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Pugilato / Addio in Francia all’ex campione europeo Giuseppe Martinese, trionfatore nella sua Senigallia

L’inaugurazione nel 1980 del PalaPanzini di Senigallia avvenne per il suo incontro, davanti a una folla strabocchevole di concittadini: e fu una festa, con il temibile inglese McKenzie costretto ad arrendersi per ko

SENIGALLIA, 12 ottobre 2022 – È scomparso a 70 anni il 10 ottobre in Francia, a Metz dove viveva da tempo, l’ex campione di boxe Giuseppe Martinese, uno dei pugili più famosi in Italia e in Europa tra la metà degli anni Settanta e la metà del decennio successivo.

A conoscerlo, soprattutto, tanti senigalliesi coi capelli bianchi che ricordano l’epoca d’oro del pugilato locale, quando l’Accademia Pugilistica sfornava campioni a getto continuo tra i dilettanti, come Giorgio Mancinelli e Sergio Mencarelli negli anni Sessanta e la città ospitava riunioni di boxe rimaste nella storia, come quella che, nel 1966, vide il grande Bruno Arcari perdere allo stadio contro l’anconetano Massimo Consolati, scomparso di recente: oltre a quella all’esordio assoluto tra i professionisti per ferita contro Colella, quella di Senigallia fu l’unica sconfitta in carriera di Arcari, campione olimpico a Tokyo nel 1964, poi italiano, europeo e mondiale tra i professionisti, uno dei più grandi se non il più grande pugile italiano di tutti i tempi.

Qualche anno dopo fu la volta di Martinese, originario di Gallipoli in Puglia ma emigrato con la famiglia da giovanissimo in Francia, dove iniziò a fare boxe: venne a Senigallia nel 1975, quando passò professionista con Silverio Gresta, celebre manager senigalliese del periodo, capace di guidare anche altri grandi campioni iridati dell’epoca, come Gianfranco Rosi.

Stabilitosi in città, Martinese vi combatté più volte sia per il titolo italiano, che vinse ripetutamente tra i professionisti nei pesi superleggeri tra il 1977 e il 1984, che per quello europeo.

Proprio la conquista del suo titolo europeo è rimasta nella memoria collettiva della città dove allora tantissimi erano gli appassionati di boxe.

Il senigalliese d’adozione Martinese il 27 agosto 1980 conquistò il titolo europeo dei superleggeri al PalaPanzini, che veniva inaugurato proprio quel giorno alla presenza delle autorità e di una folla mai vista successivamente, che oggi il palasport non riuscirebbe nemmeno a contenere (oltre 2.000 spettatori, la stampa nazionale scrisse addirittura 3.000, nonostante la trasmissione Rai): fu un incontro spettacolare quello contro l’inglese di origine giamaicana Clinton McKenzie, uno dei più duri del periodo tanto da venire ancora oggi ricordato nei forum degli appassionati a distanza di 42 anni, che Martinese vinse per ko al 10° round tra l’entusiasmo dei tanti tifosi senigalliesi. 

Giuseppe Martinese campione europeo a Senigallia

La stampa scrisse che per quella vittoria il campione si aggiudicò una borsa di 5 milioni di lire: pochini, anche allora, ma d’altronde la boxe se è stata ed è disciplina ricca, lo è soltanto per pochi: per gli altri, più che i soldi ad arricchire sono passione, sacrificio e gloria, ancorché breve.

Martinese perse poi per ko il titolo continentale nel dicembre 1980 sempre al PalaPanzini, contro lo spagnolo Antonio Guinaldo, ma fu campione italiano fino al 1984, sfidando pure l’olimpionico Patrizio Oliva prima di tornare in Francia dopo il ritiro del 1985.

In carriera Martinese ha disputato 50 incontri da professionista, con 35 vittorie (16 per ko), 10 sconfitte (4 per ko) e 5 pari, combattendo tra gli altri a Milano, Ancona, Civitanova Marche, Senigallia (ben 10 volte, in nessuna città ha boxato di più, sempre davanti a una grande cornice di pubblico), Pesaro, Falconara, Fano, Fabriano, Metz, Bilbao, Ginevra, ma è proprio sulla Spiaggia di Velluto ad aver lasciato i maggiori ricordi negli sportivi.

©riproduzione riservata

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