
“Questo non è tifo. Questo non è sport” è il titolo di un comunicato stampa a firma Jesina calcio e per l’ennesima volta si dichiara disponibile al confronto con tutti per chiarire ogni cosa
Jesi, 7 settembre 2026 – Dopo gli atti vandalici di domenica scorsa
Jesi / Vandali al Carotti, imbrattata la tribuna e non solo
sui quali sta indagando le forze dell’ordine la Jesina calcio ha detto la sua affidandosi ad un comunicato.
“La Notte Azzurra di Jesi nasce per celebrare lo sport, le società, i ragazzi, le famiglie e tutti quei valori che dovrebbero unire una comunità. Purtroppo, accanto alla festa, qualcuno ha deciso di lasciare un segno ben diverso. Come mostrano le immagini già diffuse, dei VANDALI hanno imbrattato muri e panchine dello stadio Carotti, cosa ancora più grave, è stata rubata una muta di maglie della squadra Juniores. E’ stato deturpato un bene comunale, di tutti i cittadini, è stato danneggiato il campo da gioco, è stata violata la casa della Jesina. Gli autori di questi gesti non sono tifosi, sarebbe sbagliato definirli tali. Il tifo è passione. Il tifo è appartenenza. Il tifo è sostenere i propri colori. Vandalizzare, sporcare e rubare non ha nulla a che vedere con il tifo e con lo sport. Dietro una muta di maglie ci sono il lavoro di una società, i sacrifici di dirigenti e volontari e, soprattutto, dei ragazzi che ogni settimana scendono in campo con entusiasmo e passione. Le foto parlano da sole. Ci auguriamo che i responsabili vengano individuati e se ci sono persone che possono aiutare le forze dell’ordine a farlo che siano collaborative, che forniscono informazioni, affinché quanto accaduto serva almeno a ricordare una cosa semplice: si può contestare, non essere d’accordo sulle scelte societarie ma si dovrebbe sempre amare i propri colori senza calpestare e/o danneggiare ciò che appartiene alla comunità. La società resta disponibile al confronto con i gruppi organizzati e con tutti coloro che desiderino un dialogo serio, civile e costruttivo, con l’obiettivo di superare questa situazione e ritrovare unità, mettendo al centro esclusivamente il bene della squadra e della città. Jesi, la Jesina e lo sport meritano di meglio.”
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