A tu per tu con l’attaccante jesino, ex leoncello ed ora bandiera del Como, andato a segno per la prima volta in campionato nell’ultima giornata di Serie B contro la Spal
JESI, 24 febbraio 2023 – Lo aspettava da tempo il gol, e finalmente sabato scorso è arrivato.
Schierato titolare nel match di Ferrara contro la Spal del nuovo tecnico Massimo Oddo, Alessandro Gabrielloni, jesino doc, ha siglato la rete del preziosissimo pareggio del Como dopo il vantaggio spallino, per l’1-1 finale.

Gabrielloni in gol: Spal-Como 1-1
Cresciuto nel settore giovanile dell’Aurora, pescato dalla Jesina giovanissimo, ha debuttato in prima squadra con i leoncelli nella stagione 2010/11. Dopo 3 stagioni e un gol storico che ha regalato la vittoria alla Jesina contro l’Ancona (foto di primo piano) il 13 gennaio 2013, l’attaccante ha vestito le maglie di Maceratese, Taranto, Martina Franca, Campobasso, Cavese e Bisceglie, prima di passare al Como, allora in Serie D, nel gennaio 2018, per rimanerci per ben 6 stagioni, sino a quella attuale, diventando bandiera e beniamino della tifoseria lariana a suon di reti. Con la maglia del Como due promozioni, dalla D alla C e dalla C alla B, mettendo a segno in oltre 150 presenze, ben 49 reti.
Alessandro, partiamo da sabato scorso, cosa hai pensato quando hai visto la palla in rete?
«Ho provato una grande gioia. Il gol mi mancava tanto e sono felice per essermi sbloccato. Poi sabato a Ferrara c’erano anche i miei genitori in tribuna, quindi è stata una gioia doppia».
Sei anni importantissimi a Como, con due promozioni da protagonista e due esperienze in B
«Se ripenso a 6 anni fa, credo di aver fatto proprio la scelta gusta. Sono molto contento di essermi legato ad una piazza così importante e blasonata, dopo tanto girovagare. A Como, dopo tanti anni, mi sento benvoluto da tutti e questo mi rende davvero orgoglioso, riuscendo a trasferire questa passione in campo in ogni gara».
In questa stagione poi, è aumentata la concorrenza lì davanti con attaccanti come Cerri, Cutrone e Mancuso. In squadra, c’è anche un fuoriclasse come Cesc Fabregas, ex Arsenal, Barcellona, Chelsea e Monaco
«Devo dire che, all’inizio, allenarmi con giocatori che sino all’anno scorso avevo al “Fantacalcio”, mi ha fatto uno strano effetto. Sono tutti bravissimi ragazzi, che hanno saputo immedesimarsi subito nell’ambiente e nello spogliatoio. Io e gli altri veterani li abbiamo anche aiutati ad inserirsi nel migliore dei modi. Fa piacere giocare con giocatori così forti che ti permettono di migliorare e prendere spunto dalle qualità che hanno, per migliorare poi il livello individuale e complessivo della squadra. Per quanto riguarda Fabregas, inizialmente mi sembrava tutto quasi impossibile. Avevo anche un po’ di timore a parlare. In realtà, si è dimostrato un ragazzo molto umile, entrato in punta di piedi in squadra, senza far pesare assolutamente il suo percorso, importantissimo. Sono molto contento di averlo conosciuto e di poterci giocarci oggi insieme. La sua voglia di allenarsi tutti i giorni, le sue grandi capacità e la sua volontà di rimanere competitivo, fanno capire il suo immenso valore. La professionalità e la sua qualità nel giocare sono davvero di un altro livello. È poi un vero piacere sentirlo raccontare aneddoti delle sue esperienze all’Arsenal, al Barcellona o al Chelsea».
A Como sei un idolo, non solo per le reti segnate, ma anche e soprattutto per il tuo impegno dentro e fuori dal campo, ormai figura fondamentale nello spogliatoio
«Sì, in squadra sono quello che sta qua da più tempo. Mi sento un leader, ma ovviamente non sono il solo. Con la città e la tifoseria c’è un legame molto forte e non sarà qualche partita sbagliata a far cambiar giudizio. Cerco di dare sempre il meglio in campo, ed i tifosi questo lo riconoscono».

Gabrielloni, settore giovanile della Jesina
Anche se sei da anni lontano da Jesi, segui sempre la “tua” Jesina?
«Certo. Io sono un tifoso della Jesina e quando posso, vengo allo stadio. Nella scorsa stagione ho visto anche i Play-Off. Mi tengo aggiornato tramite Giorgio, mio fratello, che viene sempre allo stadio. Spero davvero che venga al più presto il momento di una vittoria di un campionato. Da jesino, tiferò sempre la Jesina. Saluto tutti gli sportivi, sperando che sia davvero l’anno buono per salire almeno in Serie D. Penso sia il minimo per una città come Jesi. Mi fanno poi anche molto piacere l’affetto e la vicinanza di tantissimi tifosi che mi seguono da Jesi, che mi chiamano e mi mandano messaggi».
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