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Calcio

Calcio / Lorenzo Carotti e il suo volume “Il campo dentro”

L’ex calciatore jesino, oggi Responsabile Tecnico della “Junior Jesina-Scuola Calcio Roberto Mancini”, si racconta nel suo volume

JESI, 30 settembre 2026 – Tra gli jesini che hanno raggiunto il calcio professionistico, un posto di assoluto rilievo lo occupa Lorenzo Carotti. Centrocampista classe 1985, Lorenzo è cresciuto nel settore giovanile del Parma, debuttando successivamente col Como in Serie C/1 nel torneo 2004-05, salendo successivamente in B con la maglia della Cremonese, dove è rimasto per ben 5 stagioni. Da qui, dopo alcune esperienze con le Nazionali Under 15-16-19 e 20, il passaggio al Pavia, sempre in C/1 per 2 stagioni, prima della parentesi di Benevento, e ritornare a Pavia per altri 2 anni. Il ritorno nelle Marche nel torneo 2015/16 con la Maceratese, dove ha sfiorato la B raggiungendo i Play-Off. Nell’estate, il trasferimento al Fano, sempre in C, prima di tornare a casa, alla Jesina nel 2017. Infine, 2 stagioni al Montefano in Eccellenza, prima di appendere gli scarpini al chiodo. Ora, una nuova avventura da Responsabile Tecnico insieme alla voglia di raccontare tutto il suo percorso in un volume intitolato “Il campo dentro”.

Lorenzo Carotti con la maglia della Nazionale Under 17 contro il Brasile in occasione dei Mondiali di categoria

Lorenzo, innanzitutto come è nata l’idea di raccontare la tua esperienza in un libro?

«Ho sentito un’esigenza molto forte di raccontare le emozioni provate durante il mio percorso nel mondo del calcio. La motivazione principale, è stata quella di voler descrivere i 5 anni vissuti in collegio, la partenza da casa a 14 anni e tutto quello vissuto lì insieme ai compagni di una volta. È stato un periodo molto significativo, perchè da quel momento ho iniziato a viverlo in maniera molto profonda. Il distacco da casa è stato fortissimo, ed ho provato sensazioni che non avevo mai condiviso con nessuno, ma che ho voluto raccontare ora. Mi piace l’idea di aver dato voce anche a quei ragazzi che hanno fatto quel tipo di percorso, e a tutti quei giovani che lo rifanno oggi».

Lorenzo Carotti con la maglia della Cremonese in Serie B nel torneo 2005/2006

Una carriera importante la tua, che ti ha visto protagonista in piazze prestigiose del cacio italiano, da Parma a Como, da Cremona a Pavia, sino a Benevento

«Nel volume, dopo i primi anni di Parma, c’è anche il proseguo della carriera, dando però sempre particolare importanza alla parte emotiva. Non è un libro che parla prettamente di gare, di partite, ma sempre delle sensazioni che ho vissuto. L’apice del mio percorso è stato a Parma, quando ho avuto la possibilità di allenarmi con la prima squadra, anche allora in Serie A, descrivendo bene tutto quello che è accaduto in quei giorni. Poi c’è stato il trasferimento al Como. Cambiare spesso città e ambiente mi ha arricchito tantissimo e, a distanza di anni, ho rivissuto quei cambiamenti con occhi nuovi. Ho sentito la necessità, durante ogni esperienza, di entrare in contatto con la gente della città, più che dello spogliatoio, insieme al suo tessuto sociale. Ho percepito inoltre, sempre grande attaccamento e riconoscenza dai tifosi. Pur se calciatore professionista, sono sempre stato molto legato alla vita quotidiana. Ovviamente, l’esperienza di Cremona è stata la più intensa e profonda anche a livello calcistico».

Il centrocampista jesino con la maglia del Pavia

Hai avuto la fortuna di giocare con tanti talenti e campioni, quali ricordi oggi?

«Mi sono allenato per circa un anno e mezzo con la prima squadra del Parma, e ricordo giocatori come Adriano, Mutu e Gilardino solo per far qualche nome, e ho avuto la possibilità di andare una volta in panchina in Coppa Italia, e di essere convocato per una gara in Serie A, anche se andato poi in tribuna. Tra i compagni di squadra, ricordo con affetto Marco Carparelli a Cremona, che mi ha preso sotto la sua ala sin dal mio arrivo, sempre a Cremona, Federico Smanio, Leonardo Colucci e William Viali. A Pavia ho avuto anche l’onore di indossare la fascia da capitano nell’anno del centenario, nel 2011, e raggiungere una salvezza ai Play-Out con la Spal dopo una partenza molto negativa. I tifosi sono ancora legatissimi a questo ricordo. A Benevento invece, ricordo il presidente Vigorito, che aveva già iniziato ad investire per portare la squadra in alto. Fu un anno molto difficile, che mi ha aiutato però a crescere tantissimo dal punto di vista caratteriale, in quella che era stata la mia prima esperienza al sud. Tornato nelle Marche, a Macerata nel 2016, ho vissuto una stagione bellissima con mister Bucchi che mi ha insegnato davvero tanto. In quell’anno inoltre, è nato mio figlio, per cui è stato un momento indimenticabile sotto tutti i punti di vista. A Jesi invece, è stata un’annata negativa conclusa con la retrocessione, anche se conservo un ricordo bellissimo dello spogliatoio, unito fino all’ultimo giorno. Ho avuto purtroppo anche qualche problema fisico proprio nella fase più delicata del campionato. Sono stato poi molto felice di aver chiuso la carriera a Montefano, dove mi sono sentito come a casa e divertendomi quasi come quando giocavo da bambino».

Lorenzo Carotti nella sua nuova veste di Responsabile Tecnico della “Junior Jesina-Scuola Calcio Roberto Mancini”

Appesi gli scarpini al chiodo, una nuova avventura oggi da Responsabile Tecnico

«Sì, sono stato sempre molto sensibile ai giovani, mi sono sempre sentito molto vicino a loro. Essi infatti, hanno un entusiasmo che, se canalizzato bene, può dare grandissime soddisfazioni. Ai bambini ho cercato sin da subito di trasmettere fiducia ed emozioni positive, che poi è quello di cui parlo nel libro, emozioni che condizionano il modo di giocare e qualsiasi cosa attorno».

©riproduzione riservata

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