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AMARCORD/ Novanta anni fa nasceva la Zona Cesarini

Il senigalliese segna al 90° e regala il successo all’Italia sull’Ungheria: è il 13 dicembre 1931, e nasce un Mito

SENIGALLIA, 15 Dicembre 2021 Esattamente 90 anni fa, nasceva la Zona Cesarini e un senigalliese, Renato Cesarini, entrava definitivamente nel Mito.

Era il 13 dicembre 1931, stadio Filadelfia di Torino, partita tra Italia e Ungheria: sul punteggio di 2-2 al 90′ lo juventino Cesarini segna il gol del 3-2 che consegna la vittoria all’Italia e per il giornalista Eugenio Danese quello fu un gol timbrato in Zona Cesarini.

Da allora la locuzione, per intendere qualcosa avvenuto in extremis, all’ultimo momento, non solo è rimasta, ma si è allargata: di Zona Cesarini non si parla più solo per partite di calcio e in Italia, ma il modo di dire si è esteso anche alla politica, all’economia e alla vita di tutti i giorni.

Il calciatore divenne un modo di dire, e lo è rimasto fino ad oggi.

Eppure Cesarini non è stato solo questo: nato nelle colline di Senigallia nel 1906 da una famiglia del posto, emigrò coi genitori da bambino in Argentina.

Qui crebbe, adattandosi a lavori umili e poi iniziando a giocare a calcio, arrivando nella Nazionale Argentina.

Acquistato dalla Juventus, debuttò poi nella Nazionale Italiana, per la quale fu considerato uno dei primi oriundi, benché in realtà Cesarini fosse italiano a tutti gli effetti, un senigalliese doc emigrato all’estero come tante altre famiglie, anche delle nostre parti, in quei difficili anni di inizio secolo.

Con l’Argentina, con l’Italia, con la Juventus, il Chacarita Juniors, il River Plate, Cesarini, centrocampista e attaccante, fu uno dei più grandi talenti del calcio internazionale della prima metà del Novecento, al di là di quel gol contro l’Ungheria in Zona Cesarini, soltanto uno dei tanti.

Poi, fu grande anche da allenatore, vincendo più campionati sia col River Plate che con la stessa Juventus, in un continuo muoversi tra la terra di origine, l’Italia e quella di adozione, l’Argentina.

Cesarini è morto in Argentina a 63 anni nel 1969: la notizia, allora, ebbe un eco enorme sulla stampa argentina e italiana, perché se ne era andata “La bibbia del football”.

Da alcuni anni a Castellaro un monumento lo omaggia e proprio lì nei giorni scorsi la nascita della Zona Cesarini è stata ricordata, alla presenza del sindaco Massimo Olivetti.

L’auspicio è che al monumento si affianchi anche una via: la storia di Cesarini, senigalliese che trionfò con l’Italia e alla Juve ma giocò pure una partita con la Vigor, non è solo sportiva, e merita di essere tramandata nel tempo.

Andrea Pongetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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