Calcio
Eccellenza / Alessandro Cossu: “le mie favorite sono Maceratese, Tolentino, Montecchio”
-
-
by
Vallesina TV
Il dirigente a 360° sul calcio di Jesi, della Vallesina, delle Marche: “se si vuol curare i vivai, che a molti servono per fare scena e riempirsi la bocca, si deve imporre di utilizzare gli Under cresciuti nella regione”
JESI, 7 settembre 2023 – Siamo alla vigilia del fischio iniziale del campionato di Eccellenza Marche.
Un campionato che Alessandro Cossu conosce molto bene, come conosce benissimo la realtà del calcio marchigiano e soprattutto quello di Jesi.
Eccellenza grandi firme: al via un campionato con la presenza di tanti centri marchigiani che hanno fatto la storia del calcio nella regione, è così?
E’ una fotografia che mi fa venire in mente grandissimi ricordi. Quando la Jesina vinse l’ultimo campionato di Eccellenza il girone era formato da grandi piazze. Quindi dopo tanti anni si è tornati ad avere così tante città importanti delle Marche a partecipare al massimo campionato della Regione. Sembra più una D2 che una Eccellenza, sia a livello di tifoserie che di giocatori. Quest’ultimi sono stimolati a scendere di categoria al di là dell’aspetto economico anche perché si confrontano con altri giocatori importanti al loro stesso livello.

Alessandro Cossu e Cheddira. Il dirigente scoprì l’attuale attaccante del Frosinone alla Sangiustese cedendolo al Parma
E’ cambiata la regola degli under, non tre ma due: è stata adottata una giusta soluzione?
La regola dei due o tre cambia poco. Voglio rimarcare un pensiero che mi sta a cuore e che sempre ho messo in evidenza. Vedere dei giocatori in un campionato regionale che vengono da fuori Regione per giocare nelle Marche, magari anche stranieri, senza nulla togliere, è una cosa che non dovrebbe essere consentita, deve essere vietata. Se si vuol curare i vivai si deve imporre di utilizzare i ragazzi cresciuti nella regione. Le società che vogliono giocare con i loro giovani lo fanno e lo continueranno a fare. Quelle che vogliono ambire a dei risultati più importanti li vanno a cercare in altri lidi perché li reputano più forti. Abbiamo tanti esempi dall’ultimo campionato e la Federazione ci ha messo del suo perché addirittura questi ragazzi, provenienti da lontano, sono stati fatti giocare anche nella rappresentativa Marche, giusto per provare a vincere, non dando spazio ai giovani marchigiani. In concreto intendo dire che la Federazione Marche dovrebbe mettere la regola che chi non ha giocato nel settore giovanile della propria società o con un settore giovanile marchigiano non deve essere considerato un Under per il campionato di Eccellenza o Promozione. Mi sembra semplicissimo applicarlo.
Sei d’accordo nel ritenere alla vigilia Tolentino, Maceratese, Osimana e Montecchio le formazioni con i migliori organici e dal pronostico vincente?
La mia classifica delle favorite è la seguente: Maceratese, Tolentino, Montecchio. Osimana e Nuova Sangiustese, società completamente diversa da dove negli anni precedenti ho lavorato, le metterei un gradino al di sotto insieme ad Azzurra Colli e Montefano, reduci quest’ultime da una importante stagione. Poi vanno considerate tutte le altre non escludendo anche, come sempre accade, le possibili sorprese.
Dove collocheresti le tue ex Jesina e Sangiustese?
La Jesina è difficile decifrare perché sta operando un cambio radicale. Conosciamo i problemi che ci sono a Jesi, non ultimo la situazione dei campi dove allenarsi e giocare, compreso quello economico, dove in pochi sostengono la società con il susseguirsi di situazioni prima e dopo il Covid. Sono in ricostruzione, potrebbe essere una sorpresa ma analizzando il Girone i leoncelli non li vedo in prima fila. E me ne dispiace. Il calcio è strano. Tante volte si è fatto, compreso il sottoscritto, con squadre mediocri anche dei risultati importanti per cui perché non dargli fiducia? Per ciò che riguarda la Sangiustese non è più Sangiustese con il cambio di nome. Le persone che gestivano la Sangiustese sono andate a Montegranaro. La Sangiustese di oggi è una realtà che comunque starà al vertice. Lo scorso anno per un niente, col nome Valdichienti, non ha centrato con la Coppa la promozione in serie D. Mentre l’attuale Montegranaro è in ricostruzione, la metterei alla pari della Jesina. Conoscendo Tosoni e Proculo sono convinto che si presenteranno con una formazione competitiva. Insomma né Jesina né Montegranaro alla vigilia sono tra le favorite.
