Connect with us

Calcio

CALCIO / Di Donato: “Jesi punto di partenza importante per il mio futuro”

Con Petrucci e Bedetti abbiamo subito vinto e siamo cresciuti, fare squadra è importante. Lavorare con Pieroni è un valore aggiunto ed un privilegio

JESI, 20 giugno 2020 – Campionato di Legapro che ha di nuovo mosso il pallone pur se non tutti lo hanno fatto.

Tra questi l’Arezzo di mister Daniele Di Donato e del direttore generale Ermanno Pieroni.

Di Donato era approdato sulla panchina dei leoncelli nel dicembre 2017.

La squadra era in lotta per la salvezza e con l’ex calciatore ascolano i leoncelli riuscirono a conquistare i play out persi poi nello spareggio di Sant’Egidio alla Vibrata in casa del San Nicolò.

Che fa adesso Di Donato?

“Sono in stand by. La stagione di LegaPro è ripresa ma il presidente dell’Arezzo ha deciso di non ripartire e tutti siamo fermi. Fermi in attesa degli eventi. Dopo un anno che stava finendo in crescendo, noi ci tenevamo a continuare per far bene, ma la decisione del presidente va rispettata. Avrà avuto i suoi buoni motivi. Da uomo di campo c’è rammarico ma certe decisioni, appunto, non si contestano”.

Dal punto vista personale, gli ultimi tre anni sono stati un crescendo: Jesi, Arzignano, Arezzo?

“Si cresce. Mi rendo conto che da Jesi ad oggi siamo sempre andati avanti, Anche quest’anno è stato fatto un bel lavoro. Avevo una squadra giovanissima che è stata plasmata con mille difficoltà iniziali ma alla fine eravamo riusciti ad entrare nella griglia dei play off e se si continuava si sarebbe scalato altre posizioni in classifica considerato che avevamo solo tre punti dalla quinta e quattro dalla quarta con diverse partite da giocare in casa dove abbiamo fatto sempre molto bene. Di conseguenza avevano le carte ed i numeri per continuarlo a fare. Purtroppo è uscito questo Covid e lo stop”.

Un bel lavoro con i giovani?

“Certo è normale che all’inizio gli errori ci possono essere anche perché il salto per molti di loro dalla Primavera alla prima squadra non sempre è facile. Un bel lavoro avviato che volevamo portare a compimento ma non è andata così. Il processo di crescita si è bloccato però sono contento di quello che sul campo si è fatto”.

Di Donato e gli jesini: è come una etichetta che si è attaccata addosso: allenatore a Jesi; Arzignano con Petrucci e Bedetti al tuo fianco e Parasecoli in squadra; Arezzo sempre con Bedetti e Petrucci e con un certo Ermanno Pieroni che noi conosciamo fin troppo bene e sappiano quanto sa di calcio e quanto vale?

“Con Jacopo e Daniele abbiamo vinto subito. Ad Arzignano ci hanno permesso di lavorare bene e noi siamo stati capaci di mettere in pratica al meglio il nostro lavoro. Poi Arezzo con i risultati che elencavo prima. Lavorare con Pieroni è un privilegio, un valore aggiunto, un onore. Vuol dire che Jesi porta bene. Fare squadra è importante per tutti.”.

Resterai ad Arezzo,  possiamo dire che dopo la serie C c’è pronta la serie B?

“Passo dopo passo, non anticipiamo i tempi”.

Diciamolo, nella tua Ascoli quanto ti piacerebbe ritornare?

“A chi non piace andare ad allenare in Ascoli? Una piazza importante, un vissuto da calciatore della mia vita indimenticabile. E’ inutile girarci intorno, una piazza calda, sarei contentissimo. Ma Ascoli è pure una piazza difficile e quindi bisogna arrivarci quando si è già pronti a tutto”.

Oramai la tua esperienza può essere misurata in maniera positiva?

“Certo in questi tre anni penso di essere cresciuto tantissimo e gli anni ti maturano. Diciamo che Ascoli è importante…ed è un obiettivo”.

Come vedi in generale questo calcio che è ripartito?

“Il calcio è un motore che trascina tante situazioni. Il calcio sta ripartendo e speriamo che questo stop abbia insegnato qualcosa sotto tutti i punti di vista però il calcio è calcio”.

C’era Franco Vannini, il ‘condor’, il quale nel periodo che ha allenato la Jesina sosteneva sempre, quasi come una ossessione, che il calcio vero partiva dalla serie C. Sei d’accordo?

“La serie C è un serbatoio importantissimo. Sono d’accordo. Se non ci fosse la serie C non sarebbe calcio a livello superiore perché questa categoria forma tanti ragazzi giovani che all’inizio sono acerbi e li forma per diventare in futuro possibili campioni. Ci sono tanti esempi in merito”.

Eppure il dito è puntato proprio su questo settore, si dice troppo professionismo?

“Indubbiamente i costi sono alti e altre soluzioni vanno cercate ed applicate per migliorare il tutto. Il giovane deve fare passi dopo passi. Chi esce dalla Primavera in questa Lega si forgia ed acquisisce la giusta mentalità per proseguire e lanciarsi. In Legapro c’è anche la possibilità di sbagliare e capire dove migliorare e per crescere questa esperienza è fondamentale”.

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Advertisement

TI POTREBBE INTERESSARE…

More in Calcio