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SASSOFERRATO GENGA / Appolloni: «figli e figliastri, trattati con poco rispetto»

Il dirigente non esclude di ricorrere nelle sedi opportune per «tutelare il lavoro e i sacrifici profusi da società e giocatori»

SASSOFERRATO, 12 giugno 2020«Non contestiamo la nostra retrocessione, quanto il metodo adottato. Siamo stati trattati diversamente dagli altri».

Cristian Appolloni

Cristian Appolloni, direttore generale del Sassoferrato Genga, non nasconde l’amarezza per la decisione della Lnd, nel Consiglio Direttivo di giovedì pomeriggio, di condannare alla retrocessione dall’Eccellenza alla Promozione solo l’ultima classificata al momento dello stop definitivo per l’emergenza Covid-19.

«Ci assumiamo ogni responsabilità per il rendimento tecnico nella stagione, siamo stati quasi sempre negli ultimi posti. Ma ci irrita aver constatato che sono stati presi provvedimenti diversi per ogni fascia dilettantisticaafferma Appolloni –. In D sono state fatte retrocedere quattro squadre, come da regolamento di inizio stagione; in Promozione e nei campionati inferiori le retrocessioni sono state congelate; in Eccellenza è stato adottato un terzo metodo, facendo retrocedere solo l’ultima anziché tre formazioni. Non vanno fatti “figli e figliastri”. Come Sassoferrato Genga non avremmo avuto nulla da dire se fossero stati presi provvedimenti omogenei per ogni categoria, avremmo accettato serenamente la retrocessione. Così, invece, abbiamo avuto l’impressione di esser stati trattati con poco rispetto».

Il Sassoferrato Genga, a -4 dalla penultima a sette giornate dalla fine, si sentiva ancora in corsa per la salvezza.

«Nell’ultima parte di calendario c’erano tre scontri diretti (contro Azzurra Colli, San Marco Lorese e Fabriano Cerreto, ndr) e ci saremmo potuti giocare le nostre carte. Ma, ripeto, non è un problema di retrocessione in quanto tale: ci infastidisce che siamo stati, nei campionati regionali marchigiani, gli unici a retrocedere in questa stagione».

Appolloni non esclude di ricorrere nelle sedi opportune contro tale verdetto. «Ne parleremo con il club, dobbiamo tutelare il lavoro e i sacrifici profusi da società e giocatori».

Luca Ciappelloni
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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