche ai risultati straordinari davanti al caldissimo pubblico amico del Ballarin, il vecchio stadio, autentico simbolo e pezzo di storia ora colpevolmente ridotto a rudere abbandonato.

A turbare la quieta vita cittadina di provincia arriva una tragedia: il 23 dicembre il motopeschereccio Rodi di San Benedetto naufraga – travolto dal vento e dalla furia del mare – a tre miglia circa dalla costa nelle acque antistanti la foce del fiume Tronto.

Le operazioni di recupero vengono però ritardate per diversi giorni: nessuno tenta un recupero del mezzo e dei giovanissimi marinai dentro, perché ritenuto antieconomico, finché la città di San Benedetto – dove agisce la marineria più grande d’Italia – non inscena una clamorosa protesta, occupando lo scalo ferroviario e la Statale Adriatica, e di fatto in questo modo bloccando l’Italia dividendola in due.

Le proteste, col passare delle ore e l’aumentare dell’inerzia di chi si sarebbe dovuto occupare dei soccorsi, sfociarono in una vera e propria rivolta popolare di una intera città, contro il lassismo delle istituzioni.

La protesta partì dai pescatori e dagli studenti – molti dei quali alla domenica si ritrovavano allo stadio Ballarin per seguire la Sambenedettese – causando alla fine l’intervento dei sommozzatori, degli elicotteri e del pontone per il recupero (che porta il Rodi al porto di Ortona) ma per i dieci membri dell’equipaggio non c’è ormai più nulla da fare: alcuni sono periti nel Rodi, altri in mare, nel disperato tentativo di salvarsi a 6 giorni di distanza dall’affondamento e dall’avvistamento del mezzo.

L’equipaggio era in maggioranza composto da marinai sambenedettesi.

Le persone che persero la vita avevano tra i 16 e i 42 anni: i corpi di quattro di loro non furono mai ritrovati.

“San Benedetto del Tronto ringrazia i Ragazzi della Nord e i tifosi tutti di Senigallia per aver ricordato le vittime”, hanno scritto dalla città rivierasca.

A 53 anni da questo triste fatto, durante Samb-Vigor, è stato giusto ricordare.

©riproduzione riservata

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