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Calcio

Eventi / Dal parquet all’erba: Agenore Maurizi e Roberto Osimani si raccontano

Tecnica, formazione e valori: il confronto tra calcio a 5 e calcio nell’evento AIAC Marche e Ancona tra esperienza, crescita individuale e visione moderna dell’allenatore nell’interessante evento formativo con al centro i due tecnici d’esperienza 

ANCONA, 24 marzo 2026 – Dal parquet all’erba: l’evoluzione di un allenatore tra calcio a 5 e calcio.

Il titolo scelto per l’evento formativo svoltosi lunedì sera presso il CONI Marche del Palasport Rossini non è certo casuale. L’iniziativa, organizzata dall’ Associazione Italiana Allenatori Calcio Marche in collaborazione con l’AIAC Ancona e l’ Unione Stampa Sportiva Italiana Marche, ha avuto lo scopo di raccontare e condividere esperienze, nozioni e riflessioni attraverso le testimonianze di chi il calcio e il calcio a 5, meglio noto come futsal, lo ha vissuto e lo vive tutt’ora, rendendolo parte integrante di una vita dedicata allo sport e alla formazione dei campioni del presente e del domani.

A presidiare l’evento, davanti a un pubblico nutrito di sportivi, dirigenti e tecnici del settore, Gianluca Dottori, presidente in carica dell’AIAC Marche; Andrea Carloni, fondatore e presidente USSI Marche; il vicesindaco del Comune di Ancona Giovanni Zinni e il presidente del Comitato Regionale Marche del CONI Fabio Luna. Protagonisti della serata, al centro del tavolo, Agenore Maurizi, tecnico dell’SSC Ancona, attuale capolista del girone F di Serie D, e Roberto Osimani, allenatore della nazionale di San Marino e del Cesena C5, nonché delegato AIAC Marche calcio a 5.

Fabio Luna, il vice sindaco di Ancona Zinni, Maurizi, Dottori, Osimani, Andrea Carloni

Quasi due ore all’insegna della tecnica, ma non solo. Spazio anche a frammenti di vita vissuta, esperienze e vicissitudini all’interno di due mondi diversi ma paralleli: il calcio e il futsal. Anni di carriera e formazione condivisi tra soddisfazioni, sfide, studio e pratica, arricchiti da aneddoti e momenti di confronto con i presenti, utili a trarre spunti da applicare per migliorare sia come individui sia come tecnici.

Dopo i saluti iniziali, tra cui quelli del presidente Luna e del vicesindaco Zinni, sono stati ricordati i prossimi eventi sportivi del territorio: la festa del calcio promossa dal Comune di Ancona dal 3 al 6 giugno e l’evento che vedrà per la prima volta Pesaro ospitare, dall’8 al 10 maggio, la Final Four della Uefa Futsal Champions League Final Four, appuntamento di riferimento del calcio a 5 europeo. Inoltre, in occasione degli 80 anni dalla fondazione dell’USSI (43 per il comitato regionale nel 2026, come ricordato dal presidente Carloni), verrà realizzata una pubblicazione dal titolo “I migliori Gianni della nostra vita”, dedicata a quattro mentori del giornalismo sportivo: Gianni Brera, Gianni Clerici, Gianni Minà, Gianni Mura.

Ampio spazio è stato dedicato al percorso di mister Maurizi, che affonda le proprie radici nel calcio a 5, prima da atleta e poi da allenatore, vincendo titoli tra scudetti e Coppe Italia e ricoprendo anche ruoli di coordinamento. Il passaggio al calcio a 11, gli anni di studio e alcune divergenze sulla gestione del futsal, soprattutto in merito ai tesserati stranieri, lo hanno portato a una scelta decisiva, supportata da una doppia formazione nelle due discipline. Tra i concetti chiave emersi, quello della presa di decisione: il giocatore deve scegliere rapidamente cosa fare in campo, abilità che nel calcio a 5 si sviluppa in spazi ridotti. Fondamentale quindi costruire solide basi tecniche e tattiche, proponendo esercitazioni adeguate alle diverse situazioni di gioco. Il tecnico ha inoltre sottolineato luci e ombre dello sviluppo tecnico in Italia, evidenziando come spesso non vengano sfruttati appieno i molteplici strumenti di allenamento disponibili. L’obiettivo dell’allenatore, ha ribadito, è migliorare prima l’uomo e poi il calciatore. In questo contesto ha citato Pep Guardiola e la sua concezione del “rombo e del quadrato”, legata alla creazione di linee di passaggio costanti e al corretto posizionamento in campo, insieme ai principi di gestione: consapevolezza, partecipazione attiva, metodicità, varietà, semplicità, chiarezza, evidenza e adattamento.

Dopo il confronto con il pubblico, la parola è passata a mister Osimani, che con uno stile diretto ha posto l’accento sulla necessità di rivedere alcune basi dell’insegnamento. “Si è perso il concetto dell’individualità. Oggi si mette la collettività sopra il singolo, ma in realtà è il contrario: è il giocatore a determinare la riuscita del gruppo. L’uomo va messo al centro, sia a livello tecnico che umano. L’azione tecnica va applicata prima al singolo: bisogna far capire non solo come fare le cose, ma anche perché. Allenarli a fare scelte, assumendosi responsabilità con sicurezza e prontezza”.

Esperienze, consigli e riflessioni che hanno riportato al centro un tema fondamentale: troppo spesso i giovani vengono considerati mezzi per raggiungere obiettivi, anziché essere formati come uomini e atleti. Da qui la necessità di una riforma culturale che riporti al centro il significato autentico dell’essere allenatore nel calcio moderno, sempre più influenzato dal marketing e dalla frenesia del risultato ma talvolta carente nella formazione nell’essenzialità etica e tecnica dei talenti.

Un ritorno alle basi, al concetto del “calcio della strada”, fatto di autenticità, valori e crescita individuale, per formare non solo giocatori, ma uomini capaci di diventare esempi, come i grandi campioni del passato che tanto abbiamo ammirato.

©riproduzione riservata

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