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Calcio

Serie D / SSC Ancona: tempo scaduto, urge una svolta

Trattative saltate, mercato fermo e scadenze sempre più vicine. Il Comitato dei Marchi rompe gli indugi e chiede a Polci di lasciare la società. Oggi l’incontro decisivo tra i soci locali e il sindaco Silvetti

ANCONA, 18 giugno 2026 – The time is over. Il tempo è scaduto per l’SSC Ancona, o meglio per l’attuale proprietà del Cavaliere Armato: quella fazione che detiene ancora la maggioranza delle quote societarie e che fa capo al presidente Massimiliano Polci.

Il campionato è terminato da oltre un mese, ma nulla si muove. Né sul fronte societario né su quello sportivo. Mercato, riconferme e programmazione della prossima stagione sono di fatto bloccati. L’Ancona vive una pericolosa situazione di stallo proprio mentre il calendario corre veloce. Siamo ormai a fine giugno e il 10 luglio incombe la scadenza per l’iscrizione al prossimo campionato, con tutte le incombenze economiche e burocratiche da completare, comprese le ultime spettanze da saldare a tesserati, fornitori e collaboratori.

In questo scenario ha continuato ad aleggiare la figura di Manolo Bucci. L’imprenditore laziale e presidente del Valmontone è rimasto per settimane al centro di una trattativa serrata con la proprietà dorica per un ingresso in società come socio di maggioranza o comunque di riferimento.

I quattro soci locali – rappresentanti di New Tech Tec Med, Netoip e Copemoerano stati ufficializzati lo scorso 22 maggio. A rassicurarli, almeno apparentemente, una videochiamata organizzata da Palazzo del Popolo alla presenza del sindaco Daniele Silvetti e con Bucci collegato da Roma. In quell’occasione l’imprenditore aveva confermato il proprio concreto interesse per l’Ancona e la volontà di entrare nel club.

Sembrava l’inizio di una nuova fase. Tanto che il 29 maggio arrivò anche la conferma dello staff tecnico: mister Maurizi blindato fino al giugno 2029, insieme al direttore sportivo Gerilli, al team manager Iossa e al responsabile scouting Arena.

Manolo Bucci. Foto: Tutto Samb

 

IL CASO BUCCI, IL COLPO DI SCENA

E invece no.

Quando tutto sembrava pronto per il passaggio davanti al notaio e l’ingresso del nuovo socio appariva imminente, è arrivata una brusca frenata. Come nelle migliori serie televisive, il colpo di scena ha ribaltato completamente la trama.

La comunicazione tra le parti si è improvvisamente raffreddata. Nel frattempo, sul sito nazionale di Alfredo Pedullà, il nome di Bucci è stato accostato alla Reggina e la trattativa con l’Ancona è stata data per tramontata. Lo stesso imprenditore ha poi fatto diffondere una nota attraverso i canali del Valmontone per smentire tutto e rassicurare l’ambiente.

Emergenza rientrata? Solo apparentemente.

Lunedì 15 giugno era atteso l’annuncio definitivo. Invece è arrivato l’ennesimo ribaltone: Bucci non entrerà nell’Ancona. La trattativa è sfumata proprio al momento delle firme e il club si è ritrovato nuovamente al punto di partenza.

Si è parlato di divergenze sulla gestione tecnica e strutturale della società. Ma in città sono in molti a pensare che dietro ci sia qualcosa di più. Del resto, non è la prima trattativa naufragata negli ultimi mesi. Prima di Bucci erano stati accostati all’Ancona nomi come Felleca, Top Five-Como Group, TeamSystem, Tinto e Portelli. Imprenditori diversi tra loro ma accomunati da un identico epilogo: interesse concreto, trattative avanzate e poi, all’improvviso, il nulla.

Casualità o qualcosa di più?

Dopo il dietrofront di Bucci, Polci ha riallacciato i contatti con Luciano Campitelli, ex presidente del Teramo. Anche in questo caso, però, è arrivato un altro no. L’imprenditore abruzzese sarebbe infatti destinato ad assumere un ruolo dirigenziale nel Pescara, secondo quanto riportato dalla stampa regionale.

L’ultima indiscrezione è stata lanciata da Radio Tua: “Dopo l’addio di Bucci, l’Ancona incassa anche quello di Campitelli. Intanto i soci anconetani, preoccupati, hanno in programma un incontro con il sindaco Daniele Silvetti”.

 

Luciano Campitelli. Foto: Abruzzo Popolare

L’IRA DELLA PIAZZA E IL COMUNICATO DEL COMITATO DEI MARCHI

Il clima si fa sempre più pesante.

La piazza ha iniziato a perdere la pazienza di fronte all’ennesima trattativa sfumata mentre il tempo continua a scorrere. I giocatori da confermare rischiano di accasarsi altrove e ogni operazione di mercato resta congelata dall’incertezza societaria. A fine giugno, di fatto, l’SSC Ancona non ha ancora una squadra sulla quale costruire il futuro.

Da qui la presa di posizione del Comitato dei Marchi, organismo garante dei simboli storici della prima squadra cittadina, che ha deciso di intervenire pubblicamente rivolgendosi direttamente a Polci.

Come Comitato di garanzia dei marchi siamo a richiedere al signor Polci, data la sua ormai inadeguatezza nel gestire la nostra gloriosa società, di consegnare le sue quote societarie al gruppo di imprenditori che attualmente detiene la minoranza del 25% e lasciare definitivamente la nostra città”.

Gli striscioni di Curva Nord apparsi in città la scorsa settimana chiamando in causa Polci e il Sindaco. Foto: Curva Nord Ancona

 

Una presa di posizione durissima.

Lo stesso Comitato ha inoltre ricordato di poter revocare l’usufrutto del marchio del Cavaliere Armato e del simbolo USA per qualsiasi attività riconducibile all’SSC Ancona qualora dovesse permanere l’attuale assetto societario.

Tradotto: per il Comitato il tempo è finito. Polci dovrebbe cedere la propria quota di maggioranza ai soci locali, oggi titolari complessivamente del 25% delle quote – compreso il 5% detenuto da GSK Security – consentendo eventualmente un allargamento della compagine con il supporto dell’amministrazione comunale. In caso contrario, potrebbero essere ritirati i marchi.

Un segnale forte, che fotografa una rottura ormai evidente e una presa di posizione senza più margini per ulteriori attese.

Cosa succederà adesso?

Le prossime ore potrebbero essere decisive. I soci locali sono attesi oggi a Palazzo del Popolo per un confronto con il sindaco Silvetti e da quell’incontro potrebbero emergere sviluppi importanti.

Nel frattempo c’è una città che, dopo aver chiuso un campionato straordinario al secondo posto con 76 punti, si ritrova ancora una volta a fare i conti con un’estate segnata dall’incertezza societaria.

Una piazza “nata per soffrire”, come recita uno degli slogan più celebri del tifo dorico.

Ma dopo anni di delusioni e turbolenze, Ancona sperava finalmente di vivere un’estate diversa. Per ora, invece, all’orizzonte si profila l’ennesima estate rovente.

©️riproduzione riservata

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