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Calcio

Calcio / Gigi Cagni ha presentato il suo volume “Rànget!”

A San Benedetto del Tronto, l’ex capitano rossoblù ha presentato il libro che racconta la sua lunga esperienza nel mondo del calcio, prima da giocatore, poi da allenatore

VALLESINA; 2 marzo 2026 – San Benedetto del Tronto ha riabbracciato sabato scorso il suo ex capitano e bandieraGigiCagni, tornato nella città rivierasca che lo ha visto protagonista per quasi un decennio negli Anni ’80 per presentare il suo volume dal titolo “Rànget!”.

La copertina volume scritto da Gigi Cagni “Rànget!”

Rangèt”, termine che in dialetto bresciano significa arrangiati, è un pò la parola simbolo di tutta l’esistenza dell’ex difensore e tecnico bresciano.

Nato infatti da una famiglia umile, Cagni ha dovuto sempre arrangiarsi e rimboccarsi le maniche per arrivare al successo prima nelle vesti di calciatore, poi in quelle di allenatore.

Gigi Cagli ai tempi della Sambenedettese negli Anni ’80

Una carriera lunghissima, che ha permesso a Luigi Cagni, per tutti “Gigi”, di arrivare ad essere esempio e bandiera in due città, quella natale, Brescia, e quella che lo ha ormai adottato, San Benedetto del Tronto, dove arrivò nella lontanissima stagione 1978/79 per rimanervi sino a quella 1986/87.

Una carriere infinita, che lo ha visto collezionare oltre 530 presenze in campo, di cui ben 485 in Serie B, che gli valgono a tutt’oggi il record di presenze assoluto nella serie cadetta. Smesso col calcio giocato, un’altra vita trascorsa in panchina con oltre 630 gettoni.

«Cinquant’anni di calcio vissuto sulle barricate, prima da calciatore, poi da allenatore. Le vittorie, le disillusioni, la depressione, la rinascita. Dagli anni Sessanta nel quartiere Carmine di Brescia, dove dava i primi calci al pallone, fino agli scandali del calcioscommesse e alle panchine che gli hanno regalato successi impronosticabili e cadute feroci. Il tutto senza mai allontanarsi da un ideale del calcio che è tempra, sacrificio e capacità di fare onestamente i conti con sé stessi. L’uomo prima dell’atleta, la tecnica prima della tattica. In una parola: i valori».

Un momento della presentazione di sabato scorso. Da sinistra, il giornalista Benedetto Marinangeli, Gigi Cagni, il giornalista Mimmo Minuto e l’ex giocatore della Sambenedettese Bruno Ranieri

Come ha ribadito più volte Cagni, nella sua carriera molte cose sono state decise per istinto.

Singolare proprio il suo passaggio alla Samb. Scaricato infatti dal Brescia dopo essere cresciuto nel settore giovanile e aver disputato ben 9 stagioni in prima squadra, dato per infortunato, l’ex difensore passa malvolentieri alla Samb, costretto dalla dirigenza bresciana a lasciare la sua città di origine e a scendere nelle Marche, mentre lui vuol andare al Monza, anche per motivi logistici.

A San Benedetto invece, nasce un amore con una nuova realtà sino ad allora sconosciuta, grazie soprattutto all’intuito dell’allora tecnico Nedo Sonetti che reinventa Cagni nel ruolo di libero, dopo anni vissuti da terzino. Una carriera così che, pur sembrando giunta al termine, si allungherà invece di ulteriori 9 anni, conditi da tantissime salvezze miracolose conquistate tra il vecchio “Ballarin” e il nuovo “Riviera delle Palme”.

Così l’ex capitano rossoblù: «A San Benedetto sono cresciuto come uomo e mi sono innamorato del mare, che non conoscevo. È stata una fortuna. Sonetti fu un genio nell’allungarmi la carriera con l’intuizione di impiegarmi da libero, con Bruno Ranieri mia spalla».

Sul calcio di oggi, questo il pensiero dell’ex tecnico: «Il calcio è semplicissimo, lo stanno complicando. Abbiamo oggi una Nazionale povera. La cosa determinante per crescere sono le sconfitte, bisogna superarle. Ho imparato più dalle sconfitte che dalle vittorie».

Ad omaggiare l’ex difensore, anche il compagno di una vita in campo, Bruno Ranieri, altra grandissima bandiera rossoblù, e i moderatori Benedetto Marinangeli e Mimmo Minuto, storici giornalisti da anni al seguito della Samb.

©riproduzione riservata

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