I settori giovanili: tutti ne parlano, tutti vorrebbero cambiare ma si resta sempre al palo…
I settori giovanili nelle Marche per molti servono per riempirsi la bocca per fare scena. All’atto pratico in pochi fanno veramente giocare i ragazzi. Puntare sui giovani vuol dire adottare una programmazione seria e convincente. Invece in tanti li fanno giocare perché costretti dai regolamenti e poi una volta passati di età i loro nomi si perdono tutti nelle categorie inferiori se non addirittura in molti smettono di giocare. Perchè? Perché non ci sono allenatori adatti e strutture adeguate. Qui entriamo in un discorso più importante. Attorno alle società ed ai giovani calciatori circolano personaggi che non dovrebbero esistere nel mondo dei dilettanti ma che, purtroppo, stimolano genitori e ragazzini a poter pensare di essere fenomeni. Nelle Marche i settori giovanili sembrano più un discorso di visibilità che altro.
A Jesi esistono tante realtà da sempre in concorrenza e non si riesce mai a trovare una forma di collaborazione che unisca tutti: sei d’accordo?
Il mio pensiero è noto da sempre. E’ necessario costruire una struttura societaria che possa permettere a tutte le altre società jesine e della Vallesina di mettere in piedi una programmazione e lavorare con obiettivi precisi. Serve un progetto che porti negli anni a far giocare nella prima squadra del territorio i tuoi ragazzi. Come si faceva una volta: due squadre giovanissimi, due squadre Allievi, una Juniores che devono essere formate non solo da giocatori della Jesina ma da giocatori della Vallesina. Invece la concorrenza, a volte vero scontro tra club dove ognuno pensa per se, in una realtà di poco più poco meno di 40 mila abitanti, riesce a sprecare tutto. Da sottolineare poi che Jesi non ha i campi da calcio né come numero né come qualità, tutte strutture fatiscenti: il ‘Paolo Pirani’ da rifare, l’Asiago non saprei come definirlo, il Cardinaletti che non regge più alla domanda, l’impianto di lato al Cardinaletti che d’inverno è inutilizzabile e d’estate pieno di polvere, l’antistadio non proprio il massimo per gli allenamenti della prima squadra, il ‘Paolinelli’ una sorta di campo di patate. E’ vero che in passato allenandoci all’antistadio abbiamo vinto dei campionati ma era un calcio diverso. Confermo quanto di recente ho letto che molti giocatori non sono stimolati a venire a Jesi ed andare in altre piazze perché ci sono delle strutture che permettono di fare calcio in una certa maniera. In tempi trascorsi c’erano meno giocatori ‘signorini’ adesso bisogna adattarsi alla realtà con tanti di loro abituati a giocare ed allenarsi in certe strutture, sul sintetico, e quindi le difficoltà ci sono. I settori giovanili di Jesi, per concludere, vivono con le loro problematiche e c’è una battaglia tra la Jesina, che svolge il campionato più importante, e le altre società. Si sta tentando degli accordi ma non vedo soluzioni che possano portare a qualcosa di definitivo.
Come sta, giudichi, il calcio a tutti i livelli: nelle Marche e nella Vallesina?
Il calcio delle Marche va di pari passo con il calcio italiano. Se guardi una partita di serie A è difficile vedere in campo un italiano. E’ un calcio poco propenso alla valorizzazione dei giovani italiani. Facciamo spesso risultati con gli Under 20 e quant’altro ma poi se non si fanno giocare facendogli fare il salto in avanti non si va da nessuna parte. Esiste anche il fatto, che rispecchia la situazione in Italia nel mondo del lavoro, che vede i giovani di valore andare all’estero. Nelle Marche ci stiamo difendendo: un club in serie B, 4 in serie C. Se valutiamo il discorso economico del momento, male non siamo messi. Il problema è che ci sono troppi agenti intorno e finché parliamo di professionismo va tutto bene ma nei dilettanti è diverso. In Vallesina ci manca la squadra satellite che, ripeto, poteva e doveva essere la Jesina ma questa non è riuscita mai ad imporsi in tal senso.
©riproduzione riservata




