L’interessante incontro ha raccontato l’evoluzione degli impianti sportivi nei decenni divenuti, da luogo di aggregazione sportiva, a centri polifunzionali e specchio delle singole città

12 ottobre 2025 – Alla “Biblioteca Planettiana” di “Palazzo della Signoria” di Jesi, si è svolto venerdì 10 ottobre l’interessante incontro dal titolo: “Stadi. Città e società”.
Un incontro su un tema in questi ultimi anni particolarmente sentito non solo in Italia, ma anche negli altri Paesi.
La questione stadi infatti, sempre attuale vista la necessità di rinnovamento dei nostri impianti, è oggi tema molto discusso, visti anche i passi da gigante fatti da altre nazioni, con impianti di altissimo livello, diventati già strutture multifunzionali al servizio delle rispettive società.

L’intervento introduttivo dell’Assessore alla Cultura del Comune di Jesi Luca Brecciaroli
L’evento, introdotto dall’Assessore alla Cultura del Comune di Jesi Luca Brecciaroli, ha visto gli interventi dell’architetta e ricercatrice jesina Moira Valeri, che vanta una lunga e prestigiosa carriera di insegnamento presso l’Università Yeditepe di Istanbul, del professor Manuel Orazi dell’Accademia di Architettura Usi di Mendrisio, e del grafico Roberto Montani, co-fondatore dello studio “CH RO MO”.

L’intervento dell’architetta e ricercatrice jesina Moira Valeri
Entrambi, sono stati i curatori insieme ad altri professionisti, della mostra intitolata “Stadi. Architettura e mito” al Museo MAXXI di Roma, inaugurata il 30 maggio scorso e prorogata sino prossimo 9 novembre.
Gli stadi, simbolo di passioni e cambiamento, raccontano da sempre la storia delle città attraverso architettura, cultura e identità collettiva. È questo il concetto chiave emerso dall’incontro.

La locandina dell’Evento
La parola stessa stadio deriva da “stadion”, originariamente unità di misura della lunghezza greca, corrispondente a circa 177-180 metri. Successivamente, il termine è stato usato per indicare l’edificio stesso dove si svolgevano eventi di corse o altre gare di atletica.
Stadi nati inizialmente quindi, come luoghi di aggregazione di massa, e pian piano diventati centri economici, politici e sociali delle rispettive città, sempre più evoluti, con posti oggi ben assegnati, soprattutto dopo i numerosi provvedimenti presi a causa dei molteplici incidenti tra tifoserie che hanno causato più tragedie, e trasformati negli anni in veri e propri strumenti di city-branding, basti pensare ad esempio, ai seggiolini colorati e personalizzati con la scritta della città di appartenenza.
Dal semplice evento sportivo, si è passati ad ospitare concerti, cerimonie religiose ed eventi politici, diventando mete di turismo globale.

L’intervento del professor Manuel Orazi
In Italia, i primi stadi sorsero negli Anni ’20 e videro un sostanziale rinnovamento sul finire degli Anni ’80, in vista dei Mondiali. La maggior parte di essi fu solo ristrutturata, mentre ne sorsero solo due nuovi, quelli di Bari e Genova. In molti impianti furono introdotte delle coperture totali, una volta presenti solo per le tribune. Oggi come detto, molte strutture sono vecchie e non più adeguate. Questo è un tema vastissimo che non tocca solo le grandi città, ma anche tantissime realtà medie e piccole.
Stadi che, secondo le ultime statistiche, stanno registrando negli ultimi anni un aumento delle presenze, avvenuto dopo l’ondata del Covid, a fronte di un evidente calo riscontrato prima della pandemia.
Tutto questo non può che essere di buon auspicio, affinchè lo stadio ritorni luogo di aggregazione, in massima sicurezza, dove poter godere magari con la propria famiglia, ogni tipo di spettacolo.
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