Il team manager passerà al Monte Roberto all’inizio della prossima stagione: “Staffolo sarà per sempre una parte di me”
STAFFOLO, 8 maggio 2023 – Il dirigente Simone Capitani lascia lo Staffolo. Il team manager termina la sua avventura in giallorosso dopo 5 stagioni. Lo ha annunciato sabato scorso, 6 maggio, con una lunga lettera sul suo profilo Facebook dopo Colle 2006-Staffolo. Non è un addio con il mondo del calcio: Capitani, infatti, farà parte della dirigenza del Monte Roberto, società di Terza Categoria di Pianello Vallesina, comune in cui è residente e cresciuto.
“Arrivai nel 2018-2019 – spiega Capitani – allo Staffolo dalla Jesina ed era già un anno che stavo di fuori delle mura di casa. Franco Tiberi, dirigente staffolano, mi chiese di entrare a far parte della loro società, ma io avevo dei punti interrogativi, perché non avevo fatto mai la Prima Categoria e non sapevo quanto sarei durato. Scelgo di sposare questa causa e come sempre mi arrivano le critiche ‘Non durerai, fallirai’, mi dicevano, ma tutto questo non è successo”.
Staffolo è diventata una seconda famiglia per Simone Capitani. “Ho trovato una società familiare, forte, sana e genuina – continua il dirigente -: da Andrea il presidente al ds Aquilanti (che negli anni mi ha permesso di fare degli acquisti, vedi Fratoni, Barbaresi, Emanuele Monaco, Verdolini, Mosci, Coltorti Francesco); a Franco Tiberi che mi ha dato fiducia a scatola chiusa, poi Alessandro e Paolo, Francesco Dimitri, Giuliano e Gilberto: insomma, nella società ci sono un mix di esperienza e di giovani. Nell’arco degli anni ad ognuno di noi sono stati assegnati ruoli specifici, esclusivamente per il bene dello Staffolo”.
La squadra non gli ha mai fatto mancare il proprio supporto. “Ho trovato – racconta Capitani – un’ossatura di giocatori del posto, con Stè, Sassa, Jacopo, Gabri, Omar, Walter, Angelo, Tommi, Mauro, Papa e Lelle, dei ragazzi di Staffolo fantastici, che mi hanno fatto sentire staffolano fin da subito. Sono calciatori impagabili per la loro bontà e serietà: con la loro passione sono riusciti a fare innamorare di questi colori e di questa maglia anche la gente di fuori. Negli anni sono passati ragazzi dei comuni limitrofi ne cito alcuni: Erik, Leo, Storo, Strona, Santini, Morico, Abbate, Colto, Luca Fabrizi, Papa, Cardinali e tanti altri. Tutti loro, con la loro passione, hanno servito e sposato il nostro progetto e non finirò mai di ringraziarli”.
Capitani ringrazia la gente della città. “E poi – prosegue – il popolo staffolano o la piazza staffolana, una se entri nelle sue grazie ti ama, altrimenti ti castiga. Staffolo è una piazza calorosa e passionale se si accende, fortunatamente negli anni i tifosi ci sono stati sempre vicino con il loro tifo e il loro calore”. Senza dimenticare gli allenatori avuti sotto la sua gestione dirigenziale. “Ringrazio – spiega Capitani – tutti i tecnici, ma in modo speciale Pasquini, Bolli e Lavagnoli. Mister Pasquini è un uomo di una bontà speciale, che mi ha dato fiducia senza se e senza ma. Mi ha dato l’opportunità di portare a Staffolo diversi giovani e mi ha dato carta bianca sul mercato: per citare qualcuno, ho portato in giallorosso Mosci, Monaco, Coltorti e Verdolini (per l’acquisto del portiere devo ringraziare Marco Moreschi e Claudio Bolli)”.
Ora inizia una nuova avventura per Simone Capitani. “Non è stata una scelta facile lasciare Staffolo –conclude – perché stavo bene, ma la nascita del Monte Roberto mi ha spinto a ritornare a casa. Staffolo sarà sempre e per sempre nel mio cuore, perché tutti questi anni non si dimenticano facilmente. Questa piazza mi ha dato tanto, mi ha fatto crescere e mi ha fatto vivere emozioni indescrivibili. Quando potrò sarò sui quei gradoni a tifare, ma se per caso un giorno saremo avversari, il mio rispetto ci sarà per sempre. Perché Staffolo sarà per sempre una parte di me. Forza Staffolo!”.
Per Simone Capitani ora il futuro si chiama Monte Roberto: dalla prossima stagione, infatti, contribuirà al rilancio sportivo del calcio nel comune della Vallesina, nella società costituita nel 2022 nella sua città d’origine e militante in Terza Categoria.
Giacomo Grasselli
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